My Ideal Blog : Globalartisticfusion.blogspot.com di Patrizio De Santis Patrizio De Santis è titol

La mia foto
Montalto delle Marche, AP, Italy
Questo blog è nato come se fosse un'isola felice dove sperimentare una scrittura personale e condividere le mie passioni con qualsiasi internauta interessato alla bellezza. La sua dinamo propulsiva è la passione e l'amore per l'Arte. Ho realizzato uno spazio libero e autogestito, impostando tale contenitore come se fosse un potenziale Magazine cartaceo di approfondimenti culturali e artistici. Global Artistic Fusion è una sintesi della mia ricerca popolare e culturale: un mondo che vi offro nel My Ideal Blog 2.0

giovedì 25 aprile 2019

LIBERTANGO : TANGO E RIVOLUZIONE NEL NOME DI MARIA DE BUENOS AIRES



LIBERTANGO : TANGO E RIVOLUZIONE

- Astor Pantaleón Piazzolla (Mar del Plata, 11 marzo 1921 – Buenos Aires, 4 luglio 1992) è stato un musicista, compositore e arrangiatore argentino ( da Wikipedia ) -

[ My Ideal Blog oggi ospita un mio vecchio servizio realizzato per una pagina del Social Network
più popolare degli ultimi anni, Facebook, perché la spinta verso il mondo dei Blogger è avvenuta esattamente in quel contesto, contro ogni mia reticenza e insicurezza. Se non avessi ascoltato e accolto l' apprezzamento di molti utenti io non avrei mai preso in considerazione l' idea di realizzare un blog di così ampia narrazione, eterogeneo e vario negli argomenti trattati ma con una grande coerenza stilistica. Qui devo essere molto onesto e trasparente, rispettoso del ruolo che mi sono ritagliato per approcciare tali tematiche nobili. La scrittura da social consente qualche libertà formale, è confidenziale, quindi in questo copia e incolla c'è l' ingenuità dei primi tentativi, tuttavia penso che il servizio sia nato da uno spunto così felice da essere ora parte del Blog. La mia premessa era però  doverosa. E' mia intenzione di tanto andare a recuperare il meglio da me realizzato in contesti social, oppure riscriverli in una forma rivisitata, rivista e corretta. Patrizio De Santis. ]


Se c'è un musicista che posso definire essenziale per la mia vita è Astor Piazzolla che con il suo magico strumento a mantice , il bandoneon , ha reso incantevole l'ascolto della musica soprattutto nelle ore notturne. Il tramite è stato il violinista Gidon Kremer perché il Tango Nuevo di Astor è diverso dalla grande poetica popolare di Carlos Gardel ; nelle composizioni di Piazzolla oltre all' intensità vive un linguaggio profondamente colto mutuato dai seminari europei con Nadia Boulanger e forse per questo mi ha profondamente sconvolto fino al turbamento, un po come per Gato Barbieri nel film Ultimo Tango a Parigi, dove il sassofono sfiorava la stessa intensità di questo maestro. Il ballo poi mi ha sempre lasciato senza fiato, una tristissima lotta fra due anime in fiamme, una maschile, l'altra femminile. Questa triste condizione dell'anima e della carnalità, giunge nella mia vita intorno al 1998 ma solo qualche anno più tardi prendo consapevolezza dei fermenti politici insiti in questo spettacolo dell' arte chiamato Tango.
Nasce per mano di immigrati Italiani, si eseguiva a coppie di due uomini perché alle donne era vietato, in quanto in Argentina non era possibile, almeno fino a quando gli operai non raggiunsero i bordelli. Le puttane infatti venivano comprate più che altro per alimentare il fuoco di questa disperata danza senza passato e futuro, e solo allora, giorno dopo giorno il Tango riuscì a crescere fino a giungere al fatidico punto cruciale del 1968, l' anno di Maria de Buenos Aires, un' opera che è l' apoteosi politica, a tratti anche blasfema, ma simbolo di un popolo che ribolle di socialismo anarchico. Astor Piazzolla porterà il Tango Nuevo nei più prestigiosi conservatori, nelle sale da concerto e nei teatri di tutto il mondo. Gidon Kremer nelle sue riletture colte non è che la conferma di un conclamato successo avvenuto nella contemporaneità del mondo che conta, quello dell' accademia della musica classica, ma anche il più aperto gabinetto sperimentale delle avanguardie e della ricerca  dei nuovi linguaggi e delle forme sonore delle musiche di confine. Maria de Buenos Aires è ispirato a Milva, seppur interpretato dalla divina Amelita Baltar. Un cerchio che si chiude con Astor che raggiunge l' Italia negli anni settanta, incidendo Libertango , magico lp del 1974 destinato alla storia. Le Edizioni musicali Pagani, in Lombardia sono il simbolo del Tango che fa ritorno in Italia, e di cui dobbiamo essere orgogliosi; grazie a loro noi abbiamo un catalogo e un patrimonio culturale immenso.. Questo è il mio omaggio al Tango

