My Ideal Blog : Globalartisticfusion.blogspot.com di Patrizio De Santis Patrizio De Santis è titol

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Questo blog è nato come se fosse un'isola felice dove sperimentare una scrittura personale e condividere le mie passioni con qualsiasi internauta interessato alla bellezza. La sua dinamo propulsiva è la passione e l'amore per l'Arte. Ho realizzato uno spazio libero e autogestito, impostando tale contenitore come se fosse un potenziale Magazine cartaceo di approfondimenti culturali e artistici. Global Artistic Fusion è una sintesi della mia ricerca popolare e culturale: un mondo che vi offro nel My Ideal Blog 2.0

martedì 15 gennaio 2019

De l’Amor sospeso e de l’Amor rubeo. Le Parole che furono incise nella carne in un istante rubato alla catena del tempo. Daniela Bedeski


Daniela Bedeski è scrittrice, autrice, poetessa, cantante, insegnante e traduttrice, di conseguenza è una donna e un' artista poliedrica. La Bedeski ha una laurea in lingue straniere, ma soprattutto lo studio del canto Lirico e del canto barocco. E' la voce solista di diversi progetti, tra cui la storica Camerata Mediolanese, di cui ha fatto parte per molti anni, ma è attiva anche in svariati ensemble di musica antica. Da diverso tempo il suo mondo artistico si è focalizzato nel progetto RosaRubea, un ensemble multimediale che nasce  nel 2008.
La RosaRubea  è un esperienza molto insolita è interessante in quanto si prefigge di fondere diverse forme di discipline artistiche: musica, poesia e arti visive con la passione tipica di una concettualità poetica totalizzante e arcaica, oserei affermare trascendente. Daniela Bedeski però non ha mai voluto abbandonare la scrittura, e tra tutti questi impegni ha sempre mantenuto un ruolo di proficua scrittrice, a tal punto che ha pubblicato un magnifico e pregiato libro di poesie; De l'Amor sospeso e de l'Amor rubeo.
Lei è lo "stacanovismo della bellezza " e il suo lavoro ha indubbiamente offerto un grande valore in termini di Pathos al mondo dell' Arte.
Ho la fortuna di possedere una copia autografata della raccolta di poesie d' amor passionale titolata " De l' Amor sospeso e de l' Amor rubeo" un pregiato cofanetto con libro cartaceo e audio cd. 
Il suo flusso di emozioni mi accompagna in alcuni piacevoli momenti del crepuscolo... Le mie impressioni non possono che esser queste : La sua arte è cura vibrante, arcaica e misteriosa, una primigenia forma di amore. La sua visione è un ritorno alla purezza della Grande Madre Terra. 
I suoi canti sono la giusta armonia delle sfere celesti in un accordo perfetto. Ogni suo verso è una benedizione del sentimento e della carne. Fiammeggiante è dunque l' amor che dobbiamo ricercare in noi e nell' amata metà del nostro esistere. Tutto riporta al Simposio di Platone. Un ricongiungimento. Nella vita, nella morte ... Ad aeternum. Eccellente ! ( Patrizio De Santis)


Copia e incolla :

" Da "Conversazione con Daniela Bedeski condotta da Maria Silvia Da Re", critico letterario, in "De l'Amor sospeso e de l'Amor rubeo":

MSDR: La tua prima raccolta di versi è doppiamente intitolata all’amore ― <<sospeso>> e <<rubeo>>. È un tema illustre, con una lunga tradizione letteraria alle spalle, di cui oggi appaiono in parte smarriti i presupposti. Puoi spiegarci il motivo di questa scelta, non scontata, anche per l’ineffabilità del sentimento amoroso? Ha forse che fare, per te, con la stessa ragione della poesia ma non rischia al tempo stesso di allontanarla da un principio di senso anche razionale? Sembra il significato del <<folle fiore>> al quale alludi attraverso la porpora della rosa rubea…

