My Ideal Blog : global artistic fusion 2.0
My Ideal Blog : global artistic fusion 2.0 è un contenitore di storie e visioni di Arte e Cultura. La scrittura come forma di condivisione del bello, tra vecchi e nuovi percorsi artistici e culturali. Un blog ideato e progettato da Patrizio De Santis - Lupo
My Ideal Blog : Globalartisticfusion.blogspot.com di Patrizio De Santis Patrizio De Santis è titol
- Patrizio De Santis
- Montalto delle Marche, AP, Italy
- Questo blog è nato come se fosse un'isola felice dove sperimentare una scrittura personale e condividere le mie passioni con qualsiasi internauta interessato alla bellezza. La sua dinamo propulsiva è la passione e l'amore per l'Arte. Ho realizzato uno spazio libero e autogestito, impostando tale contenitore come se fosse un potenziale Magazine cartaceo di approfondimenti culturali e artistici. Global Artistic Fusion è una sintesi della mia ricerca popolare e culturale: un mondo che vi offro nel My Ideal Blog 2.0
venerdì 3 luglio 2026
Recensione del libro Curumatára di Raffaele Catà: viaggio nell’Amazzonia interiore - Ed. Scienze e Lettere 2021
lunedì 6 aprile 2026
L'ULTIMO POST DI MY IDEAL BLOG : GLOBAL ARTISTIC FUSION 2.0
L'ULTIMO POST
( Di Patrizio Rudy De Santis)
Oggi in data 06/04/2026 il sottoscritto Patrizio De Santis - titolare di My Ideal Blog: globalartisticfusion.blogspot.com - ufficializza in maniera definitiva la conclusione di questa avventura. Sono cambiate le condizioni e il tempo a disposizioni per curare e scrivere i servizi del sito dove tante storie sono state da me raccontate con la passione di uno studioso "in erba"
Le ragioni potrebbero essere tante, per esempio il fatto che non sono stato in grado di portare la mia scrittura a un livello professionale per guadagnarci da vivere; tuttavia non è nemmeno questo aspetto a spingermi a scrivere le seguenti righe e i saluti. Dopo aver affrontato qualche problema di salute, andato a buon fine, mi sono "cercato dentro e fuori" per dedicarmi allo yoga, alla meditazione, infine tanta attività fisica, il salutismo, le amate passeggiate in riva al mare e tutto ciò che è rimasto indietro [ ...] nel frattempo sceglievo di abbandonare il social network Facebook, dove ogni argomento di My Ideal Blog raggiungeva la piena visibilità.
Alla luce dei fatti il mio bisogno di respiro è stato troppo forte e impellente e di conseguenza ho scelto di perdere utenza e fare ritorno al tempo libero delle giornate senza fine. Del resto dopo due interventi cardiochirurgici al cuore è stato inevitabile.
Il Blog resta visibile per i consulti. Ho dovuto fare un pò di pulizia e alcuni servizi sono tornati in bozza, altri non li ho reputati più in linea con gli ultimi articoli pubblicati. Li ho cassati. Me ne rammarico, ma essendo un autodidatta senza "mestiere" non tutte le ciambelle sono riuscite con il buco. Resta il meglio della mia passione e di cose interessanti ne ho scritte.
Per me è giunto il tempo di vivere un altro ciclo e di abbracciare nuove possibilità di crescita. Chiamatele pure esperienze, io preferisco emozioni ... ecco, ora ho bisogno di vivere "emozioni private"
Grazie per la vostra fedele attenzione.
P.D.S
martedì 4 novembre 2025
Storie di Jazz e dintorni presenta: Alessio Obino - Un ritratto di donna in Jazz dalle radici all'afrofuturismo.
Alessio Obino
Un ritratto di donna in Jazz dalle radici all'afrofuturismo.