- La mia musica è triste perché il tango è triste. Il tango ha radici tristi e drammatiche, a volte sensuali, conserva un po’ tutto… anche radici religiose. Il tango è triste e drammatico ma mai pessimista. (Astor Piazzolla) -

MARIA DE BUENOS AIRES

[ - Maria, il simbolo della nuova danza e del nuovo canto dell' Argentina, il Tango Nuevo, ovvero l'avanguardia in seno al Tango, nato come ballo ma che muterà poi pelle attraverso un triumvirato storico : Astor Piazzolla, Horacio Ferrer e Amelita Baltar , nello specifico un colto musicista con trascorsi sia accademici che Jazz, un poeta politicizzato ed una cantante folk destinata ad essere altro, attraverso Maria De Buenos Aires, la prima e unica Opera Tanghera. - ] 

[ - Siamo nel 1968 di Hair e di Tommy, nasce anche la prima stesura di Jesus Cristh Superstar con Ian Gillan nelle vesti di Gesù. Il 1968 è decisamente l'anno delle Rock Opera, a tal punto che la stessa Italia si distingue in tal ambito, basterebbe citare Orfeo 9, che vede la luce solo nei settanta. Ci sono però piacevoli anomalie, in ambito Jazz ricordiamo Escalator Over the Hill, realizzata da Carla Bley con il libretto di Paul Hines , mentre in Argentina il precedente clamoroso spetta a Maria De Buenos Aires, concepita da Astor Piazzolla come massimo manifesto del Tango Nuevo, e vanta il poetico e ideologizzato libretto di Horacio Ferrer e l'iconica voce di Amelita Baltar. - ]

Maria de Buenos Aires è un opera surreale divisa in due tempi, la vita di una prostituta nella capitale Argentina costituisce la parte introduttiva , a cui segue un interessante e originale Post Mortem. I personaggi principali quindi sono due, Maria e L' Ombra, poi un Payador ( ovvero un cantante dell'omonimo genere poetico ) vari membri del sobborgo di Buenos Aires, il folletto dalla voce narrante, e le marionette che egli controlla, infine gli psicanalisti. Nel libretto però alcuni elementi ci inducono a confondere Maria con la Madonna, addirittura lo stesso Gesù, una trasposizione se vogliamo Marxista.  La musica si discosta dal Tango tradizionale di Hannibal Troillo e Carlos Gardel e adotta il linguaggio ricercato e colto del Tango Nuevo, l'opera è ispirata a Milva ( e con dedica !)
L'organico è composto da due cantanti più voce recitante, un orchestra da camera inusuale per via del Bandoneon di Astor Piazzolla, autore delle musiche, ed una chitarra elettrica. Ovviamente la danza è fondamentale e con tutti i suoi ballerini, gli arrangiamenti e le coreografie che però sono state molteplici e l'opera si è rinnovata di decade in decade fino a giungere nel nuovo millennio, senza apparire desueta, stanca, anacronistica. la prima Maria e L'Ombra, sono note per essere per l'appunto interpretate dalla cantante Amelita Baltar. La prima rappresentazione avviene nel Maggio del 1968 , Plane Theatre