DB: [...] La poesia d'amore è espressione di un anelito alla fusione, al ritrovamento di sé nell'altro da sé. E l'amore non è mai statico, bensì dinamico. È un sentimento vitale, crea e ricrea la vita nel suo farsi sempre di nuovo. E' sospeso, alato come Mercurio, argento vivo in movimento incessante, sentimento che, incarnato, va a ricomporre desideranti unioni. E' cioè sospeso in un fragile ma pur sempre vivido mistero: ardore dei sensi e vibrazione dell'anima, "istante rubato alla catena del tempo". Sospeso nell'attesa, bruciante e dolorosa in assenza dell'amato, sospeso nel lutto, tra l'inverno di una gelida morte e la speranza di una fresca primavera. Sospeso quando il cuore leva, alto, il vessillo del sogno, sulle acque del quotidiano spento, venefiche, momento di passaggio da uno stadio all'altro del reale, momento di scoperta. Giovane come Mercurio, al principio, l’amore si fa rubeo nella sua maturità e pienezza, quando il desiderio, fonte di vita, è vissuto nella sua fragrante interezza. Così prende il colore scarlatto della passione e della spiritualità e nell’amore la donna si fa regina delle danze, madre, sposa, eterna amante; luce maestra e maga che conduce al centro del mistero ardente. L'amor rubeo è acceso erotismo immaginifico, nel piacere estremo dell'incontro audace con lo sconosciuto, in un gioco vissuto come istante irripetibile, rituale di scoperta, nella dimensione sacrale di nascita-morte-rinascita. "
Edizione ultra-limitata a 30 esemplari, composta dal libro "De l'Amor sospeso e de l'Amor rubeo" di Daniela Bedeski, più il CD audio contenuti da un elegante digipack nero su nero, f.to 20x20 cm. Impreziosisce questa edizione una cartella contenente una litografia, appositamente realizzata da Massimo Bertocchi e Daniela Bedeski, stampata su carta di pregio, f.to 33x33 cm, firmata e numerata dagli artisti, timbrata a secco dall'editore.



De l’Amor sospeso e de l’Amor rubeo" la prima raccolta di poesie di Daniela Bedeski (Camerata Mediolanense, Rosarubea)

«Luci ed ombra, bene e male, "il folle fiore sbocciato dal sangue" di Daniela Bedeski non è senza ricordare la lezione del simbolismo, attualizzato dall'autrice nei suoi versi sinceri, grazie alla ripresa di immemori credenze, popolari e sincretiche ― dall'alchemica rubedo alle spade dei tarocchi ― modellati anche nell'eco di canzoni remote. Reminiscenza, ispirazione e pastiche si saldano nella vocazione schiettamente lirica e al tempo stesso drammatica; studiosa di repertori musicali nordici, rinascimentali e barocchi, oltre a una consumata esperienza di interprete e voce solista anche dark, Bedeski esibisce nella sua scrittura [...] una peculiare originalità. La ‘mistura’ degli attingimenti funziona infatti come una sorta di alveo incubatorio dell’afflato, di rara, e a tratti drammatica, artefatta sincerità. Colpisce, nella celebrazione del "miracolo dei corpi" e dell’iniziazione erotica, rituale qui condotto tutto al femminile, tanto che la donna vi è tradizionale amante e sposa, latrice di sapienza, maestra di misteri, l’improvvisa dolcezza di versi anelanti a un indispensabile complemento».

[Dalla prefazione di Maria Silvia Da Re, "La porpora e le stelle di un peculiare esordio"]

«Parole che furono incise nella carne

affiorano

quando la dimenticanza

dell'essere

ci succhia

lasciandoci

ossa nude.

La Morte qui pianta il suo vessillo.

E allora voltarsi

e sentire sulle labbra

lo sbriciolarsi

di canti di uccelli

in cieli vertiginosi

E l'ombra lontana di passi spogli»


[Daniela Bedeski]


lunedì 14 gennaio 2019

Le Storie Notturne di Fabio Zuffanti. Trentadue racconti da leggere per attraversare il corso della notte.