INTRO
Biografia di Alessia Obino
Alessia Obino Inizia il suo percorso musicale studiando canto e pianoforte presso diversi insegnanti privati. Frequenta seminari intensivi tenuti da alcuni fra i più importanti vocalist stranieri ed italiani fra i quali Sheila Jordan, Jay Clayton, Maria Pia de Vito, Roberta Gambarini, Jen Shyu, Phil Minton, Peter Churchill, Ines Reiger e Donna McEllroy. Contemporaneamente approfondisce lo studio dell’improvvisazione prendendo parte a workshop tenuti da Steve Coleman, Ralph Alessi, Tim Berne, Vijay Iyer, Ethan Iverson, Jim Black, John Hollenbech, Tyshawn Sorey ed altri.
Attualmente è docente Jazz al conservatorio di Pesaro. Ha collaborato con numerosi musicisti del panorama jazz italiano ed internazionale tra i quali, Javier Girotto, Robert Bonisolo, Greg Burk, Peter Churchill, Gilad Atzmon, Elliott Sharp, Markus Stockhausen, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Quintorigo - per citarne alcuni - e ha preso parte ad importanti rassegne in Italia e all’estero.
Alessia Obino
Echoes
( Caligola records, 2009)
Echoes l'esordio discografico del 2009 ci disvela il ritratto di una giovane Alessia Obino con le idee già chiare e mature: i brani scritti di proprio pugno hanno in nuce il solco raffinato del prestigioso patrimonio jazz congiunti all'urgenza espressiva di una femminilità moderna e intraprendente - aspetto che si evince nell'audacia tipica dell'artista; manifestata sia nel volersi misurare con la narrazione mingusiana del blues Strollin' ( Charles Mingus) che nel sapersi dare con passionalità interpretando il romantismo retrò di Love for Sale ( Cole Porter) aggiungendo un piglio di audace ironia sottotraccia - dove eccelle!
Echoes rappresenta il cuore e il respiro del progetto, Stone non è da meno; in entrambe le composizioni la cantante riscrive la sua idea di tonalità blù con una vocalità straordinaria, duttile ed eclettica fino alla teatralità. Midnightmare e Lasting Dream scandagliano l'immaginario onirico e sensuale di Alessia, fin qui magistralmente evocato da un gruppo di strumentisti ricettivo e simpatetico: Luigi Vitale al vibrafono, Daniele Santimone alla chitarra elettrica, Alessandro Fedrigo al contrabbasso, Gianni Bertoncini e Carlo Canevali rispettivamente alla batteria ( a secondo dei brani in scaletta) Doveroso segnalare che Carnevali è morto prematuramente ormai diversi anni fa (più o meno 6/7 anni fa)
Menzione a parte per la lanquida bossanova di A ilha onde tudo começou: posta a sugello del disco risuona come uno struggente congedo/arrivederci per l'ascoltatore - intriso di saudade brasiliana, antiche reminescenze di fado portoghese e morna capoverdiana
Echoes è un'opera prima di fine pregio registrata, mixata e masterizzata da Stefano Amerio nel prestigioso Artesuono Recording Studio di Cavalicchio (Udine), un prodotto discografico che non strizza l'occhio alle tendenze del momento e non guarda ai modelli patinati e di successo d'oltremanica.
