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sabato 23 ottobre 2021

Rubrica 1968 e dintorni - Il cinema della contestazione (prima parte) : Liliana Cavani - I Cannibali 1970


1968 e dintorni - Il cinema della contestazione (prima parte) : Liliana Cavani - I Cannibali 1970

Una rubrica 

di 

Patrizio De Santis 


Ho fatto questo film come se fosse una poesia. Le poesie non le so fare , potevo solo scrivere un film. Il soggetto l'ho buttato sulla carta in un pomeriggio , gettandovi dentro le mie emozioni. Questo è un film irrazionale e in questo senso completamente diverso dal " Galileo ". Le mie emozioni sono nate a contatto con la cronaca quotidiana [...] , i cannibali sono i giovani o tutti coloro che , a qualsiasi età , aspirano a riconquistare la propria vera natura di uomini , il senso religioso della vita , rifiutando certi condizionamenti della società civile. Ricercano una purezza primitiva , una sincerità dimenticata , ma la società li rifiuta come cannibali , perchè disturbano l'ordine tutto esteriore delle leggi spesso disumane. (11 Maggio, 1970)


I Cannabili, 1970


Liliana Cavani (Carpi, 12 gennaio 1933) è una regista cinematografica e sceneggiatrice italiana attiva nella cinematografia d'autore ma l'originalità della sua arte visionaria la rende così irregolare da sconfinare anche nel cinema di genere in più di un'occasione (ciò accade sempre conservando una propria dignità, così come il linguaggio erudito d'un cinema impegnato e colto.)

... mi sento una persona "fuori, né apolitica né integrata!


Con I Cannabili la Cavani si muove in più direzioni stilistiche: il cinema d'autore incontra l'avanguardia e si contamina - sia con il filone dei film generazionali del post 68 e sia con la corrente distopica fanta-sociopolitica, mutuata dalla letteratura di George Orwell e autori affini - il tutto con un occhio rivolto verso l'Antigone Sofoclea.

Questo film pur essendo coevo di pellicole come Dillinger é morto di Marco Ferreri del 1969 e L'Urlo di Tinto Brass - opera fondamentale e visionaria del 1971 - si situa nel mezzo, il 1970 , ma si autorivitalizza ai nostri occhi diventando un prodotto culturale completamente atemporale. I Cannibali anche se figlio del suo tempo, nel suo taglio distopico è tuttora un film moderno. 

Liliana Cavani non gradì mai gli accostamenti con i lavori di Ferreri e Brass - aggiungo a ragione -: la sua pellicola è un progetto di largo respiro coraggiosamente innovativo e completamente futurista, pensato con una spiccata sensibilità femminile che gli ha permesso di conservare un certo fascino poetico e popolare, rispetto alla maggioranza dei film d'avanguardia degli anni sessanta e settanta.

La regista inoltre riesce a individuare i volti giovanili più rappresentativi di quel preciso momento storico, pescando anche nell'ambito cinematografico mainstream : Pierre Clementi (Tiresia) Britt Ekland (Antigone) Tomas Milian (Emone)


Sinopsi

Un regime totalitario fa sì che le strade di una grande città siano piene dei cadaveri dei ribelli: i cosiddetti cannibali. Tali corpi sono un monito per chi vuole opporsi e non devono essere assolutamente rimossi; pena la morte per ordine supremo. Antigone vorrebbe seppellire il proprio fratello malgrado il parere contrario della famiglia plagiata dai messaggi di regime che arrivano dalla televisione ( ecco che subentra l'elemento distopico di matrice orwelliana di 1984 - o vicino alle opere di Aldous Huxley Il Mondo Nuovo e Ritorno al Mondo Nuovo e Ray Bradbury Fahreneheith 451 - e con le dovute proporzioni, riconducibili anche alle manipolazioni virtuali e mediatiche del nostro presente!) 

All'improvviso la giovane donna trova aiuto in un misterioso straniero che parla una lingua sconosciuta, il suo nome è Tiresia [...] Antigone e Tiresia diventano un simbolo per tanti giovani che -  vedendo in loro delle icone rivoluzionarie - e a partire da quel momento iniziano a prendere i cadaveri dei ribelli per seppellirli. 

" I Cannibali denuncia i rituali capitalistici dell'esecuzione politica , ma anche il fascino che il potere sadistico esercita sulla classe dominante , isolando l'occhio implacabile dell'obbiettivo fotografico come lo strumento che produce l'umiliazione di essere continuamente spiati da un occhio ostile " Cit estratta da Gaetano Marrone Lo sguardo e il labirinto. Il cinema di Liliana Cavani - 2003




I cannibali di Liliana Cavani - Clip HD by Film&Clips





Scheda tecnica:

I Cannibali, anno 1970 


soggetto: Liliana Cavani

sceneggiatura: Italo Moscati, Liliana Cavani

regia: Liliana Cavani

aiuto regia: Gianni Amelio, Ugo Novello, Paola Tallarigo

scenografia e costumi: Ezio Frigerio

montaggio: Nino Baragli

fotografia: Giulio Albonico

musica: Ennio Morricone

organizzatore generale: Giuseppe Francone

direttore di produzione: Federico Tofi

produzione: Enzo Doria, Bino Cicogna per la Doria-San Marco Film

distribuzione: Euro International Films

origine: Italia

pellicola: 35 mm, colore, Techniscope

durata: 88 minuti 


+ Il cast con i suoi personaggi e i gli interpreti:


Pierre Clement (Tiresia)

Britt Ekland (Antigone)

Francesco Leonetti (padre di Emone)

Delia Boccardo (Ismene)

Marino Masè (fidanzato di Ismene)

Cora Mazzoni (madre di Antigone)

Francesco Arminio (padre di Antigone)

gli attori della "Comunità teatrale Emilia Romagna"


... E con

la partecipazione straordinaria di

Thomas Milian 

in Emone




venerdì 24 settembre 2021

LE VOJAGE DANS LA LUNE - anno 1902- Il primo storico e immaginifico viaggio lunare della Settima Arte! Come l'arte visionaria di Méliès ha influenzato l'immaginario popolare, il cinema e la musica tra il 1900 e il 2000


LE VOJAGE DANS LA LUNE - 1902

 [ - Il primo storico e immaginifico viaggio lunare della Settima Arte di Georges  Méliès- ]

Marie - Georges - Jean  Méliès-  meglio conosciuto come Georges Méliès - nasce a Parigi l'8 dicembre del 1861 e muore nella  citta natale il 21 gennaio del 1938. Figlio di piccoli artigiani si interessa fin da giovanissimo al teatro e alla prestidigitazione. Nel 1988 corona il sogno d'acquistare il teatro fondato da Jean Eugène Robert-Houdin, passato alla storia come il maestro per eccellenza dell'illusionismo e dei giochi di prestigio. La fama di Méliès cresce e tra il 1988 e il 1892 è il nuovo direttore e la massima attrazione del teatro Houdin, un tempio dell'arte dai trascorsi illustri e misteriosi che sotto la sua direzione diventa la meta ambita di tutta Parigi.  
La folgorazione per il cinema non tarda a venire:  Méliès resta particolarmente conquistato dalla prima proiezione cinematografica dei fratelli Auguste e Louise Lumière. Il sabato del 28 dicembre del 1985 al Gran Café di Parigi, 14 di Boulevard des Capucines, viene proiettato La sortie de l'usines Lumière: un'unica inquadratura dalla durata di 45 secondi dove vengono ripresi degli operai che escono da delle fabbriche, al costo di un franco a proiezione. Si tratta del primo cortometraggio cinematografico in assoluto, e segna la nascita della Settima Arte. https://www.brevestoriadelcinema.org/storia-del-cinema/01-dallinvenzione-alla-prima-proiezione/01-3-la-prima-proiezione/

Dopo aver tentato inutilmente di convincere i Lumière a vendergli una cinepresa, decide di costruirsi un mezzo ottico per riprendere le immagini in movimento, funzionante con delle piccole proiezioni. Con questo nuovo esperimento di lavorazione riesce a realizzare un prolungamento dei suoi spettacoli, aiutandosi con la magia e l'arte del prestigiatore e l'utilizzo di effetti ottici a specchio all'avanguardia che sconcertano il pubblico.  Méliès si rende conto fin da subito che la sua invenzione ha delle potenzialità ancora inaudite e inesplorate, ed è allora che sceglie sfruttare la cinematografia con grande dedizione e studio, riuscendo a utilizzare le proprie sperimentazioni per la creazione di meravigliose fantasie da intrattenimento. 

