
Querelle de Brest è il testamento artistico e postumo di Rainer Werner Fassbinder, anche il film più completo, almeno nell' intenzione di voler essere radicale e personale, e quindi per certi versi maledetto considerando il suicidio del regista. In base a questo triste seppur conclamato evento , fu accolto con molto interesse fin dalle prime proiezioni nei vari festival, Venezia su tutti, lasciando il segno come un opera definitiva e di rottura, perciò destinata a far parlare di se alimentando il tipico alone maudit del caso, e rendere misteriosa la stessa vicenda umana del regista, oramai di culto. (1982 per l'esattezza). Di Querelle de Brest colpisce fin dal primo occhio la fotografia, le immagini e lo stile, il taglio cinematografico sfarzoso e nel contempo oscuro, in realtà puro teatro e palcoscenico, e quindi il tutto pare esser una vera rappresentazione artistica totalizzante , un film " non film " ma una complessa opera partorita da una profonda sofferenza e sensibilità emotiva, giunta fino al nichilismo più esasperato, epitaffio a tutti gli effetti. R.W Fassbinder nasce artisticamente come grande intellettuale e letterato, teatrante ma radicale e in ogni suo film tale background è chiaramente evidente. Nella corrente neorealista tedesca, Fassbinder, è il più completo, capace di risplendere di luce propria oltre il cinema ; solo Werner Herzog in un ambito diametricalmente opposto sfiora la stessa epica, concreta e realistica, vedesi , su tutti, il celebre Aguirre Furore di Dio (In questo , va dato atto che per certi versi, i due registi sono entrambi artisti totali , votati alla rappresentazione di alta estetica intellettuale ), a seguire Wim Wenders , il più poetico e fedele al cinema di largo respiro popolare, considerando il dittico Il Cielo sopra Berlino e Così Lontano Così Vicino, quest'ultimo, poi , con una passione da documentarista, è noto per Tokio Ga, un opera ambiziosa e essenziale, in più tutto il settore musica World, a lui caro. Querelle è la storia di un marinaio omicida, interpretato da Brad Davis, oggetto di desiderio da parte del capitano Sablon , il nostro Franco Nero, quindi la narrazione dello script è il susseguirsi di un vortice di disperata e inquieta, torbida perdizione, dove spicca il breve cammeo della grande vecchia diva Jeanne Moreau , recentemente spirata a miglior vita. Il film è girato completamente in studio e la Brest narrata è ricca di simboli fallici, ispirato dall'omonimo romanzo di Genet, appare un amara e lucida riflessione sui rapporti umani dominati dalla violenza e dalla sopraffazione [... ] Per il sottoscritto una visione essenziale, sopratutto se si ama il teatro e la letteratura in relazione al cinema. Un capolavoro
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