Veniamo alla veste grafica del disco: l'artwork ideato da Giorgio Finamore è valorizzato da una foto di copertina di Luisanna Serra particolarmente inquietante, nel contempo affascinante. Ritrae Alessia che ci osserva con seducente mestizia, immersa in una realtà liquida, a tratti estraniante, celata tra le ombre del torbido verdeacqua. All'interno del booklet sfilano le immagini dei musicisti in studio fotografati da Giacomo Raffaelli; oltre ai testi delle canzoni e i crediti non poteva di certo mancare la testimonianza di una madrina artistica d'eccezione ( la voce più autorevole del nostro Jazz)
" ... Il lavoro di Alessia rientra per me nella categoria di chi il jazz e i suoi grandi modelli (penso a Mingus, Porter, Monk, Ella, e Betty Carter, Anita 'O Day e forse Joni Mitchell) li ha conosciuti, amati e assimilati; è una cantante ed autrice che sta provando a trasformarli in carne e tendini della sua musica, anziché gabbia... Ha misura e nel contempo osa nella costruzione dei temi, nella coerenza dell'utilizzo delle timbriche. E' bella e moderna la scelta del vibrafono e di una chitarra straniata, che usa elettronica senza ridondanze, supportata da una ritmica inteliggente ed agile. I compagni assecondano queste sensazioni di misura e pacatezza dialogando con grande senso delle campiture sonore e bella energia" - Maria Pia de Vito
Alessia Obino CORdas
"Deep Changes"
( Caligola records, 2016)
lunedì 30 giugno 2025
Music Reviuw 2.0 - i suoni del nuovo millennio - presenta: No Longer Human di Antonio Tonietti - DISSIPATIO records / 2024
Music Reviuw 2.0
- i suoni del nuovo millennio -
presenta
No Longer Human di Antonio Tonietti
DISSIPATIO records / 2024
Antonio Tonietti nella sua vita da farmacista, si è dedicato con ottimi risultati all'attività di liutaio/inventore di strumenti, musicista e compositore/esecutore. Collabora a diversi progetti discografici (Icereport e De Musica et Fungorum Effectis, Francesco Paladino, Incredible!, Le forbici di Manitù, Gianluca Becuzzi, con cui collabora sia come liutaio che come musicista) e incrocia anche uno dei maestri del massimalismo americano, Glen Branca, partecipando alla sua Sinfonia N. 13 Hallucination City. Il primo album, "Improvvisi per Tavola Armonica", pubblicato per Sonorus records, è stato creato esclusivamente con i suoni provenienti da uno strumento di sua invenzione, che mescola corde, molle, kalimba, vari oggetti che permettono interessanti collage sonori. Ha anche prodotto due brani inclusi in pubblicazioni dedicate rispettivamente alla vita di Nick Drake e Ian Curtis.
Il secondo album esce il 27 gennaio per l'etichetta Dissipatio ed è dedicato alla vita e all'opera di Osamu Dazai e al suo romanzo No Longer Human. Antonio utilizza esclusivamente strumenti rigorosamente fatti in casa. I dati biografici di Antonio Tonietti ci presentano una mente creativa particolarmente interessante e alternativa, indipendente anche per la capacità di autocostruirsi gli strumenti musicali e tracciare degli itinerari e delle trame concettuali, mai banali, influenzata dalla passione per la cultura orientale, in particolar modo, tutto quell'immaginario che proviene dal Giappone.
Ma chi è Dazai e perché è così centrale per comprendere la fruizione musicale di un lavoro complesso come No Longer Human?
sabato 26 aprile 2025
Music Reviuw 2.0 - i suoni del nuovo millennio - presenta: Néos Saint Just di Jenny Sorrenti e Tullio Angelini. M+M MoreMusic 2024
Music Reviuw 2.0
- i suoni del nuovo millennio -
presenta
Néos Saint Just di Jenny Sorrenti e Tullio Angelini. M+M MoreMusic 2024
Intro:
Comunicato stampa
[ - È finalmente uscito l'album omonimo di Néos Saint Just (ovvero Jenny Sorrenti & Tullio Angelini). L'opera rappresenta la naturale evoluzione del progetto Saint Just, concepito e diretto fin dagli anni Settanta dalla stessa Sorrenti. Uno dei temi fondanti di questo album è la sua costruzione sonora, praticata senza riserve e canoni, volta a proporre coerentemente un'attitudine al cambiamento per tutta la durata dell'album.
Sia le parti vocali che le strutture musicali suggeriscono la possibilità di uno spostamento “nell'onirico” e in connessione con atmosfere rituali e con l'esperienza esistenziale.Il CD Néos Saint Just presenta sette composizioni inedite cantate in inglese (tranne il secondo brano) e propone anche musicisti significativi.