Il più grande esponente della Nouvelle Vague - il regista Jean-Luc Godard - ha sintetizzato questo passaggio: "i Lumière avevano scoperto lo straordinario nell'ordinario,  Méliès aveva trovato l'ordinario nello straordinario". Laddove i primi hanno raccontato la realtà come mai si era visto prima, il secondo ha creato una forma di intrattenimento artistico allora inaudita e inconcepibile.

L’idea di realtà del cinema amplifica la meraviglia di questi  effetti speciali: a Méliès si devono anche i primi esperimenti sulla sovrimpressione e sulla dissolvenza. Grazie al prestigiatore e illusionista francese il cinema avanza impercettibilmente verso la forma film: questo processo avviene senza però mai riuscire del tutto a definire e strutturare la propria intuizione in una teoria; nonostante ciò l'industria cinematografica gli attribuisce il merito di aver gettato le fondamenta del cinema moderno.  


Méliès è ricordato per aver portato la Settima Arte in territori vergini e sconosciuti. Nelle sue mani ogni mezzo creativo rudimentale è stato sfruttato al massimo del suo potenziale e questo lo ha portato a essere un precursore nella tecnica del montaggio. Egli viene spesso rievocato come un pioniere degli effetti speciali e creatore di stupefacenti fantasie. Vale la pena citare le due opere  più iconiche e rappresentative: Le Vojage dans la Lune ( 1902) - un muto che ufficializza la nascita del cinema di fantascienza - e Le Manoir du Diable (1896) dove si possono rintracciare addirittura le origini del genere Horror. 
Il celeberrimo Viaggio sulla Luna è ispirato in parte ai romanzi di Julius VerneDalla Terra alla Luna e il suo seguito, Intorno alla Luna - mentre da I primi uomini sulla Luna di H.G. Wells prende in prestito i primi alieni della storia del cinema. Il titolo è un omaggio all'operetta Le Vojage dans la Lune del 1875 di Jacques Offenbach ( ispirata anch'essa ai romanzi di Verne)
Nella memoria collettiva resta impressa l'introduzione del film: l'immagine di un razzo conficcato nell'occhio della luna - presentata al grande pubblico con un grasso e pallido faccione umano.  Un'idea bizzarra - ma predestinata all'immortalità: diventa il simbolo più famoso e iconico della storia del cinema. La prima sequenza della pellicola  viene omaggiata frequentemente anche nell'iconografia della pop music e la si ricorda citata perfino in un videoclip musicale della band statunitense The Smashing Pumpkins per il lancio del singolo Tonight Tonight, estratto dal fantasioso concept album Mellon Collie and The Infinite Sadness, anno 1995.


 [ - Breve trama de Le Vojage dans la Lune di Georges Méliès / 1902 - ]


Il congresso di astronomi decide di sparare un razzo sulla luna a forma di proiettile:   gli stessi astronauti si imbarcano, lasciandosi sparare nel cielo stellato da un cannone. Mentre un gruppo di ballerine festeggiano l'evento, il razzo arriva sul suolo del satellite terrestre centrando l'occhio dell'astro. L'irritazione è addirittura visibile a occhio nudo dal pianeta Terra. Una volta scesi vengono catturati dai Seleniti e fatti prigionieri per volere del loro Re - che: indignato dall'invasione dei terrestri e dal danno riportato all'astro durante l'allunaggio - li vuole giustiziare. Riescono a scappare, ripartono facendo cadere il razzo verso la Terra per intuizione sulle leggi della gravità, ma cadono in mare. Fortunatamente vengono avvistati e riportati in porto.


[ - L'Eclissi del Genio - ]


Le Vojage dans la Lune è scritto, prodotto, montato, musicato e scenografato interamente da Georges Méliès ma la pellicola riserva un finale spiacevole per il suo autore. Si tratta a tutti gli effetti di successo inaspettatamente "amaro" e causa di eventi che lo porteranno in condizioni di semi-povertà. A pochi giorni dal clamore mediatico la pellicola viene rubata e mandata in un laboratorio dove viene creata una copia, e proprio in questo confuso frangente temporale il  film viene proiettato in America - con tanto di record di incassi - ma senza il consenso di  Méliès e senza pagare nulla al produttore.
A nulla valgono le trattive di scendere a un ragionevole compromesso tra la Edison e il regista. La scelta di mandare il fratello Gaston in America per aprire un ufficio della Star-Film si scontra con i costi esorbitanti e con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. 

Negli anni successivi le imprese cinematografiche manderanno l'uomo su tutti i pianeti del sistema solare, a partire da Marte; Georges Méliès farà ritorno alle sue origini e al Teatro di Robert-Houdin, che verrà chiuso dalla polizia militare allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Costretto a svendere le sue opere per sopravvivere alla miseria, si ritroverà a vendere caramelle. Morirà di cancro nel 1938, entrando però nella mitologia dell'artista immortale. 




SPACE ODDITY

[ - L'Epilogo: L'Allunaggio e la fine dei viaggi lunari tra realtà, film e musica /1968 -1972 - ]


La Settima Arte e la Luna si sono frequentati da sempre: lo abbiamo appurato con Le Vojage dans la Lune. Gli anni della corsa allo spazio sono però quelli che vedono contrapposti i giochi di potere tra gli americani a i sovietici, durante l'ascesa del capitalismo. La Guerra Fredda segna il nuovo corso di questa storia, influenzando la creatività  visionaria di molti registi, sceneggiatori e scrittori  di cinema, pronti ad assorbire e a metabolizzare il cammino della società industriale e del progresso del XX secolo, e quindi a dare vita alla cinematografia moderna

Per evidenziare questo passaggio storico della Settima Arte voglio rievocare due film epocali, realizzati in prossimità del primo storico allunaggio. Il 20 luglio del 1969, alle 4.57 ore italiana, Neil Armstrong e Buzz Aldrin - due dei tre astronauti della missione Apollo 11 - muovono i primi passi sul suolo lunare. E' l'inizio di una nuova era; non di sole utopie e fantasie vive l'uomo. L'ultima missione spaziale verso la luna è del dicembre del 1972 con l'Apollo 17:https://www.raicultura.it/storia/foto/2019/07/Luomo-sulla-luna-263f2e72-3302-450f-877d-bcd7d5233aba.html  
 
L'evento è stata preceduto nel dicembre del 1968 esattamente da una pellicola americana 2001: Odissea nello Spazio, prodotta e diretta da Stanley Kubrick: si tratta di un'opera di genere fantascientifico con un sottotraccia esistenziale, ispirato da un racconto di Arthur C. Clarke. Nel 1972 è il fronte russo a rubare la scena con la fantascienza concettuale di Solaris, un capolavoro di Andrej Tarkovskij, a sua volta ispirato da un romanzo di Stanislaw Lem.  
Le nuove avanguardie del cinema risentono del nefasto e greve clima di Guerra Fredda che contrappone le due più grandi potenze del mondo U.S.A e U.R.S.S, perciò i registi contemporanei si contraddistinguono con dei prodotti di intrattenimento culturale dal taglio decisamente più profondo, analitico ed esistenzialista. 
Qualcosa era già trapelato nel capolavoro muto di Fritz Lang, il distopico Metropolis del 1927, concepito a cavallo delle due guerre mondiali (l'antesignano di Blade Runner di Ridley Scoot, 1981). Rispetto al cinema di Georges Méliès le due opere di Kubrick e di Tarkovskij sono il tipico prodotto culturale del secondo dopoguerra, e gravitano attorno alle ideologie del 1968: entrambi i soggetti preannunciano le paure e le disillusioni delle decadi successive, se non addirittura il nichilismo del terzo millennio.