Storie notturne, essenzialmente trentadue racconti di Fabio Zuffanti che sono prima di tutto una catarsi tra il sogno e la veglia dove è possibile riconoscere ( per riconoscersi) il lavoro di introspezione tipico dell' esistenza umana attraverso il quotidiano, nella memoria di un vissuto e in un presente da definire.
Una lettura che ho consumato di lunedì tra le ore 00 : 30 e le O4 : 14 del mattino, dopo un brusco risveglio. Ho notato di avere molti punti in comune con la visione dell' autore.
In queste storie notturne prende respiro un viaggio metafisico che si dipana attraverso 32 racconti molto interessanti; alcune di queste narrazioni sono incubi, nevrosi e ansie, paure.
Molto interessante è il rapporto uomo / donna, sovente cristallizzato attraverso un tempo in sospensione. Il tema dell' amore qui sviscerato è quanto di più vicino alla mia sensibilità emotiva. Cosa rara sentirsi cosi a nudo attraverso la scrittura altrui. 
I racconti più visionari scavalcano il tempo reale, sono incubi e riguardano un altro " spazio vitale " perché spesso sono narrati attraverso gli occhi di una donna, un aspetto molto particolare che mi ha colpito. C'è posto però anche per un alienazione esistenziale maschile.
Ho amato la descrizione di ogni scenario, soprattutto tutto ciò che ha preso vita attraverso un immaginario liquido - vaporoso, tanto per fare degli esempi, la pioggia, la nebbia, i finestrini della metro, dei treni o delle auto, appannati, i neon dei lampioni spettrali e confusi, il fascino dei corpi bagnati che mai si sfiorano.
Letture per nottambuli e per eterni insonni, e fin qui direi di aver reso il senso di Storie Notturne. Ora mi preme soltanto portare una mia piccola annotazione di vita personale.
Fin da bambino il rapporto con il sogno e la veglia è stato il viatico per sviluppare un esistenziale parallelo e alternativo alla mia vita reale. Ho avuto sempre un sonno molto debole e i miei primi ricordi notturni portano il verso di una volpe, una musicalità selvaggia. Restavo delle ore vigile ma come ipnotizzato, e dal letto, ricordo un bimbo fisso davanti alla finestra. Allora intravedevo il bagliore lunare. La luna per me ha un valore simbolico pregnante.  Zuffanti è anche un musicista e forse ha colto un particolare della notte che non tutti riescono ad afferrare, ed è il suono.
Io da bambino sentivo tutti i suoni della campagna. Ho sempre associato il mio immaginario notturno alla musica e alla lettura.  Un libro consigliatissimo.

La Voce del Padrone. 1945 -1982 nascita, ascesa e consacrazione del fenomeno Franco Battiato. Un libro di Fabio Zuffanti.

Lettura consigliata ? Battiato : La voce del padrone di Fabio Zuffanti senza ombra di dubbio, anche perché io che ho da sempre un " maniacale " interesse verso il magnetismo della figura di tale maestro, sono rimasto piacevolmente sorpreso di conoscere molti aspetti che ignoravo. Fabio Zuffanti è un musicista e infatti non mancano le analisi dei 45 giri e degli album a 33 giri, di solito sviscerati in apposite schede o griglie, ma per quel che concerne la narrazione questo libro parte da lontano, dagli umori e i ricordi dell' infanzia fino a giungere alla vetta popolare e commerciale di Battiato "La voce del padrone"
Zuffanti analizza il tutto da un punto di vista psico analitico ma con l' occhio spirituale dello stesso maestro, infatti sono presenti G.I. Gurdijeff e R. Guenon, e tanta scienza filosofica  mistica. È interessante questa costante ricerca del silenzio per arrivare ad abbracciare la gente   soprattutto attraverso un percorso musicale veramente Sui Generis : musica pop leggera, rock, rock futurista alienante e distopico, elettronica minimale trascendentale, kraut rock, musica per organo a canne e taglia e cuci, collage e manipolazione radio attraverso nastri magnetici, composizione e realizzazione di opere di classica contemporanea, studio del violino e ritorno al pop attraverso la forma " aliena " e vincente dei dischi degli anni ottanta, unici al mondo, con tanto di Factory musicale dove tantissimi talenti sono passati (Alice, Giuni Russo per esempio, ma anche Milva.)
È interessante notare che Zuffanti è molto meticoloso nel raccontarci il senso di questa stravagante evoluzione musicale che per molti ancora oggi è anche un involuzione considerando che Clic del 1974 è famoso in tutto il mondo mentre La voce del padrone è esclusivamente cosa nostra, o a limite condiviso con la Spagna e la Germania, mercati dove Battiato ha avuto una discreta fetta di pubblico.
Il musicista, scrittore, si concentra molto e soprattutto in certe aspetti non " dichiarati ", situazioni espresse in musica ma in maniera ludico subliminale, dove il maestro era solito pungolare ai molteplici significati l' ascoltatore.
Franco non ha mai desiderato produrre una musica che fosse un mero strumento di ascolto passivo, ancora oggi " costringe " il suo pubblico verso un erudizione. Battiato ha sempre e solo cercato di comporre, suonare e cantare il linguaggio della consapevolezza e dell' evoluzione interiore, lasciando e dispensano messaggi da decriptare o percezioni mistico trascendentale per il Risveglio del SE. Spero che Fabio Zuffanti ora voglia narrativi il resto del viaggio !

domenica 16 dicembre 2018

La Stanza della Musica. La rubrica di ascolto e recensioni musicali di My Ideal Blog : Maledetti [ Area Music ] Electric Guitar Duo - E. Merlin & V. Scrignoli