Gli ospiti sono:
CLIVE BELL (polistrumentista ed esperto suonatore di shakuhachi): Khene
SYLVIA HALLETT (una delle più eclettiche violiniste inglesi): violino
ALESSANDRO PIZZIN (che ha "reinventato" la musica dei The Residents sotto il suo moniker Alieno deBootes): tastiere
ROBIN RIMBAUD alias Scanner (collaboratore di Michael Nyman, Laurie Anderson, Wayne MacGregor): elettronica
ROBERTO SCARPA (pianista, tastierista e compositore italiano): pianoforte
KENNY WOLLESEN (batterista già con Tom Waits e John Zorn, tra gli altri): vibrafono elettrico.
che naturalmente accompagno in questo lavoro
JENNY SORRENTI: tastiere, pianoforte, voce
TULLIO ANGELINI: loops e elettronica
Le attuali sonorità di Néos Saint Just sono dedicate a un approccio più sperimentale alla musica e alla sua visione contemporanea. Questo processo di innovazione è il fulcro del nuovo percorso artistico, che è anche la base dell'obiettivo futuro.
All'interazione tra il suono non convenzionale e i possibili timbri della voce sarà riservata ancora una parte significativa della ricerca qui avviata. Jenny Sorrenti è una voce importante, sempre gentile e coerente, che non rifugge il “nuovo” ma anzi lo percepisce e lo interpreta con una trepidazione unica. Ciò è in sintonia con il ruolo prospettico e decisivo svolto dalla presenza del musicista Tullio Angelini, che indica la direzione dell'intero progetto, a volte con irregolari spostamenti di suono, altre volte orientato alla mutevolezza e alla fluidità.
Prodotto da Jenny Sorrenti e Tullio Angelini per MoreMusic, il CD e’ distribuito da G.T. Music Distribution di Antonino Destra.Nella splendida grafica di una special digipack. - ]
Jenny Sorrenti
( la costituzione dei Saint Just)
Jenny Sorrenti è figlia di madre gallese Gwen e Francesco Sorrenti - pittore e cantore di arie napoletane - insieme al fratello Alan si interessa alla musica e al canto professionale seguendo un indirizzo di sperimentazione e catarsi trascendentale nella corrente underground progressiva partenopea. Nei primi anni settanta costituisce i Saint Just con il bassista e multistrumentista Toni Verde e il sassofonista Roberto Bob Fix. Sono un ensemble originalissimo a partire già dal nome di battesimo: ispirato al rivoluzionario francese Louis Antoine de Saint-Just, ghigliottinato a 27 anni. La loro principale ricetta musicale è una riuscita fusione di suoni acustici ed elettrici - a tratti sghembi - amalgamati con degli arrangiamenti jazzati e all'avanguardia. La Sorrenti sperimenta una nuova vocalità sconcertante - sembra possedere le doti di Cathy Berberian, conoscere alla perfezione il lessico popolare delle muse folk anglosassoni - quali Jacqui McShee e Sandy Danny - senza mai tradire la liricità antica della storica Paleopolis: nome da cui è derivata la cultura detta partenopea di Napoli.
L'album omonimo - inciso per la EMI-Harvest nel 1973 - è ricordato per la straordinaria copertina bianca che ritrae i tre musicisti completamente pittati e vestiti di bianco in una dimessa stanza di un manicomio color biancosporco a metà strada tra il neorealismo e certe rappresentazioni felliniane - senza dimenticare Andy Wharol - presente nei crediti di copertina, insieme ai nomi di due band anglosassoni: Pentangle e Third Ear Band. L'album gatefold si apre a pagina di quaderno con dei disegni infantili e i testi scritti con la calligrafia incerta e grossolana - un dettaglio che vuole comunicare un senso di infanzia irrisolta e tormentata. L'idea è da attribuire a Umberto Telesco
Il microsolco Saint Just si presenta come un lavoro di progressive folk italiano complesso: dove le atmosfere fiabesche emanano inquietudini e morbosità infantili e rievocano l'immaginario decadente e liberty francese del settecento - un ascolto cosi estraniante da infondere sensazioni di struggimento melanconico e di altrettanto stupore. Le liriche dei testi rievocano scenari poetici e letterari remoti; tuttavia lo spirito di Saint Just vuole ( e ci riesce) incarnare il grido giovanile di una rivoluzione culturale che si respira nell'aria, ovunque: la stessa del Maggio francese o della Factory di Andy Wharol e del Living Theatre di Julian Beck e Judith Malina - ai tempi in trasferta a Piazza di Spagna - come anche nel Vomero e nella Positano del nascente movimento Neaples Power: l'onda in procinto di abbracciare la sognante West Coast di Laurel Canyon, direttamente dalle basi Nato.