Cinque giorni prima dell'allunaggio dell'Apollo 11 tutte le radio del mondo iniziano a diffondere la musica di una Rockstar "aliena" di nome David Bowie. La sua ballata acid folk lisergica Space Oddity è profetica e inquietante; racconta del Major Tom che si perde in orbita e guardando verso la Terra si congeda con un commiato rassegnato e inquietante: planet Earth is blue and there's nothing can i do. Il brano viene utilizzato dalla BBC per enfatizzare i propri servizi sull'allunaggio. Bowie in seguito è ritornato sul tema fantascientifico creando un alter ego marziano di nome Zyggy Stardust e inoltre ha preso parte ad una pellicola cinematografica: L'uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth)  del 1976, diretta da Nicolas Roeg, e tratta dall'omonimo romanzo di Walter Tevis




ECLIPSE

[ - Il lato oscuro della Luna e L'Eclissi - ]

Nei primi anni settanta i viaggi lunari diventano un pretesto per raccontare l'alienazione umana all'interno della società del progresso e del capitalismo: mentre il cinema si proietta verso altre galassie e mondi sconosciuti, dove gli UFO e le creature aliene sono i padroni incontrastati - vedere Alien, di Ridley Scoot e L'impero colpisce ancora di Irvin Kershner, il miglior capitolo della saga di Star Wars nato dai soggetti di George Lucas  - i Pink Floyd realizzano il concept di The Dark Side of The Moon, riportando prepotentemente l'uomo sul pianeta Terra per L'Eclissi

Proprio la band simbolo dell'UFO club di Londra  (il ritrovo underground per eccellenza degli anni sessanta) passata alle cronache  per aver ufficializzato la nascita dello Space Rock nel 1967 con gli inni cosmici Astronomy Domine e Interstellar Overdrive, sembra raccogliere al meglio l'eredità magica e istrionica di  Méliès; salvo poi deviare bruscamente il proprio percorso artistico per indagare quel lato oscuro della luna terreno e psichico che governa la follia degli esseri umani. The Dark Side of The Moon entra nelle classifiche di tutto il mondo mentre il capitalismo annulla il sogno dei figli dei fiori di salutare l'arrivo del mondo ideale: l'utopia dell'Era dell'Acquario!






L'immaginifico e fantasioso mondo del cineasta prestidigitatore, illusionista e inventore dei primi effetti speciali della storia del teatro e del cinema influenza il mondo della musica: passando dal rock più evoluto - Pink Floyd, David Bowie, Gong, Hawkwind, Tangerine Dream, Amon Dull II, Klaus Shulze, Cosmic Jokers, Ozric Tentacles - si arriva al Jazz sperimentale ed eliocentrico dei voli saturniani di Sun Ra, fino a giungere alla ricapitolazione concettuale del Massimo Falascone Seven, autore dell'eccellente album di Jazz sperimentale Méliès. Il nostro volo si conclude però con gli Air autori della colonna sonora ufficiale e definitiva del film. 





AIR/MOON SAFARI 1998/2012

(Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel) e la O.S.T della versione a colori e restaurata di  Le voyage dans la Lune (2012) 


Nel 1995 si costituiscono gli Air un duo french pop nato a Versailles composto da Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel, fautori di un mélange sonoro elettronico ed etereo dal sapore retrofuturista. La loro proposta musicale è in larga parte influenzata dalle sonorità ye-yè e dai primi gruppi psichedelici degli anni sessanta, dal krautrock elettronico dei Cluster e degli Harmonia e dalle sonorità spage age delle colonne sonore anni sessanta e settanta. 
L'album del 1998 Moon Safari si rifà nel titolo - in maniera più o meno esplicita - all'opera di Méliès. Il brano Sexy Boy scala le classifiche per condurli alle porte della Settima Arte. Grazie all'attrice, regista, sceneggiatrice e figlia d'arte Sofia Coppola, che li chiama a sé per il bellissimo lungometraggio d'esordio Il Giardino delle Vergini Suicide, gli Air incidono The Virgin Suicides. La O.S.T riscuote un grande successo di critica e pubblico, ma non solo, riesce a conquistarsi il credito di seconda ideale prova discografica, grazie al singolo Playground Love.

Dopo una serie di album concepiti sulla falsariga dei precedenti, con qualche concessione commerciale di elettronica soft e vellutata, Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel firmano Le voyage dans la Lune (2012). Si tratta della colonna sonora definitiva della leggendaria opera del 1902.  Occorre fare una digressione temporale: nel 1993 il film è stato ritrovato in Spagna in un'inedita versione a colori per poi essere restaurato soltanto a partire dal 1999. Nel terzo millennio La Fondation Groupama Gan e la Fondation Technicolor contattano gli Air per scriverne la colonna sonora. Il film restaurato viene presentato al Festival di Cannes nel maggio del 2011 per una serie di celebrazioni sui 110 anni della nascita del mito  

La colonna sonora - come già accaduto per la soundtrack di The Virgin Suicides diventa un vero e proprio concept album: un corpo fluido e spaziale di suoni lunari e psichedelici, espanso con un processo di amplificazione (il film dura solo 16 minuti) e coinvolge anche degli ospiti:  Au Revoir Simone nel brano Who Am I Now? e la cantante dei Beach House Victoria Legrand in Seven Stars. Il disco viene pubblicato in una lussuosa Limited Edition che contiene il dvd restaurato e a colori del film.



AIR - Le voyage dans la Lune (2012) / FULL ALBUM 

Play link










Link consultati: 








[ - Per approfondimenti vi giro il mio servizio: Storie di Jazz e dintorni: Massimo Falascone e la ricerca elettroacustica in Italia / TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) + Méliès link https://globalartisticfusion.blogspot.com/2020/09/storie-di-jazz-e-dintorni-massimo.html - ]

Pubblicato il 24/09/2021 e di Patrizio De Santis - Lupo


martedì 1 giugno 2021

Il Disco è Cultura: analisi e presentazioni di USCITA di EMERGENZA - Duets for One/ Visionary Meeting di Ivano Nardi Idea Ensemble. Musica di resistenza per musicisti creativi anti COVID-19

 



USCITA di EMERGENZA - Duets for One/ Visionary Meeting di Ivano Nardi Idea Ensemble.

Musica di resistenza per musicisti creativi anti COVID-19


La vera musica è una legge morale che dà un'anima all'universo, le ali al pensiero, uno slancio all'immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita  e a tutte le cose, essa è l'essenza dell'ordine, ed eleva ciò che è buono, giusto è bello, di cui essa è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna. 

Platone

("Dialoghi" 400 A.C.) 


Il Disco è Cultura!
 

Uscita di Emergenza è un progetto creativo di ricerca sperimentale musicale - dove il batterista romano Ivano Nardi si trova al centro di una rete di connessioni virtuali tra musicisti - la cui interazione ha originato differenti duetti strumentali di natura impro:  Duets for One/ Visionary Meeting di Ivano Nardi Idea Ensemble. 
Un manifesto sociale e politico di resistenza, a cui  hanno aderito i migliori strumentisti e improvvisatori dell'avanguardia italiana: tutti sensibili professionisti, ma soprattutto uomini propositivi, capaci di tradurre in energia creativa le difficoltà che si sono succedute nel corso quest'anno (a causa della pandemia virale Covid - 19). 
E' importante evidenziare che tale iniziativa viene concepita in risposta  alle inadeguate e insufficienti misure politiche varate dai governi italiani Conte/Draghi, i cui dcpm si sono concentrati esclusivamente sulla tenuta capitalistica dei mercati economici e finanziari all'interno dell'Unione Europea - trattando con sufficienza e marginalità la gestione e la cura di tutti quei settori inerenti alle arti e alla cultura, tra cui il mondo della musica!