Enrico Merlin & Valerio Scrignoli, Maledetti [ Area Music ]  Eletric Guitar Duo
Musicamorfosi 2017

Nell' attuale panorama della musica contemporanea ciò che continua a essere meritevole e concretamente interessante è 
l'indagine della ricerca sonora attraverso le infinite possibilità dello strumento musicale se ci si prefigge di superare i canoni del gusto estetico e del concetto delle pedissequa bellezza formale, perciò questa mia nuova rubrica, creata per la musica, in uno spazio che My Ideal Blog dedica sovente all' arte, non può che mettere in luce tutte quelle realtà discografiche che si muovono nel solco della sperimentazione, dell' improvvisazione, oppure in un ambito di vera indipendenza e alternativa artistica e musicale. Nessun limite e confine musicale, ma più tosto una linea coerente da seguire il più possibile vicina al blog. E quale esordio migliore di questo interessante progetto del duo Merlin & Scrignoli, Maledetti [ Area Music ]  Eletric Guitar Duo che tra l' altro richiama alla memoria il disco manifesto della musica degli Area, Maledetti ( Maudits) licenziato dalla storica Cramps nel 1977 ?  Tutti sanno, o almeno dovrebbero sapere chi erano gli Area, diciamo che spesso ci si dimentica della loro rivoluzione musicale, non la si applica nel presente perché si tende alla semplificazione rassicurante del proporre la musica per  ovvie esigenze di mercato, e quindi si passa alla celebrazione della stagione dei settanta come se fosse un epoca mitologica a se, un vero corpo estraneo  nel nuovo millennio
L' intendo dei due chitarristi è stato quello di raccontare un sentire la musica che in verità non è mai morto, anzi, deve essere necessariamente parte del nostro tempo presente come se fosse un costante Work in Progress. La natura del progetto è di mettere in pratica la lezione della musica degli Area evitando assolutamente il tributo attraverso la riproposizione dei brani musicali storici come se fossero delle riletture, quasi degli " standards " per usare un termine caro alla tradizione  del Jazz. 
In questo cd ci sono brani che richiamano i titoli degli Area, pescando in tutti gli anni settanta, ma non c'è la prevedibilità e di conseguenza quello che ci aspetta da un titolo del genere, un cd tra l' altro ha trovato il riscontro nel positivo plauso dei membri storici della stessa band, visto che in genere il percorso di questa entità musicale è erroneamente focalizzato solo sul ricordo di Demetrio Stratos e circoscritto nell'angusta e forviante etichetta del Rock Progressivo. La musica degli Area negli anni settanta era inclassificabile e dedita alla ricerca e al superamento e all' abbattimento degli stili dei confini musicali. Area come Musica Totale per musicisti totali ? Si, esattamente così se si trova il tempo anche di andare oltre la definizione.
Era il sentire di un epoca, un concetto teorizzato già negli anni cinquanta e sessanta da Giorgio Gaslini, infatti ciò che era nato nella composizione e nell'improvvisazione Jazz poi è confluito nel Rock con nomi quali Frank Zappa dagli Stati Uniti d' America, e gli Henry Cow, da Canterbury, Inghilterra. Enrico Merlin e Valerio Scrignoli affrontano alcuni temi degli Area proprio attraverso la Musica Totale, e nella loro indagine sonora c'è tutto un flusso sonoro novecentesco che rimanda a John Cage, e alla musica " trattata ", cosi come alla lezione di chitarristi quali Derek Bailey, Hans Reichel, Sonny Sharrock, Michael Gregory Jackson, Fred Frith, Elliott Sharp e Marc Ribot. 
I due musicisti tengono conto della " materia " sonora Area, rivista attraverso la storia della chitarra impro jazz, visto che è il mondo da cui entrambi vengono, ma a tratti sembra di intravedere anche John Zorn, Mr. Bungle, Living Color e affini, almeno nell' esempio più mirato e lampante, la seconda traccia, la celebre " La mela di Odessa " che si muove con un andamento " Slow Blues " che di tanto deraglia in Free Funk e Punk Jazz in stile Downtown con un finale disturbato in un loop che sfocia nella dissolvenza per fare librare nelle etere delle casse la mediterranea narrazione di " Cometa Rossa " in un' alienante e bizzarro Swing Jazz psichedelico che ingloba anche uno spettrale " Jingle Bells " mediorientale, e come se non bastasse nelle ripartizioni delle tracce sonore le due chitarre sono memori del migliore Free Jazz, ed è propria questa la caratteristica più interessante, in quanto ciò che ci dovrebbe essere familiare è di fatto estraniante. Il cantato di Stratos e ben sostituito dalle farraginose esplosione delle chitarre con tutta l' effettistica in deelay e in loop. I tredici minuti e cinque di Cometa Rossa sono magistrali, tra gli ascolti più interessanti proposti dal progetto.
Nell' approcciare alcuni brani in una maniera cosi personale c'è una giocosa irriverenza cara a Zappa ma questa qualità è riconducibile alla stessa gioia creativa della scuola Area ( Gioia e Rivoluzione) che non andrebbe mai incasellata nel verbo del Rock Progressivo. Il contry folk jazz, in stile Bill Frisell di " Hommage a Violette Noiziers " spiazza, ma inganna, perché la coda è Post Rock che si contamina nella forma tipica della balland Jazz; mi chiedo se entrambi i musicisti abbiano conoscenza della scena rock sperimentale statunitense documentata sulle label " Kranky " e " Thrill Jockey ". 
Man mano che si entra nel cuore dell' album arriva il "sogno elettrico "di brani come " L' Elefante Bianco " e " Luglio, Agosto, Settembre ( Nero) dove si odono passaggi più inclini al Rock Psichedelico " Krauto " oppure memori dell' esperienza elettrica di Miles Davis, con in mente John McClaughlin ma sopratutto il duo del periodo Dark Margus ( Agharta/ Panghea) con Pete Cosey e Reggie Lucas, sicuramente entrambi nelle corde di Merlin e Scrignoli. Vodka Cola è un altro momento eccezionale, originalissimo nella sua alienante intro spettrale e acidula, poi sempre più protesa in un crescendo onirico post rock con il Medio Oriente in salsa Dark Noise ad annunciare la venuta del brano successivo " Il Bandito del Deserto ".  Queste ultime due tracce sono un omaggio al disco degli Area che chiude un era, " 1978 Gli Dei se ne vanno, gli arrabbiati restano "
Se Maledetti [ Area Music ] Electric Guitar Duo si era aperto con una dadaista e rumorista riproposizione del brano " Evaporazione " , con un " campione " della voce di Stratos in Loop, il celebre incipit " abbiamo perso la memoria del quindicesimo secolo ... " che ci iniziava al concept album distopico e fantapolitico Maledetti ( Maudits ) del 1977, al contrario, il duo sceglie di chiudere rievocando forse l' album più orecchiabile e contaminato degli Area, licenziato dalla label Ascolto/ CGD di Caterina Caselli, e lo fa con un modo giocoso, infatti Il Bandito del Deserto suona come uno sghembo reggae all' interno di un' acida dissolvenza di pigro funky blues, che forse ci sussurra all'orecchio che per i due musicista il tutto sia stato più un piacevole divertimento che un encomiabile sforzo creativo per evitare il tributo trito e ritrito, e fine a se stesso. 