Dei primi Saint Just va sottolineata la capacità progettuale di essere un valido gruppo aperto ( o gabinetto sperimentale) - un trio di compositori/esecutori in grado di sperimentare la formula del quintetto e del sestetto con guest musicians: Toni Esposito alle percussioni, Gianni Guarracino alle chitarre elettriche e acustiche, Mario D'Amora alle tastiere e alla celesta, Alan Sorrenti alla voce nel brano Una Bambina.
Tale predisposizione ha favorito la costituzione di una comune hippie dedita a stili di vita artistici e bohemien: il secondo lp La casa del Lago ( Harvest, 1974) riflette un rilassato clima di jam e cooperazione musicale, i cui brani sono equamente ridistribuiti tra il rock elettrico e il folk acustico. Il Lago di Bracciano offre gli stessi stimoli di quei cottage inglesi che hanno germogliato una semina di Lp epocali - oggi classificati come pietre miliari del rock anglosassone: Led Zeppelin III, John Barleycon Must Die dei Traffic, Trespass dei Genesis, A Night At The Opera dei Queen.
Il nuovo corso di Jenny Sorrenti
( da Suspiro al progetto Celtica Napoletana)
Con il trascorrere degli anni la cantante scioglie il gruppo e intraprende un lungo percorso solista sofisticato: la ricerca di nuovi stimoli creativi la conduce a coltivare le arti multidiciplinari, la poesia, il teatro e lo studio del canto lirico e popolare. Tra i meriti che le si possono attribuire c'è quello di talent scout: a Jenny si deve la primogenitura di un giovane chitarrista di nome Pino Daniele - presente nell'esordio discografico da cantautrice Suspiro ( Harvest, 1976) e in tutti i concerti del periodo a supporto del 33 giri. Nel 1979 passa alla RCA per incidere un disco omonimo più accessibile e in linea con i cantautori del periodo: nel brano di punta Lampo duetta con Francesco De Gregori. È ospite del concept jazzprog Alice del Perigeo Special. Nel corso degli anni ottanta compone prevalentemente musica per il teatro.
Il progetto Celtica - Napoletana coprodotto con il produttore Umberto Telesco vede anche la complicità di un musicista progressive folk storico Marcello Vento ( purtroppo deceduto nel febbraio del 2013) e la impegna in una serie di innovazioni: un nuovo studio di registrazione, la creazione di un sito internet, la realizzazione del videoclip Le Belle Se Sit e la pubblicazione del suo migliore album solista - infine una serie di concerti a supporto del progetto.
Medioeval Zone è una sintesi originale tra la musica celtica e la mediterranea antica, pubblicata con il marchio Celtica - Napoletana: si tratta di una raffinata commistione di generi equamente suddivisi tra fonti antiche remote e tradizionali popolari rivitalizzate in un telaio sonoro che rievoca la new age e le produzioni indie esoteriche della label 4AD. 13 brani di diversa area geografica e temporale, tra cui El Rey de Francia - canto sefardita di remota origine turca - e The Leaboy's Lassie - Inclusa una nuova versione di Suspiro che sfocia nei vocalizzi eterei di una nuova maturità artistica. Il CD è prodotto e distribuito dalla Materiali Sonori.