+ link musicali audiovisivi caricati da you tube

Astor Piazzolla - Libertango (full album)
(https://www.youtube.com/watch?v=k_pLL278zoM)

Astor Piazzolla ‎– Libertango
Etichetta:
Polydor ‎– 2473 042
Formato:
Vinyl, LP, Album
Paese:
France
Uscita:
1974
Genere:
Jazz, Latin, Funk / Soul
Stile:
Contemporary Jazz, Tango

Elenco tracce
A1 Libertango 2:45
A2 Meditango 5:36
A3 Undertango 4:07
A4 Adios Nonino 5:35
B1 Violentango 3:31
B2 Novitango 3:31
B3 Amelitango 4:00
B4 Tristango 6:58

Società, ecc.
Printed By – S.I.A.T.
Riconoscimenti
Acoustic Guitar, Electric Guitar – Filippo Daccò
Bandoneon, Arranged By, Conductor – Astor Piazzolla
Cello – Paolo Salvi
Drums, Percussion – Tullio De Piscopo
Electric Bass – Pino Presti
Flute – Gianni Bedori, Hugo Heredia, Marlaena Kessick
Organ, Marimba – Gianni Zilioli
Piano, Organ – Felice Da Vià
Producer – Aldo Pagani
Timpani, Percussion – Andrea Poggi
Viola – Elsa Parravicini
Violin – Umberto Benedetti Michelangeli

+

María de Buenos Aires – Astor Piazzolla & Horacio
(https://www.youtube.com/watch?v=bDgCtYDZlX0)

Astor Piazzolla And Horacio Ferrer ‎– Maria De Buenos Aires
( edizione brasiliana !)

Etichetta:
Elenco ‎– SE 1008 9
Formato:
2 × Vinyl, LP, Album
Paese:
Brazil
Uscita:
1972
Genere:
Latin, Stage & Screen
Stile:
Tango

Elenco tracce
A1 Alevare
A2 Tema De Maria
A3 Balada Para Un Organito Loco
B1 Milonga Carrieguera
B2 Fuga Y Misterio
B3 Poema Valseado
B4 Tocata Rea
B5 Miserere Canyengue
C1 Contramilonga A La Funerala
C2 Tangata Del Alba
C3 Carta A Los Arboles Y A Las Chimeneas
C4 Aria De Los Analistas
D1 Romanza Del Duende
D2 Allegro Tangabile
D3 Milonga De La Anunciacion
D4 Tangus Dei

Riconoscimenti
Lyrics By – Horacio Ferrer
Music By – Astor Piazzolla
Vocals – Amelita Baltar, Hector De Rosas*
Note
Interpretada por:
Astor Piazzolla - Bandoneon
Horacio Ferrer - Recitado
Amelita Baltar - Canto
Hector De Rosas - Canto

Original recording "Trova"






venerdì 19 aprile 2019

Una storia comune - Studio su Platonov di Anton Cecov : Teatro C.A.S.T. - Progetto Garden.

UNA STORIA COMUNE - STUDIO SU PLATONOV : TEATRO C.A.S.T - PROGETTO GARDEN - SOLD OUT AL TEATRO COMUNALE DI MONTALTO DELLE MARCHE - SABATO 13 APRILE, ORE 21 .OO


[ Introduzione - Una storia comune - Studio su Platonov di Anton Cecov - un servizio di approfondimento culturale di Patrizio De Santis ]