Come viene ben  sintetizzato da Ivano Nardi la ragione del progetto è quella di - "innescare collaborazioni da luoghi distanti e diversi fra loro, ma mai così vicini nel condividere la voglia irriducibile di resistere per esistere"


USCITA di EMERGENZA - Duets for One/ Visionary Meeting di Ivano Nardi Idea Ensemble. Prossima pubblicazione Floating Forest 


Ivano Nardi durante questo complicato e complesso tempo sospeso si è visto costretto a rinunciare alla propria attività professionale -  concerti, seminari, workshop, insegnamento - tuttavia il musicista ha reagito con tenace caparbietà e intelligenza - sfruttando la realtà virtuale per creare una connessione progettuale e concettuale tra musicisti e anime affini - fino al concepimento di un manifesto artistico - tra l'altro di breve breve pubblicazione su label indipendente Floating Forrest (sia in digitale che nel formato cd limited edition)

Uomo di grande umiltà, ha raccolto intorno a sé alcuni colleghi e amici - sotto il nome di Idea Ensemble: Angelo Olivieri - tromba,  Lucia Ianniello - Tromba, Sebi Tramontana - trombone, Giancarlo Schiaffini - trombone, Tony Cattano - trombone, Marco Colonna - sopranino, Roberto Ottaviano - sax soprano, Daniele Cavallanti - sax tenore,  Pasquale Iannarella - sax tenore,  Edoardo Ricci - clarinetto basso, Stefano Leonardi - flauto basso, flauto  e small noise, Bruno Gussoni - Shakuhachi, Giorgio Pacoring - piano acustico e elettrico, Paolo Tombolesi - pianoforte,  Emanuele Parrini - violino, Matthias Boss - violino, Mauro Sambo - violoncello e elettronica, Andrea Massaria - chitarra elettrica, Enzo Rocco - chitarra elettrica, Danilo Gallo - contrabbasso, Igor Legari - contrabbasso, Davide Merlino - vibrafono e piccoli cimbali, Paolo Sanna - kalimba, Basta scrivere Valerio - percussioni e elettronica, Marcello Magliocchi - batteria, campane e cimbali e  Filippo Monico - batteria

Con il progetto USCITA di EMERGENZA - Duets for One/ Visionary Meeting il nostro realizza un componimento musicale visionario ed esoterico, Giallo Indiano: - mandando a 26 musicisti  la stessa traccia da lui registrata in completa solitudine, chiede loro di aggiungere il proprio strumento - e innesca una rete di collaborazioni a distanza. Ogni interazione creativa e strumentale avviene in luoghi e spazi distanti e diversificati - limitati da una condizione alienante di restrizione forzata delle libertà individuali (causa coronavirus). Le session musicali selezionate e registrate nel corso di questo lasso di tempo si concentrano in tante eterogenee variazioni sonore sul tema di Giallo Indiano ( tra cui la matrice: il solo) 




Ivano Nardi ha condiviso gli anni migliori della sua carriera con alcuni musicisti storici della scena Impro Jazz italiana e internazionale: Massimo Urbani, Mario Schiano e Don Cherry. Come musicista è riuscito a raccogliere e a sintetizzare un'eredità artistica di primaria importanza storica in un ambito decisamente di nicchia, qual è la corrente sperimentale della seconda generazione del post free.
Negli ultimi anni ha realizzato una serie di incisioni discografiche fondamentali d'avanguardia concettuale - poco celebrate dalla stampa e dalla critica Jazz: Homage to Kandisky - con le partecipazioni di Giancarlo Schiaffini - trombone, Eugenio Colombo - sassofoni e flauto e  Roberto Bellatalla - contrabbasso;  il live album  del Ghost Trio - con Marco Colonna - clarinetto, sax baritono e flauto e Silvia Bolognesi - contrabbasso. Gli originalissimi lavori Two Drums Two Reeds - con Marcello Magliocchi - batteria e percussioni, Vittorino Curci - sax alto e Giuseppe Valzano - soprano - e il duo con Marco Colonna The Better way per certi aspetti sono il preludio di Giallo Indiano.

Menzione a parte per il concerto commemorativo dedicato al compianto Massimo Urbani, perché si tratta di un'incisione discografica purtroppo finita nel dimenticatoio dei fuori catalogo: To Max with Love ( Setola di Maiale, 2013). Si tratta di un reading con Carola De Scipio - autrice del libro L'Avanguardia è nei sentimenti. Vita, morte e musica di Massimo Urbani ( edito per Stampa Alternativa) - accompagnato  dalle musiche improvvisate di un trio composto da alcuni maestri, colleghi e partner artistici del  sassofonista: Eugenio Colombo ai sassofoni e al flauto, Roberto del Piano al basso elettrico e Ivano Nardi alla batteria 


USCITA di EMERGENZA è quel manifesto collettivista di Jazz nazionale che mancava da alcuni anni, e viene alla luce in maniera insolita, perché è il frutto casuale di un anno sconvolto profondamente dal caos e dalla disperazione. Le note di copertina dell'amico musicista Marco Colonna ci aiutano a capire maggiormente la profondità umana e sociale dell'opera: 

"Quando si pensa ad una comunità spesso si sorvola su quanto possa essere grande la necessità di essere solidali. Troppo spesso si confonde la ragione primaria della funzione comunitaria con il risultato del suo essere.  Non lasciare indietro nessuno, prendersi cura, agire in una prospettiva comune sono le radici da cui si genera un senso di appartenenza, il rispetto dell'altro, l'inclusività. Non riesco a non pensare a questo in relazione a questo lavoro di Ivano Nardi. Che qui non è pilastro, ma pretesto, banco di prova, stimolo per confrontare il senso di reale comunità che fra musicisti improvvisatori stenta a prendere corpo, nel suo essere continuamente falcidiato da precarietà, marginalizzazione e senso di impotenza. Qui, fra questi suoni, risiede una concreta ragione di esistenza per la fragilità, la poesia, il rispetto. Un dono che ci concediamo in questi tempi di separazione: un altro possibile racconto di chi potremmo essere." 

A mio avviso l'ultima grande opera nata in circostanze semi - analoghe di profondo stravolgimento e alienante trasformazione geo politico - socioculturale, è stato l'ambizioso E(x)stinzione degli Enten Eller d'Ivrea: un lavoro per gruppo, orchestra e guest - registrato rigorosamente dal vivo il 29 marzo del 2012 all'Open Jazz Festival d'Ivrea - con stralci e momenti di poesia e denuncia socio - politica. 