Com'e grande Efermidade è il secondo disco concepito con il compianto Marcello Vento, noto ai più essere stato il batterista - percussionista delle band Albero Motore e della seconda incarnazione de Il Canzoniere del Lazio. Il CD questa volta è prodotto e licenziato dalla Polo Sud. Il punto narrativo di partenza dell’album sono le cantiga medioevali del 1100, forme popolari religiose spagnole di canto, declamanti i miracoli di Maria per guarire le infermità mentali e fisiche della gente. L’Enfermidade è il simbolo della follia del mondo in cui viviamo e l'album è un viaggio-avventura sull’infermità del mondo, sulla follia umana, tutto questo interpretato in una chiave curabile. Di fronte ai mali del mondo si deve reagire positivamente con le parole, con le azioni, con la poesia, con la musica e la voce, lo strumento che Jenny ha sviluppato per esercitare il miracolo e il prodigio della guarigione.
Burattina ( Odd Times record, 2008) chiude la trilogia con un ritorno alla forma canzone autografa - cantautorale con una connotazione partenopea più folk rock. La presenza di Enzo Gragnaniello in Nessuno è più forte di chi non ha nulla da perdere è di per se programmatica. Burattina è ben accolto dalla critica e prelude al ritorno dei Saint Just
La Rivoluzione 2.0
( ... e ancora spirano i venti di Sain Just)
Nel ricostituire i Saint Just sotto la nuova sigla SJ Again per la realizzazione di Prog Explosion la Sorrenti sembra voler fare ritorno al rock degli anni settanta; ma Prog Explosion è poco più di un lp fantasma realizzato per i lettori della rivista RARO in tiratura limitata; per poterne godere il frutto bisogna attendere il successivo cd Prog Explosion and other stories: la versione notevolmente espansa, rivista e ridefinita per il supporto digitale in collaborazione tra l'indipendente Ma.Ra.Cash, il marchio Progressivamente e la rivista Prog Italia Il disco è supportato da una rete di piccole performance live, e vedono anche il ritorno di Alan Sorrenti nelle vesti di redivivo vocalist Progster.
La necessità di spingere la voce in territori vergini non viene mai a mancare e l'incontro con Tullio Angelini - musicista, dj, promoter e produttore discografico indipendente attivo nei territori musicali della sperimentazione e dell’avanguardia sonora - è quello decisivo per il definire il nuovo indirizzo artistico. Il nostro le produce “Jenny canta Nico" un progetto dedicato alla musicista Nico, musa di Andy Warhol ex Velvet Underground e nel 2024 il CD "Néos Saint Just" per l'etichetta discografica di proprieta MoreMusic (n°catalogo Momus 015). Oltre a coordinare le traiettorie del progetto discografico con la cantante è presente in qualità di musicista e demiurgo sonoro.
Tullio Angelini.
Il percorso musicale e culturale di Tullio Angelini parte in ambito classico, con lo studio dell'oboe e in seguito dall'approfondimento delle musiche di tradizione orale e degli strumenti relativi come la piva (cornamusa diffusa nel Nord Italia). Dalla sua certosina ricerca etnomusicologica "sul campo", ne esce un disco, su commissione di John Zorn, per la giapponese Avant: Šmarnamiša! Resia Valley Music - Folk songs & dances from north-east Italy, dedicato appunto ai canti e alle musiche della Val Resia.
Nel corso del tempo Angelini tende a muoversi in differenti aree artistiche multidisciplinali, cercando una propria via tra la scuola accademica e la sperimentazione, maturando l'interesse per il djing’ o turntablism: l'utilizzo del giradischi come un autentico strumento musicale, integrato dall'uso e campionamento digitale di fonti sonore eterogenee opportunamente combinate.
Collabora nell'ambito del teatro-danza per le musiche di scena e come musicista con il Teatro dell'I.R.A.A / Istituto di Ricerca sull'Arte dell'Attore, del regista Renato Cuocolo e dell'attrice e danzatrice Nur/Raffaella Rossellini (figlia del regista Roberto), in uno spettacolo denominato Scomposizione e ricomposizione da un quadro di Paul Klee.
Ha collaborato, tra gli altri, con il musicista e compositore americano David Shea e poi con Carlo Mariani (esperto suonatore di launeddas), il chitarrista Marc Ribot e con la violoncellista americana Frances-Marie Uitti (invitato dalla stessa al festival Udin & Jazz 2007) in un progetto dove la scrittura e l’improvvisazione sono solo alcuni dei parametri per le argomentazioni sonore trattate.