Con My Ideal Blog oggi voglio tentare di realizzare uno spunto di riflessione in una sorta di "non" recensione cercando di utilizzare uno sguardo analitico e trasversale,  afferrando 
l'opportunità di uno stimolo creativo " giocando in casa" perché essendo un cittadino interessato di prima persona al tema di questo servizio,  da residente in un paese 
dell'entroterra di Ascoli Piceno, Montalto delle Marche ( la città di Sisto V) e avendo assistito Sabato 13 Aprile, ore 21.00 al Teatro Comunale ad un evento a mio avviso interessante, sopratutto per quel che concerne il messaggio che si è voluto offrire al pubblico e a tutta la cittadinanza, mi sembra una buona opportunità di crescita per il mio stesso contenitore culturale. 
Il sottoscritto preferisce allontanarsi dalla comune scrittura del recensore ( anche se c'è da dire che il mio blog non è mai stato uno spazio per recensioni ma per approfondimenti più tosto elaborati.) Una rappresentazione teatrale, considerando che di teatro andremo a parlare, è una possibilità in più per porsi in maniera interattiva sia con un territorio che conosco bene, che per riallacciare un rapporto diretto con la passione per il teatro, essendo stato un interesse più simile ad un amor di gioventù. Nel fare ciò sono doverose le distanze emotive perché il mio articolo è un offerta per tutti gli internauti, lontani e vicini. Non sarà affatto facile, dopo tutto mi vado a misurare con un tema che richiede professionalità, trasparenza ma sopratutto onestà intellettuale. Patrizio De Santis


[- Una storia comune - Studio su Platonov di Anton Cecov. Riflessioni e considerazione sul tema di
una rappresentazione teatrale della compagnia " Teatro C.A.S.T " - ]

Il Teatro Comunale di Montalto Marche, attraverso una felice collaborazione tra l' Associazione Città di Sisto V con il comune di Folignano e il " Teatro C.A.S.T ", una professionale compagnia teatrale di Ascoli Piceno, ha ospitato un evento meritevole di attenzione perché è stata portato in scena una rilettura moderna, brillante e vivace del Platonov, dal titolo " Una storia comune - Studio su Platonov di Anton Cecov ( una rivisitazione che tra l' altro ha già conosciuto riscontri e successi di pubblico in altri teatri, o rassegne artistico culturali) sorretta dalla buona regia di Alessandro Marinelli.
Ora è interessante capire di cosa stiamo parlando, ma sopratutto il perché è necessario parlarne proprio ora, nella nostra contemporaneità. Per prima cosa bisogna sapere qual'era la natura di Anton Cecov nella sua essenzialità biografica, poetica e letteraria, ossia la dinamo propulsiva della sua arte, ed è 
l'origine filiale di un russo di famiglia umile di Tagarong, nato nel porto di Mar d' Azov, il 29 gennaio del 1860 da parte di commercianti della gleba.  Quest'uomo attraversa l' onda in divenire del grande cambiamento avvenuto tra l' ottocento e il novecento, e lo fa' affrancandosi da una condizione umana poco più che modesta. In quel preciso arco temporale bisogna poi contestualizzare il valore aggiunto del "fare arte " all'interno di un particolare humus socio economico, culturale e politico che inizia a correre velocemente con i primi venti progressisti, ma anche con l' avvento del concetto di capitale della società industrializzata.

Noi attualmente siamo ancora parte di quella umanità, figli dell' uomo contemporaneo vissuto ai tempi delle grandi ideologie politiche, ma di contro viviamo il paradosso di
un ciclo storico che si sta inevitabilmente esaurendo in un' epoca completamente diversa e molto complessa, di transizione e figlia del post modernismo, che è paradossalmente alienata dal processo di industrializzazione che si rivela un benessere misero, cagionevole di aver impoverito l' umanesimo e lo spirito.  Una contraddizione del progresso che si è manifestata sopratutto con 
l'avvento della " rivoluzione " digitalizzata, che non conosce un effettivo freno, e di conseguenza tutte quelle che potrebbero essere le infinite possibilità di crescita e sviluppo per il cammino dell' uomo tendono a franare in una mancata elaborazione di taglio intellettuale e umanistico,  la cui assenza del pensiero si ripercuote sulla qualità del rapporto umano, la vera connessione, nel male come nel bene, 
l'unica capace di far grande e funzionale una vera società.

[ In sintesi tutte quelle grandi conquiste socioculturali, con le conseguenti scoperte concepite in dote  al progresso scientifico industrializzato, chiaramente da noi ereditate ma concettualmente nate in quel preciso passaggio epocale di cui Cecov è stato uno dei testimoni, si sono manifestate nel corso  di tutto il novecento in un crescendo vertiginoso, favorendo nel nuovo millennio una società sospinta dalle macchine e dallo sviluppo tecnologico, regolamentato da un sistema economico monetario tecnocratico che ha favorito il progressivo e conseguenziale impoverimento del contatto umano per assenza di empatia.]