Ivano Nardi mi ha onorato coinvolgendomi in questa anteprima, che ho voluto trasformare in una breve presentazione scritta - senza troppo svelare il contenuto dell'opera - evitando l'ovvietà della recensione. Il Disco è Cultura se è in grado di interpretare il presente per restituirci nuovi stimoli e spunti di riflessione, utili per elaborare le soluzioni che ci sono necessarie per affrontare i problemi della contemporaneità.  
Amicizia, cooperazione e condivisione di idee creative, istanze sociali, ragioni spirituali -  sincretismo e comunioni artistiche e culturali - possono sostituire la rabbia e la frustrazione; le figlie cattive della disillusione. In tal proposito ho il piacere di ricordare l'insegnamento che ci è pervenuto in eredità dal maestro Giorgio Gaslini: "trasforma, se puoi, la confusione in un lieve paradiso di suoni"





Link consigliati: 

Per ascoltare in anteprima alcune tracce streaming di USCITA di EMERGENZA - Duets for One/ Visionary Meeting allego l'account SoundCloud del musicista: https://soundcloud.com/ivano-nardi

Un link per ascoltare l'anteprima di Giallo Indiano direttamente dalla trasmissione radiofonica Battiti di Rai Radio 3 andata in onda questa notte in data 01/6/2021: https://www.raiplayradio.it/audio/2021/05/BATTITI---Pietre-e46cfe8d-3602-4691-9f25-b7978da44211.html

Per curiosità approfondimenti consiglio l'intervista - Ivano Nardi, il mio cammino tra sperimentazione e grande curiosità - rilasciata al sito Il Tamburo Parlante http://iltamburoparlante.it/tamburi-solisti/ivano-nardi-il-mio-cammino-tra-sperimentazione-e-grande-curiosita/ 


sabato 29 maggio 2021

ACROBATI LIQUIDI ( LIBRO + 2CD) - Acrobati Liquidi di Giorgio Salomon. Viaggio alla scoperta di musicisti sconosciuti che tra il 70 e l'80 hanno colorato le ali della musica con capolavori straordinari e inclassificabili. Recensione a cura di Patrizio De Santis.



Raramente mi accade di leggere dei saggi musicale e scoprire dei percorsi sonori inesplorati, (oppure semplicemente a me ignoti) per questo oggi voglio pubblicizzare il volume “Acrobati liquidi” di Giorgio "Piperito" Salomon, un libro peculiare e decisamente originale, la cui trattazione è inerente alle musiche cosmiche mondiali, contaminate con tradizioni etnico folcloriche dal fascino esoterico e underground. 

Il collezionista di vinili e nastri - ex DJ e conduttore radiofonico e divulgatore di musiche di confine - realizza una guida cartacea autoprodotta (comprensiva di 1 o 2 cd; a scelta dell'acquirente!)  

Acrobati Liquidi à un diario sentimentale e visionario, a metà strada tra il viaggio cosmico trascendentale e il saggio musicale. Si tratta di un tomo godibilissimo e di facile consultazione inclusivo di racconti alternativi e schede su musicisti e scene  sperimentali:  in gran parte totalmente sconosciuti (il  tutto scritto in un perfetto equilibrio tra giornalismo e passione)  

Non mancano i nomi tutelari e i punti di riferimento dell'underground storico: Terry Riley, Charlemagne Palestine, Klaus Shulze e Aktuala - vissuti in concerto e nelle rassegne di musica sperimentale e di ricerca, oppure grazie alla conduzione di programmi radiofonici nelle prime  radio libere -  ma disseminati più che altro come indizi per meglio orientarsi nel lungo viaggio spazio temporale senza frontiere e confini dell'autore - che utilizza a pretesto la propria collezione di dischi per condurci in empirei e arcadie sonore dal fascino catartico e misterico d'abbacinante bellezza. 

Giorgio Salomon rievoca alcuni luoghi magici nascosti nella memoria per restituirceli come dei regni immaginifici e primordiali, abitati da musicisti completamente sconosciuti, in quanto avulsi e svincolati dall'industria discografica. Il libro è un viaggio di 200 pagine che prende vita negli effervescenti anni settanta attraverso il ricordo dei primi timidi carteggi adolescenziali tra collezionisti di tutto il modo (Giappone, Corea, Ungheria, Francia, Messico, California) fino alle prime trasferte: la Virgin records quando ancora era un semplice negozio di lp con un paio di dischi pubblicati sul proprio marchio, e in secondo luogo ripercorrendo le tracce lasciate dagli "Acrobati liquidi" peregrinando tra Los Angeles, Messico, Perù ecc ecc)

Salomon evita di cristallizzare il suo percorso umano riducendolo ad un culto tardo hippy sulla scia nostalgica degli anni settanta, perché riesce a parlare in maniera entusiasta delle decadi successive - in verità ricche di fermenti creativi  (gli anni ottanta e i primi anni 90) - perciò in Acrobati Liquidi trovate un flusso sonoro cosmico e progressivo che ha generato mille rivoli artistici: del neo minimalismo, all'ambient, passando per la scena industriale, l'electro trance music, il post kraut, e perfino quelle produzioni new age meno scontate e patinate. Ogni corrente è rappresentata da incisioni D-I-Y rarissime, attraversate da umori etnici e folclorici (proprio come se fossero delle spezie esotiche per un nutrimento dell'intelletto). 

In conclusione [...] Questa musica è una pregevole e raffinata colonna sonora di sottofondo per menti accese e cuori pulsanti nell'infinito: K. Leimer, Anna Själv Tredje, Angel Rada, Eblen Macari, Boris Kovac, Daniel Lentz, Iconoclasta, Pauline Anna Strom, Ceramica Ciao, Ariel Kalma , Archimedes Badkar, Jorge Reyes, Cosmic Debris, Laurie Spiegel, Midori Takada, Satoshi Ashikawa, Roberto Laneri e Futuro Antico. Il doppio CD  vi offre la possibilità di sondare gli spazi infiniti di un viaggio elettro-trascendentale - ai più ignoto e inimmaginabile - per  gentile concessione di questi musicisti underground. 

Segnalo che a breve verrà realizzata e distribuita una nuova ristampa del libro, correlata dalle immagini dei dischi - e altri interessanti approfondimenti - più un terzo cd di 80 minuti circa: un definitivo ed esaustivo "viaggio" inclusivo di materiale completamente inedito e registrato in audiocassette - proprio dagli oscuri e sotterranei artisti "acrobati liquidi" - per essere  donate privatamente a Giorgio "Piperito" Salomon. 

Caldamente raccomandato. 

Per acquistare Acrobati Liquidi: https://www.facebook.com/AcrobatiLiquidi 



" La Mente è uno specchio lucente. 

Abbi cura di  pulirlo di continuo. 

Non lasciare che la polvere vi cada sopra." 


SHEN HSIU 



venerdì 30 aprile 2021

Storie di Jazz e dintorni : Massimo Falascone e la ricerca elettroacustica in Italia / TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) + Méliès






BIOGRAFIA 

Massimo Falascone - classe 1956 - è un sassofonista multi strumentista dedito al trattamento elettronico dello strumento, grazie all'utilizzo del pc (nelle sue mani una fonte inesauribile di suoni). Il maestro è un esponente dell'avanguardia italiana e della musica di ricerca europea. Nasce artisticamente nella Milano del riflusso ideologico - confluendo nelle diversificate situazioni culturali e politiche figlie di quel particolare humus temporale.  
Nel corso dei decenni si è distinto come compositore e strumentista nell'area del post free e nella scena impro europea,  maturando le esperienze necessarie per realizzare un proprio percorso creativo multidisciplinare. Senza sacrificare la tradizione, riesce a coltivare una personale idea di gusto popolare nella musica d'avanguardia. 
Ha condiviso progetti e studi, collaborazioni e workshop con Giancarlo Schiaffini e Andrea Centazzo. Ha lavorato con i musicisti più prestigiosi della scuola europea e americana: Barre Phillips, Martin Mayes, Bob Marsh, Elliott Sharp, Evan Parker, Keith and Julie Tippetts. Falascone collabora stabilmente con Walter Prati, Roberto Del Piano, Silvia Bolognesi, Alessandra Novaga, Mario Arcari, Cristiano Calcagnile, Filippo Monico, Paolo Botti. Si muove da diverso tempo nell'affascinante universo della musica elettroacustica - con una propensione multidisciplinare per l'arte: la danza, il teatro, il cinema, le installazioni, le video - performance, i documentari e le mostre. Ha collaborato stabilmente con il fotografo Roberto Masotti: una figura storica e di grande prestigio nel settore della fotografia creativa e della videoarte internazionale (noto per il lavoro  svolto insieme alla moglie fotografa Silvia Lelli - fin da giovanissimo per la rivista Gong, la label E.C.M ecc ecc : http://lelliemasotti.com/roberto-masotti/)