Tullio Angelini ricopre un ruolo di primordine come organizzatore di eventi e concerti in tempi non sospetti - quando ancora la curiosità del pubblico era onnivora verso le nuove proposte underground e la musica di confine: un crocevia di commistioni tra ricerca, sperimentazione e proposte popolari eterogenee e inclassificabili.
Organizza tour italiani e concerti di diversi musicisti stranieri, tra i quali: Tone Dogs, Art Moulu, Iva Bittová, Marc Ribot, David Shea, Zeena Parkins, Mike Cooper, Amy Denio, John Zorn, Antony Braxton, Scanner ecc.
È curatore della rassegna musicale "Zattere alla Deriva" presso il Teatro Miela di Trieste, di cui esiste un cd antologico pubblicato per la MoreMusic nel 1996, con le esibizioni di John Zorn, Boris Kovač & Ritual Nova Ensemble, Quartetto vocale di Giovanna Marini con Lucilla Galeazzi, Pascal Comelade & Bel Canto Orchestra, Fred Frith & Bob Ostertag, Phill Minton & Veryan Weston, Die Knodel, Makàm ecc.
Néos Saint Just
Jenny Sorrenti/Tullio Angelini.
M+M MoreMusic 2024
Il progetto Néos Saint Just è calato nella contemporaneità del nuovo millennio - non suona vintage o neo progressivo - la nuova direzione condivisa con Tullio Angelini guarda alle infinite possibilità vocali della Sorrenti; per esaltarle al meglio i due hanno scelto di destrutturare il progressive con l'apporto dell'elettronica e degli inserti acustici forniti dai notevoli musicisti - cooptati dai settori Avant-garde, Electronics e Art rock internazionali: Clive Bell (Khene), Sylvia Hallett (violino), Alessandro Pizzin (tastiere), Robin Rimbaud alias Scanner (elettronica), Roberto Scarpa (pianoforte), e Kenny Wollesen (vibrafono elettrico). Un CD postmodern & artpop anche nella pregevole veste grafica minimale del digipack e nei caratteri dei testi in inglese - tradotti anche in italiano - presenti booklet ( un lavoro curato da Roberto Duse e obliquestudio.com)
Se avete apprezzato il primo omonimo Saint Just e l'eterogeneo Medioeval Zone questo album è un tassello in più perchè spinge la phoné di Jenny in una direzione - quasi sciamanica: la voce è ancora lo strumento guida, ma è ammantata dai suoni eterei ed elettronici di Tullio Angelini ed è arricchita dal telaio strumentale offerto dai singoli ospiti. Néos Saint Just è un lavoro galvanizzato da uno sperimentalismo "caldo" e avvolgente, ben assimilabile anche da orecchie poco allenate. Chi conosce la cantante sà che lei non ha mai sacrificato gli aspetti melodici del proprio canto per un linguaggio astruso e radical
Il CD si apre con Pneumantos - da Pneuma, un termine greco che nell’antica filosofia stoica, rappresenta anima o soffio vitale, la cui elevazione informa e compenetra l’universo - mentre in un ambito strettamente musicale identifica una particolare tecnica del canto gregoriano consistente in una frase melodica cantata sulla vocale finale di alcune parole dal pregnante significato spirituale ( es: alleluiaaaa) Un brano dunque concettualmente interessante e programmatico: la cantante si accompagna con il pianoforte e sorretta dall'elettronica di Robin Rimboud/Scanner - ci invita a osservare il cielo nei giorni di pioggia al di sopra della superbia, l'arroganza e l'indifferenza; per capire quale direzione seguire nel nostro cuore.
Sentire davvero ... la seconda tessera del mosaico - una traccia che si incastona con la precedente - ed è l'unico brano cantato in italiano; la cui melodia onirica ed eterea ricorda le dolci ballate classiche della Sorrenti: solo chi sente il dolore dell'altro può sentire davvero.