Ora poniamoci un interrogativo [...]  noi, come collettività, che che cosa possiamo fare culturalmente per ricostruire un tessuto sociale di taglio umanistico, ma sopratutto cosa può offrire l' arte, visto che è un linguaggio che non conosce tempo e spazio, e quindi è una " materia di lavoro " malleabile in grado di trascendere in ogni epoca di transizione e dal contesto storico fortemente in crisi.

Anton Cecov ci vuole parlare dei rapporti umani esattamente perché è bene fare attenzione all' animo per averne cura, perché una volta che si è deteriorato e compromesso nell' assenza di una virtù dei valori, muore epurato della sua limpida trasparenza, e quindi perisce privo di onestà intellettuale e di conseguenza ciò che accade al singolo può danneggiare la vita altrui, e così ledere la stessa società. Noi dobbiamo essere certi che tutta la memoria storica di cui abbiamo documentazione ci rivela che la ricerca dell' uomo, spirituale come laica umanistica, sociale e politica, si è posta con il presupposto di migliorare il cammino dell' umanità attraverso un sentire comune, ma entrando nel conflitto, e proprio per questo è necessario rispondere al quesito con un indagine che sia in grado di trovare una soluzione affrontando tale paradosso esistenziale nella centralità del problema : studiando la natura dell' uomo, indagando tale essere nel bene come nel male. E' stato così chiaramente per l' arte; l' introspezione della drammaturgia russa ne è la prova più compiuta e manifestata.

Per esempio, il "cuore " è uno dei pilastri di questo cammino, anche se ai nostri occhi ciò che intercorre nell'amore tra l' uomo e la donna ci sembra un qualcosa di frivolo, per certi versi addirittura obsoleto e cagionevole di mancate libertà, eppure ne abbiamo memoria da sempre, sia nel Simposio di Platone, come in una qualsiasi opera di Anton Cecov, e tanto per far ritorno nelle mie Marche possiamo citare il recanatese Giacomo Leopardi (di Recanati, Macerata.) che ha avuto il grande pregio di concepire una visione altamente spirituale, fanciulla e eternamente femminea del sentimento romantico, quasi di una purezza cosmica e trascendente, a mio avviso ancora da indagare pienamente a fondo.


[ - Lo spettacolo : Una storia comune - Studio su Platonov di Anton Cecov / Un Focus sul tema di Platonov e sulla natura del " Progetto Garden" + Recensione  - ]

Ritornando sul tema di quanto ho già sviscerato nella precedente analisi, oggi perché è dunque così importante  quell' umanesimo artistico nel presente, necessariamente rivisto e traslato con un linguaggio giovanile e dinamico, e di conseguenza vissuto e sviscerato interiormente in un' epoca di conflitti e contraddizioni umane ? Sicuramente ognuno di noi dovrebbe porsi più di una domanda per poi trovare una personale risposta, lavorando esattamente su' di quella verità interiore, ma universale, di cui Cecov è stato un ricettore nella sua ricerca di connessioni e interconnessioni tangibili, con un linguaggio concreto e manifestato, e non come oggi che disperdiamo l' energia tra le briglia  alienanti di una società "meccanica " e " tecnocratica ", dove il consumo, l' apparenza è l' individualismo esasperato producono non più il cinismo, ma il ben più deleterio nichilismo.
L' Indagine del cuore è il fulcro della letteratura, della poesia, del teatro, delle arti e di tutto il sapere. 
l'uomo, la donna, la famiglia, e la civiltà, infine il mondo, sono la coralità del teatro che è la rappresentazione dell' umanità, perché nella virtù di un buona opera vi è una grazia che sana la stessa miseria che è insita nell' animo di ognuno di noi, attraverso il male. Ed è questa la sua semplicità, in quanto verità essenziale [...]  A questo punto " Una storia comune " è  presente in ognuno di noi, ma ora domandiamoci chi sia, o cosa sia stato Platonov e perché questo personaggio è ancora contemporaneo ...