Tra le prime esperienze professionali  segnalo i Quatermass - un collettivo  Jazz rock contaminato di prog fusion e free funk. Di questo periodo esiste una pubblicazione postuma rigorosamente live caratterizzata da materiale demo e in concerto. Il doppio cd Quatermass 1984/1986  è un bootleg ufficiale venuto alla luce grazie all'interesse di Stefano Giust che l'ha pubblicato nella propria  label indipendente Setola di Maiale : https://www.setoladimaiale.net/catalogue/view/SM2280-2290 

Massimo Falascone ha alle spalle una fitta rete di collaborazioni e incisioni discografiche di tutto rispetto - al fianco di musicisti e collettivi  importanti: tra cui il Gruppo Contemporaneo di Guido Mazzon (tromba e flicorno) fautore fin dalla sua fondazione - avvenuta negli anni settanta - d'un free jazz proteso a inglobare tutte le forme evolute dell'improvvisazione e della musica militante sociale (vedere il recupero di alcune suggestioni etno-folcloriche della cultura popolare tradizionale italiana). Il primo album  storico con la partecipazione di Falascone Aspettando i Dinosauri è datato 1985 (pubblicato dalla Bull Records) 
Mazzon ricostituisce il Gruppo Contemporaneo, insieme a Daniele Cavallanti - sassofoni e flauto - e incide Our Prayer nel 2005 per la Splasc(h)  records: - un meraviglioso tributo alla grande storia della New Thing - dove lo spirito guida di Albert Ayler aleggia sia nei brani originali, che nelle riproposizioni dei classici (tra cui un tema di Roscoe Mitchell "Reese"). 

Andando a ritroso segnalo un'opera molto prestigiosa: La Nascita della Tragedia del pianista Gaetano Liguori (Falascone è parte del Music Theatre Ensemble) Il lavoro è uscito nel 1994 per la M.A.P ed è attualmente fuori produzione.  Nel 2015 entra a far parte del collettivo fondato dal sassofonista Daniele Cavallanti The Milano Contemporary Art Ensemble, titolari del  bellissimo il cd Sounds of Hope:https://www.allaboutjazz.com/sounds-of-hope-daniele-cavallanti-rudi-records-review-by-neri-pollastri.php   

Progetti come TAI NO - Orchestra, Milano Music Collective, Pi5, Trio re:start,  CrowdofOne - con Steve Piccolo e Gak Sato - Ancient to the Future Sextet (un ensemble specializzato  nelle musiche dell'Art Ensemble of Chicago) sono soltanto una piccola parte delle tante attività musicali che lo vedono impegnato.  Le incisioni private d'archivio - risalenti agli anni 90 - sono fondamentali e le troviamo documentate nella serie I suoni della Teca, distribuita dalla Musicando. Recuperando il catalogo è possibile ascoltare la musica che si è generata all'interno del collettivo Takla Improvvising Group: Takla Jazz Quartet - Art 68,  Takla Makan,  Massimo Falascone - Bordogna 15 ( quasi) solo Improvisations.
 
Un altro progetto satellite fondamentale è stato il trasgressivo esperimento milanese Musimprop che nei primi anni 90 pagava tributo al dadaismo e al collage musicale, in un momento dove queste pratiche artistiche erano finite ai margini. Si tratta di un ensemble variabile: il fratello Paolo al contrabbasso e alla parte elettronica, Filippo Monico alla batteria, un inaspettato Roberto Del Piano - impegnato alla chitarra elettrica e al delay - ;  in minor frequenza e assiduità: Edoardo Ricci, Stefano Bartolini, Giancarlo Locatelli e Angelo Contini. (Paolo Falascone è titolare dello Studio Sala di Registrazione di Milano e si è consolidato come uno dei migliori professionisti di sala del settore: http://www.paolofalascone.it/ ) 

Per la prestigiosa casa Die Schachtel Zeit realizza un cd in trio tra i più innovativi ed essenziali della sua corposa discografia: Wintermute (2019) con Cristiano Calcagnile alla batteria e Xabier Iriondo (quest'ultimo utilizza un campionario di oggetti e strumenti più tosto insoliti - tra cui il  Muhai Metatak -  i pedali e loop per sperimentazioni noise)
Il duo Falamar con Bob Marsh è stato documentato nel cd Non Troppo Lontano: si tratta di una registrazione avvenuta in uno studio privato che porta il nome di Mumacs (home) studio, situato a  Milano. Le session risalgono al 2008, ma vengono pubblicate soltanto nel 2010. L'interconnessione tra i due strumentisti produce un dialogo tra il sassofono e il violino con spazi di calda e avvolgente improvvisazione, all'interno di un'arcadia di suoni elettronici (possiamo definirlo uno sperimentalismo elettroacustico attraversato anche da mirati interventi vocali) 

Con Roberto Del Piano - storico bassista del Gaetano Liguori Idea Trio - suona stabilmente e non è casuale la partecipazione al doppio cd Le main que cherche la Lumiere: un concept uscito nel 2016 per la label indipendente Improving Beings. Insieme a Del Piano e Massimo Falascone troviamo gli amici collaboratori di sempre: Paolo Falascone, Roberto Masotti, Silvia Bolognesi (e altri musicisti coinvolti nel medesimo circuito alternativo)

Un'altra situazione interessante è l'ensemble Multkulti Cherry on - costituitosi per volontà del batterista Cristiano Calcagnile -  di cui è  leader e maestro concertatore: si tratta di un nucleo di improvvisatori che tributano l'eredità  spirituale del grande Don Cherry. La formazione ha all'attivo due cd live pubblicati dalla Caligola: - Multkulti Cherry on, del 2016, e The Gift of Togheterness, del 2019. Massimo Falascone suona il sax alto e il baritono - alternandosi con il cracklebox (un set di oggetti in legno e in metallo) Per approfondimenti:http://www.cristianocalcagnile.eu/multikulti-2/ + http://www.cristianocalcagnile.eu/multikulti/ )

Il maestro ha collaborato con l'Artchipel Orchestra di Fernando Faraò - nota per i tanti omaggi al Canterbury Sound e ai grandi esponenti del Jazz britannico e del R.I.O: Soft Machine, Lindsay Cooper, Henry Cow, Keith and Julie Tippetts. Segnalo due incisioni con la partecipazione di Massimo Falascone: Fernando Faraò & Artchipel Orchestra  plays Soft Machine - allegato al Musica Jazz nel 2014 - e Fernando Faraò & Artchipel Orchestra featuring Chris Cutler To Lindsay: Omaggio a  Lindsay Cooper del 2017, uscito per la Music Center.  

Grazie alla costituzione del trio Unfold condivide molte serate con la contrabbassista Silvia Bolognesi e il pianista Alberto Braida. Il sodalizio con la Bolognesi frutta  la costituzione del M.F. Seven e la realizzazione di  Méliès; un lavoro ispirato alla visione artistica di Georges Méliès. L'album viene pubblicato dalla piccola casa di produzione fondata dalla bassista Fonterossa ( https://fonterossa.bandcamp.com/ +   https://www.silviabolognesimusic.com/ )

Massimo Falascone è un docente molto preparato e competente, da tempo impegnato in workshop e seminari di musica jazz e improvvisazioni elettroacustica pratico-teorica. Oltre ad aver suonato in molti festival Impro Jazz si è prodigato nel settore delle performance estemporanee: seguendo un percorso creativo molto professionale e rigoroso, con tematiche concettuali colte e originali. Gli ambiti prediletti sono le installazioni e le video performance. Nei suoi progetti ha cercato di sfruttare al meglio le infinite possibilità acustiche e performative delle strade e delle piazze, trasformando gli stessi ambienti pubblici in estensioni artistiche. 