L'alchimia sonora di In The Presence Of The Entity riecheggia delle arie teutonico - medioevali di Nico; almeno nella economia strumentale creata dal binomio Sorrenti - Angelini con l'ausilio di Clive Bell allo shakuhachi e Silvia Hallett al violino + field recording. The Presence cela anche il sample di Love For Sale di Hallett e Bell - una canzone nella canzone per raccontare un'amore perduto ma vivo altrove - in un'anelito di immortalità: ... sei molto lontano ora, dove sei ora? ... ovunque sarai io camminerò con te, ovunque sarai ...
La dolente e melanconica The Mirror Inside Me pare manifestarsi in antitesi a Entity - la mente m'inganna non è indulgente ... t'imprigiona dentro uno specchio e non ti lascia andare via ... io non vorrei ascoltarla perchè il mio cuore teme, ed ho paura. E' il racconto di un processo inevitabile ma necessario: il guardarsi dentro per trovare un viatico tra la mente e il cuore ed elevare l'anima - la mente creativa lo richiede: lei guarisce le cicatrice interiori.
Hidden Things è davvero affascinante, una minimal pop song a metà strada tra il suono arcano ed esoterico di Meredith Monk e l'art rock extra colto di Laurie Anderson; comunque nulla di derivativo per Jenny Sorrenti e Tullio Angelini e le loro personali alchimie artistiche: nei loro ambiti sono dei visionari professionisti che interagiscono in una comunione di stili spontanea e avvincente. Un doveroso cenno alle liriche: ( le nostre voci ora si ascoltano) in una notte d'estate - ( le nostre mani ora si protendono l'una verso l'altra) noi siamo meraviglie ...
Segue Psyché. Il termine di origine greco indica, come è ovvio, la sfera psichica, ovvero un’anima sensibile e una mente riflessiva. Ma psyché significa anche respiro, il soffio vitale che dà la vita. Inoltre Psyché significa anche farfalla. Nella mitologia greca la farfalla è il simbolo dell’anima, della leggerezza e della volatilità dello spirito vitale. La farfalla è anche simbolo della fragilità, della bellezza, della caducità della vita: lei ci conduce alla morte si alza in volo verso l'eternità. Psiché-farfalla è la personificazione del respiro dell’anima. Il brano riflette la paura già incontrata in The Mirror inside Me. Le note minimali delle tastiere sono rivestite dai loops e dall'elettronica di Angelini.
Il CD si chiude con MERAVIGLIA una coda strumentale dove fanno capolino dei gioiosi vocalizzi pervasi di estasi e purezza. Il processo di morte, purificazione e rinascita è avvenuto!
Prima di chiudere questa disamina ho contattato Jenny Sorretti per chiderle quale fosse la fonte ispiratrice nella sua attuale ricerca vocale. L'ho sollecitata a chiudere questo servizio di prima persona - e quel che ci lascia scritto è un magnifico esercizio di libertà da mettere in pratica nelle nostre stesse esistenze: "... prendo ispirazione da tutto ciò che è in vita, dalla natura, dal mondo animale, nonchè dalle riflessioni, dall'intelligenza, dall'orecchio che ascolta e dall'occhio che guarda. Mi piace investigare attraverso il canto, le ombre della nostra parte inconscia e la luminosità di quella conscia. Se ti disponi bene nei confronti del creato non potrai mai temere di svelarti per quello che sei veramente e ogni cosa sarà fonte di ispirazione. Alcuni brani li ho immaginati camminando per strada."
Néos Saint Just
Jenny Sorrenti/Tullio Angelini.
Recensione del libro Curumatára di Raffaele Catà: viaggio nell’Amazzonia interiore - Ed. Scienze e Lettere 2021
Curumatára di Raffaele Catà: viaggio nell’Amazzonia interiore ( Ed. Scienze e Lettere 2021) Ho conosciuto Raffaele Catà durante una Medi...
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Alessio Obino Un ritratto di donna in Jazz dalle radici all'afrofuturismo. INTRO Biografia di Alessia Obino Alessia Obino Inizia...











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