Consigliato, vivamente consigliato ( voti non ne metto, preferisco un giudizio emotivo)





venerdì 14 dicembre 2018

Yayoi Kusama : L' immaginazione al potere attraverso l'arte nell'avanguardia contemporanea ( 1929, Matsumo / Japan)




( Yayoi  Kusama artista, performer, regista, scrittrice e donna impegnata politicamente. Nata il 22 Marzo del 1929 a Matsumo, in Giappone.)

" Un giorno fissavo la tovaglia a fiori rossi, distolsi lo sguardo dal tavolo e mi accorsi che lo stesso motivo era stampato sul soffitto, persino sulle finestre e colonne. Tutta la mia stanza, il mio corpo, l' universo erano ricoperti di fiori rossi e io scomparivo, ritrovando il mio posto nel tempo eterno e nello spazio assoluto "

" Mettendo insieme le singole particelle quantiche, negativi di gocce che costituivano le maglie della rete, aspiravo a predire l' infinità dello spazio, a misurarla dal punto di vista in cui mi trovavo.
 Infinity Net "

" Quando mi sentivo triste, salivo sull' Empire State Building ... In cima al più grande grattacielo esistente sentivo che ogni cosa era possibile. Un giorno, li a New York, avrei stretto tutto ciò che volevo in quelle mie mani vuote. Il mio impegno per attuare una RIVOLUZIONE nell' arte era tale
che sentivo il sangue ribollire nelle vene e dimenticavo la fame. "