E' stato direttore artistico di eventi, mostre, associazioni culturali, favorendo costanti connessioni multidisciplinari con il teatro e la danza contemporanea. Con la TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) ha realizzato una serie di festival denominati TAI FEST. E' tra i fondatori del Takla Improvvising Group: collettivo e associazione artistica, impegnato nella pratica e nella diffusione della musica improvvisata. Ha curato per alcuni anni la regia del suono e della composizione delle musiche per l'Appi (Associazione Piccoli Palcoscenici Italiani) e ha curato un interessante workshop: Il Segno del Suono per il Teatro Arsenale di Milano 




                        
                           TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) : [Vol. 1] e [Vol. 2] - Setola di Maiale (C) + (P) 2016 


"TAI non è propriamente un collettivo né come si annuncia già spavaldamente nel titolo un’orchestra: Allora che cos’è? È un censimento, ovvero un appello, un deposito, un’armeria, il capanno degli attrezzi in giardino, la dispensa, una waiting-list, menù o lista di ingredienti, sommario di autori, di credits, di ringraziamenti, lista, lista, lista…
Aderenti, è una lista di aderenti che dà adesione ed è disponibile a una chiamata, a un progetto. Ora di progetti è pieno il mondo ed è giusto così, ma è difficile realizzarli, dato il momento. Allora TAI è velleitaria? No, ci prova a smarcarsi dalle difficoltà proponendosi in vari modi, anche paradossali per una orchestra. Diciamo pure a questo punto una NO-ORCHESTRA, una provocazione, un divertissement. Quelli che ci attendono sono concerti, eventi, rassegne all’insegna della varietà sonora e visuale, caratteristica quest’ultima peculiare del progetto TAI, dedicate a un pubblico curioso e raffinato, estimatore di pratiche improvvisatorie più o meno estreme.
Quell’organico orchestrale pieno, di 25-30 musicisti che avevano con tanto entusiasmo aderito al primo appello, è sempre li a disposizione, ma è in via di trasformazione ed è destinato a mutare concezione, a resettarsi e, arricchendosi di un principio di alternanza, a proporre gesti e azioni, più o meno provocatorie, di volta in volta, a seconda dei luoghi e delle circostanze. Passo dopo passo, ma con determinazione.
Adesso è TAI No-Orchestra. Se Cage ha utilizzato un atlante delle stelle per comporre il suo Atlas Elipticalis, noi ci accontenteremo di far galleggiare su immaginarie mappe musicali i nostri oggetti, strumenti dai suoni acustici ed elettronici, le nostre visioni, i colori, dispositivi sonori e visivi di varia natura. Raccogliendo, accostando, incollando, sovrapponendo tutti quei frammenti che compongono e disegnano il nostro Atlante sonoro e lo rinnovano di continuo. Sempre esplorando lungo un viaggio eterno e perennemente curioso." / estratto copia e incolla + video dal canale YouTube della TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita)


 


La TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) è un progetto peculiare e coraggioso: si tratta di un collettivo orchestrale di musicisti e videomakers di ricerca, operativi in svariati settori del mondo dell'arte contemporanea e della musica di avanguardia. La loro dimensione è rigorosamente live e si sviluppa in forma estemporanea, anche grazie all'interazione del pubblico.   La musica della TAI NO è caratterizzata da un flusso sonoro elettroacustico, ben amalgamato grazie all'utilizzo creativo e performativo dei laptop pc e dell'elettronica. In questo processo sono indispensabili i contributi dei tecnici: funzionali alle istallazioni e agli ambienti acustici dove si  svolgono le video performance. Il lavoro finale diventa  la cornice per un'esperienza multimediale che ingloba la danza, il teatro - la parola come espressione fonetica  e concettuale del suono - il video e la fotografia. 

La TAI NO-Orchestra si costituisce nel 2013, intorno a un nucleo base di due musicisti e un fotografo, grafico e video performer: Roberto Del Piano al basso elettrico, Massimo Falascone - sax alto, baritono, sopranino, strumenti giocattolo e elettronica -  il fotografo e artista  concettuale Roberto Masotti. Essendo un laboratorio di idee per piccola orchestra il nucleo è aperto ad altri musicisti: Alessandra Novaga alla chitarra, Paolo Botti alla viola, Mario Arcari, oboe, Giancarlo Locatelli, al clarinetto basso, Angelo Contini al trombone, Edoardo Ricci all'alto sax, Silvia Bolognesi al violoncello, Pat Moonchy, voce e elettronica.  Nella TAI NO - orchestra interagiscono anche due entità diverse - funzionali sia per la costruzione del telaio orchestrale, che per l'inclusione di ulteriori moduli sonori e visuali - la Crackle Legacy e l'improWYSIWYG. 

L'esperienza sonora della TAI NO - Orchestra è stata documentata in due cd eponimi incisi per label Setola di Maiale - registrati rigorosamente dal vivo - e ci restituiscono soltanto un'idea parziale del lavoro. Il collettivo nasce con dei presupposti diversi  - lontano dall'ordinaria e comune fruizione musicale - di conseguenza questa musica affascina, ma va approcciata come se fosse un documento storico. La pubblicazione è ovviamente in tiratura limitata (acquistabile nello store del sito della label) 

[ - TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) - [Vol. 1] e [Vol. 2] - Setola di Maiale (C) + (P) 2016 / Executive production by Stefano Giust - ]

[Vol. 1]

01_02 Monico/Falascone/Tacchini 13.07
02_06 Prati/Arcari 15.24
03_09 Monico/Lugo/Del Piano 11.09
04_13 Arcari/Moonchy/Del Piano/Bartolini 14.07
05_20 Luppi/Sanna 7.57
06_16 Bolognesi/Botti/Locatelli/Falascone 14.38

tot. time 76.22

12/05/2014 >> Filippo Monico (drums) - Alberto Tacchini (keyboards) - Massimo Falascone (alto sax)
13/05/2014 >> Walter Prati (cello) - Mario Arcari (clarinet/harp/ocarina)
13/05/2014 >> Filippo Monico (drums) - Claudio Lugo (curved soprano sax) - Roberto Del Piano (el. bass)
14/05/2014 >> Mario Arcari (oboe) - Pat Moonchy (vocals/electronic devices) - Roberto Del Piano (el. bass) - Stefano Bartolini (tenor sax)
15/05/2014 >> Riccardo Luppi (tenor sax) - Eugenio Sanna (guitar)
15/05/2014 >> Silvia Bolognesi (double bass) - Paolo Botti (banjo)- Giancarlo Locatelli (bass clarinet) - Massimo Falascone (baritone sax)

(C) + (P) 2016

[Vol. 2]

01_03 Novaga/Falascone 17.55
02_11 Botti/Arcari/Locatelli/Bolognesi 14.41
03_12 Contini/Moonchy/Ricci 16.17
04_21 The CrackleLegacy 13.51
05_24 improWYSIWYG/Falascone/Del Piano/Moonchy/Neko 16.52

tot.time 79.36

12/05/2014 >> Alessandra Novaga (guitar) - Massimo Falascone (sopranino & alto saxes)
14/05/2014 >> Paolo Botti (viola) - Mario Arcari (oboe) - Giancarlo Locatelli (bass clarinet) - Silvia Bolognesi (double bass)
14/05/2014 >> Angelo Contini (trombone) - Pat Moonchy (vocals/electronic devices)- Edoardo Ricci (alto sax)
16/05/2014 >> Crackle Legacy: Roberto Masotti (crackle box) - Massimo Falascone (crackle box) - Robin Neko (crackle synth)
16/05/2014>> improWYSIWYG: Roberto Masotti/Gianluca Lo Presti (sounding visual) - Massimo Falascone (sopranino & alto saxes) - Roberto Del Piano (el. bass) - Pat Moonchy (vocals/electronic devices) - Robin Neko (acting)
(C) + (P) 2016

Editing and mastering by Massimo Falascone
Photography by Roberto Masotti
Graphic design by Giustappunto

Executive production by Stefano Giust  https://www.setoladimaiale.net/manifesto


+ PLUS Video YouTube : TAI NO - Orchestra ( Terra Australis Incognita) EXP(L)Oring No. 1 specificIMPRO (teaser) percorso sonoro performativo di Massimo Falascone e Roberto Masotti.