Riformuliamo il quesito da un altro punto di vista, per esempio : come si è posto il " Teatro C.A.S.T con le tematiche care a Cecov, attraverso il progetto " Garden, ma sopratutto qual'è il suo scopo ?

[ Una storia comune - studio su Platonov di Anton Cecov è il frutto di un percorso concettuale e di una progettualità di tipo e carattere analitico pedagogico all' interno del " Progetto Garden- laboratorio creativo sull' arte dell' attore", che si presuppone essere una sorta di cantiere di idee e creatività in Work in Progress, e quindi di natura aperta, sospinto da un flusso emotivo ed emozionale in costante evoluzione, poi definito e organizzato attraverso l' "ordine" concreto dello spettacolo.]

Ora possiamo ritornare al personaggio di Platonov, capire chi è, ma sopratutto cosa rappresenta in una storia comune, come potrebbe essere la mia medesima esistenza, quella dell' attore, del suo stesso pubblico, e di tutti gli internauti che stanno leggendo questo servizio. Anton Cecov è stato uno dei più grandi drammaturghi del suo tempo, a tal punto da essere oggetto di studio e rivisitazione anche nel presente, di conseguenza la compagnia C.A.S.T ha lavorato in maniera pragmatica e concreta su di una " materia " universale, che è
l' animo umano.
Platonov è stato concepito nel 1881, quando il maestro Cecov era poco più che ventenne, ed è la storia di un uomo di 27 anni che tende a perdersi in una costante contraddizione morale, un personaggio cinico, il cui unico scopo è la rincorsa di una fallace estetica sociale per  coltivare un effimera nobiltà d' animo, il tutto con il fine di apparire un individuo giusto e di spirito all' altezza di ogni situazione, sopratutto se al di dentro dell' alta società di cui volente o nolente sa di far parte, e che il più delle volte tende a irridere, giudicandola. Ai nostri occhi però vi è più umanità, se non addirittura una parvenza di grazia, in tutti gli altri individui del suo stesso ceto, che ci appaiano più autentici e genuini anche nelle miserie comportamentali e relazionali, nell' assenza di contegno e di virtù etica e morale.
Platonov, è però consapevole di questa ambiguità e si sente costantemente frustrato, un uomo in trappola, a tal punto che in verità disprezza se stesso e non riuscendo a risolvere la propria contraddizione interiore per scegliere di uscire dal ruolo e inseguire la libertà della vita, si eclissa miseramente nel dramma di un tragico epilogo esistenziale, la cui decadenza sarà la sua inevitabile fine.

Parlando dello spettacolo a cui io ho assistito, premetto che ho scelto deliberatamente la visuale più lontana, nel fondo della platea della sala del teatro comunale del mio paese, una decisione presa appositamente per valutare il tutto dal punto di vista più scomodo, almeno per poter pensare di scrivere un articolo, e posso dire che questa giovane compagnia teatrale di Folignano ha una buona metodologia del lavoro, a tal punto che mi sento di affermare che è sicuramente destinata a crescere e a farsi strada in un tutto il territorio, e non solo, sia per quel che concerne l' aspetto della resa tecnica, con tutte quelle voci che vanno dalla regia all' utilizzo delle luci, dei suoni e delle musiche e di mirate effetti scenografici dal taglio incisivo ( volendo essere critici diciamo che eccetto qualche marginale difficoltà di resa dell' acustica, che potrebbe esserci, come non esserci a secondo delle location) tutto è filato liscio e gli attori sono stati coerenti con lo scopo che il C.A.S.T si è prefisso con il " Progetto Garden "perché si sono posti esattamente come un " laboratorio creativo dell' arte dell' attore "e la professionalità si evince dalla passione che hanno inscenato sul palco, esattamente come se il palcoscenico e il tema portante fosse un appendice delle loro stesse vite.  Essendo uno studio sulla figura di Platonov evidentemente hanno dei bravi maestri alle spalle, e parlo al plurale perché le figure maestre nelle vita risiedono in chiunque e in ovunque, e nel fare questa affermazione vorrei semplicemente far presente che il mestiere del fare ( e farsi) arte è una possibilità molto democratica e inclusiva, " una storia comune ",  a patto che che ci si ponga come degli appassionati studenti della bellezza.