[ - Vi allego un link audiovisivo EXTRA della Crackle Legacy per la performance Tartina Sandwich: interessante per comprendere il mondo che ruota intorno allo scenario artistico e musicale di Massimo Falascone e TAI NO - Orchestra - ]

" Per Tartina Sandwich sono al lavoro, oltre al ventilatore e all'ottimo tecnico Paolo Falascone Guido Mazzon, Roberto Masotti, Roberto Del Piano, Massimo Falascone, Gianluca Lo Presti, Alessandro Bosetti. Il video è di Carlo Prevosti. 
È assente in quel momento Robin Neko, membro fondamentale e co-fondatore di Crackle Legacy. Masotti ne "usurpa" il ruolo al Crackle Synth. Un'altra emanazione di TAI No-Orchestra! "









                + PLUS La genesi e la recensione di Massimo Falascone Seven - Méliès (Fonterossa records - Auditorium 2019


[ Méliès è passato alla storia come un eccellente artista, poeta e sperimentatore visionario: l'industria cinematografica contemporanea gli attribuisce il merito di aver gettato le fondamenta del cinema moderno. E' ricordato per aver portato la Settima Arte in territori vergini e sconosciuti. Nelle sue mani ogni mezzo creativo è stato sfruttato al massimo del potenziale e reso innovativo. Precursore nella tecnica del montaggio, viene spesso rievocato come un pioniere degli effetti speciali; creatore di stupefacenti fantasie. Vale la pena citare le due opere  più rappresentative: Le Vojage dans la Lune ( 1902)  e Le Manor du Diable (1896) dove si possono rintracciare addirittura le origini del genere Horror. E' bene ricordare al neofita che il celebre "Viaggio sulla Luna" è ispirato in parte ai romanzi di Julius Verne, e si tratta di un "muto" che ufficializza la nascita del cinema di fantascienza.]


Massimo Falascone ha fondato il Seven con l'obbiettivo di tradurre in musica l'estetica del grande cineasta Georges Méliès: Massimo Falascone - saxophones, crackle box, objects, electronics - Giancarlo Nino Locatelli - clarinets, objects - Alessandra Novaga - guitar - Alberto Tacchini - piano, synthesizer, electronics - Silvia Bolognesi - double bass - Cristiano Calcagnile - drums, percussion, glockenspiel - Filippo Monico - percussion, strange objects, soap bubbles
 
Méliès è un progetto musicale di grande interesse: - strutturato come un concept album  sperimentale di otto composizioni/ improvvisazioni, i cui titoli rimandano ai corti dell'artista. Si tratta di una incisione fantasiosa e genuinamente lunatica. L'album è un vero caleidoscopio musicale visionario di forme, colori e suoni, ispirato anche alle avanguardie musicali del novecento. L'aspetto ludico - riconducibile all'illusionismo e al cinema - non viene mai meno e l'ascolto del disco è molto godibile  L'incisione sembra godere di una vigorosa e vivace resa live in studio: suona calda e avvolgente, a tratti onirica (proprio come se l'ascoltatore stesse attraversando le trame trasognanti di un viaggio lunare).

I brani ruotano intorno alla personalità eclettica ed estrosa di Georges Méliès, prendendo spunto dalla sua produzione cinematografica. Il tracciato concettuale dell'opera ne assorbe la poetica visionaria per restituirci delle "immagini sonore" che rimandano a Sun Ra,  Bruno Maderna e alla Nuova Consonanza di Franco Evangelisti e Ennio Morricone - con reminiscenze di George Russell e Robert Wyatt (Moon in June, The End of the Era e Matching Mole) e i Gong. Massimo Falascone - grazie all'apporto di un ensemble aperto verso le forme creative più eterogenee e trasversali della musica moderna - riesce a sintetizzare diversi stili musicali popolari jazz e rock; senza mai abbandonare la ricerca  elettroacustica ed elettronica sperimentale degli anni settanta e ottanta (debitrice ad  Alvin Curran e Richard Teitelbaum). 

In Parafaragamus (l'introduzione) e Non Impossible  (traccia conclusiva del cd)  l'organico strumentale si muove saldamente nei territori del post free e del Jazz europeo d'avanguardia. Entrambe le composizioni rievocano la migliore Art Ensemble of Chicago - ma con gli echi della Musica Totale di Giorgio Gaslini e del Gruppo Contemporaneo di Guido Mazzon. Falascone ha maturato con il tempo una sua personale scuola - nonché identità creativa  - vedere i tanti esperimenti legati alla performance multimediale e alle arti visuali post moderne - perciò tutto viene ridefinito e ripensato in relazione al genio di Georges Méliès.  

In tutte le tracce del cd  vi è una grande enfasi nei fiati del leader e di Giancarlo Nino Locatelli - spesso intervallati da momenti evocativi di pregnante lirismo - dove il pianista Alberto Tacchini offre il meglio di se. Lo stesso discorso vale per tutta la sezione ritmica: la Bolognesi - al contrabbasso   -  con Filippo Monico e Cristiano Calcagnile - rispettivamente percussioni e batteria. La chitarrista Alessandra Novaga è un elemento interessante: dopo gli studi classici presso la Musikhochschule di Basilea ha lavorato negli ambiti delle ricerca sperimentale - sfruttando al massimo tutte le possibilità timbriche e sonore della chitarra - grazie all'utilizzo dei loops e dell'elettronica

I brani più elaborati li troviamo in successione, posti nel cuore pulsante del cd: Rubber Head, Homorchestra e  Luna Trip sono una vera Odissea nell'immaginifico universo di Méliès - grazie alle originali "coloriture" psichedeliche e elettroniche - inframezzati dai segmenti di ascendenza free (poi espansi in improvvisazioni collettive e solistiche). 
La gradevole giocondità di Maquillage - con il finale di gong di Calcagnile - ci introduce al Deep Jazz di Left Alone (un tema di Mal Waldron)/Sirene. In questo brano/medley il contrabbasso della Bolognesi si fa descrittivo (un collante decisivo per l'ensemble - impegnato in uno dei migliori segmenti  dell'album).  Menzione a parte per Moving Train (in verità la seconda traccia del disco) il cui andamento forsennato ricorda l'ultimo mefistofelico Tom Waits.  Nel complesso questa incisione discografica è particolarmente emozionante e supera la prova dell'eccellenza. 


+ Link You Tube 

Massimo Falascone Seven - Méliès: Left Alone/Sirene live at Fonterossa Day Day #4 - Pisa Jazz Sant'Andrea Forisportam,15 Aprile 2018 (Audio: Griffin Rodriguez/ Video: Fausto Pizzocchero)





Per ascoltare e acquistare il cd Massimo Falascone Seven - Méliès: https://massimofalascone.bandcamp.com/album/m-li-s 

Nel sito ufficiale http://www.massimofalascone.com/   trovate tutto quello che per ragioni di spazio e tempo non mi è stato umanamente possibile approfondire. 

Le foto in bianco e nero di Massimo Falascone e quella a colori del M.F. Seven sono di proprietà del fotografo, collega e amico Roberto Masotti ( di cui ho parlato nel servizio!)

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento segnalo una novità in lavorazione: Le Vojage dans La Lune - anno 1992 Il primo storico e immaginifico viaggio sulla luna di Georges Méliès. Di prossima pubblicazione nel mio blog https://globalartisticfusion.blogspot.com/ Vi aspetto!






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