Lo studio su Platonov è stato un processo di trasformazione della drammaturgia esistenziale russa verso i lidi popolari della commedia brillante autoctona, audace perché figlia di un tempo come il nostro, e quindi traslata in una scenografia e un soggetto più contemporaneo dove l' esistenziale permane ma si colora di un linguaggio tra il surreale e il paradosso della satira più " Pop " per meglio attingere nelle tematiche amorose, passionali, erotiche in un costante ludico e multiforme caleidoscopio di umori e visioni, il tutto inframmezzato in quattro tempi, suddivisi in mattino, pomeriggio, sera e notte, dove prende forma un lavoro di senso compiuto e armonioso, sorretto con un tracciato concettuale rigoroso ma di largo respiro, perché si tende all' improvvisazione nella coralità delle voci stilistiche ed espressive chiamate in causa. Alle spalle c'è un lavoro certosino, serio, ma sopratutto credibile e rispettoso del Platonov di Anton Cecov.  Il Teatro Comunale di Montalto delle Marche ha retto bene la prova ; io l' ho frequentato relativamente poco, ricordo il passaggio di un' orchestra sinfonica e di un trio di musica da camera, un duo per pianoforte, qualche conferenza. Personalmente si potrebbe fare una programmazione molto più audace e rischiare, ma andando a sacrificare la politica del numero e il consenso a priori.

[ - Riflessione conclusiva - ]

L' aver pensato di investire sul lavoro svolto dal Teatro C.A.S.T con il Progetto Garden, più tosto che sulla satira della comicità nazional popolare televisiva, con personaggi quali Enzo Iacchetti oppure sul musical fiabesco per ragazzi, un appuntamento circoscritto all' evento annuale della tre giorni di " Notte delle Streghe e dei Folletti " o come saggio di scuola, ( tutte operazioni già portate in scena e che dovranno necessariamente essere replicate, visto il buon esito) per il sottoscritto è un valore aggiunto che può fare da apripista ad altre situazioni ed esperienze analoghe, anche di taglio diverso, sia da un punto di vista della complessità del dramma più classico che della ricerca di taglio sperimentale,  delle possibilità come tante. Il Modus Operandi del C.A.S.T ha alle spalle una progettualità di largo respiro, cosa che si evince dalla ragione artistica e sociale del Progetto Garden, un laboratorio brillate e creativo, audace e volenteroso di crescere e superarsi per offrire al proprio pubblico uno spettacolo sempre all' altezza della nobiltà intellettuale del mondo del teatro. Il mio augurio è di rivederli ancora nel mio paese perché sono un alternativa per un tempo libero diverso che può fare la differenza, sopratutto per la crescita della gioventù locale, se presa con la giusta vivacità e complicità. Un gemellaggio culturale tra comuni dell' ascolano che reputo positivo.

Teatro C.A.S.T. - Progetto Garden

in collaborazione con

Comune di Folignano - Assessorato alla Cultura
Comune di Montalto delle Marche
Associazione Città di Sisto V

UNA STORIA COMUNE - STUDIO SU PLATONOV DI ANTON ČECHOV

con

Fabrizio Di Luigi
Maurizio Emidi
Valter Finocchi
Chiara Giorgi
Oriana Ortenzi
Matteo Petrucci
Eloisa Pierantozzi
Roberta Procaccini
Andrea Scipi

Disegno luci
Pietro Cardarelli

Regia
Alessandro Marinelli


Storie di Jazz e dintorni : Massimo Falascone e la ricerca elettroacustica in Italia / TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) + Méliès

BIOGRAFIA  Massimo Falascone -  classe  1956 -  è un sassofon ista   multi strumen tista dedito al trattament o e lettronico d ello strum en...