" Questa rivoluzione accade perché Io do alla gente ciò che i tempi richiedono, la libertà sessuale di esprimersi. Love Forever "

 " i pois sono simboli del mondo, il cosmo. La terra è un punto, la luna, il sole e le stelle, sono tutti realizzati da punti. Tu ed io siamo puntini "

Yayoi Kusama - Infinity Net

Infinity Net - Vita e biografia di Yayoi Kusama

Yayoi Kusama nasce a Matsumoto nel 1920 e si approccia all'arte con la pittura, più che altro per sedare e controllare delle gravi forme di allucinazioni che le impediscono una vita completamente normale; il dramma avviene intorno all' età dei dieci anni e la conquista più sorprendente di questa minuta donna è stata esattamente quella di dominare il proprio " irreale " nella realtà, concretizzando un risultato in termini sia pratici che artistici, consolidato anche attraverso una fama mondiale che ha il merito di aver influenzato le discipline e le forme artistiche più trasversali e disparate.  L'esperienza di Yayoi è ancora viva e ricca di fermento 
nell'attuale panorama contemporaneo; uno stile che non si è mai del tutto cristallizzato nel post modernismo, un costante work in progress.
Le allucinazioni di Yayoi sono vere esplosioni di colori ma dopo la scoperta dello stile pittorico di Nihonga, sospeso tra il realismo e il rigore, la donna ha due parametri per lavorare sia su stessa che per veicolare la patologia in una forma di creatività ludica e curativa. 
Il realismo e il rigore sono qualità  utili, ma nel corso del tempo la donna comprende che in Giappone i tempi non sono maturi, occorre guardarsi intorno e cercare una porta di accesso per andare incontro alla vita vera per tentare di edificare uno spazio nella realtà che le sia congeniale per studiare, lavorare e creare uno stile moderno : gli U.S.A. Nella città di New York c'è tutto un fermento di nuove avanguardie che la interessano. 
Negli anni "americani" la Kusama è parte preponderante di una rivoluzione estetica che si ripercuote in ogni ambito e contesto, anche politico, come nel caso del movimento femminista e della rivoluzione sessuale, ma sopratutto è una delle figlie di Howl, L' URLO generazionale e poetico che è il manifesto del Beat, scritto dal sommo cerimoniere Allen Gisberg.  Lo scenario è più tosto variegato ed eterogeneo : la scena psichedelica di Timoty Leary e Albert Hoffman, il cinema e il teatro d' avanguardia, Julian Beck e il Living Teather, i Fluxus, il Light Show dei complessi Rock, la Pop Art. New York, è allora, negli anni sessanta, come del resto anche oggi nel nuovo millennio,  la metropoli dell' arte contemporanea.


Tra gli anni cinquanta e i sessanta Yayoi realizza tre serie concettuali di lavori destinati a fare la storia, e sono Infinity Net, Accumulation e Sex Obsession. Nella metà degli anni sessanta tutte queste serie di lavori sono destinati a confluire con un ulteriore fase evolutiva, attraverso la performance artistica e 
l'utilizzo perfomativo visuale del corpo, i celebri e provocatori " Kusama happenings"
dove l'artista colora se stessa e il suo stesso pubblico di Pois; fanno capolino anche una serie multiforme di palloncini o cuscinetti "rosa fallico". I Kusama Happenings si svolgono spesso nei luoghi pubblici attirando anche l' attenzione di molti curiosi e l' intervento della polizia che reprime questa coinvolgente anarchia artistica.

L'artista diventa nel giro di poco tempo un icona omosessuale e una nuova stella del firmamento "Pop", attirando l' interesse dell' opinione pubblica, come anche l' ostracismo dell' America più conservatrice e puritana. Il ritorno in Giappone avviene negli anni settanta, dopo aver esposto le proprie opere nelle gallerie più importanti del mondo.
Non è un passaggio indolore, la donna viene accolta come un esempio di grande vergogna collettiva nel mondo, perché nell'opinione nazionale di allora il lavoro della Kusama è una pornografia artistica che lede all'immagine del Giappone. Arte degenere per menti degenerate e privi di moralità.
La personalità di questa donna eclettica non si arresta al successo conseguito, tanto meno alle difficoltà, non è da lei riposare sugli allori ma nemmeno scoraggiarsi in un periodo di profonda crisi, ed è così che nel corso degli anni inizia a interessarsi alla scrittura, dal principio con la poesia, e successivamente con la forma surrealista; questo entusiasmo nel rinascere a nuova vita è la sua più grande forza, le da' un coraggio tale da misurarsi in tutto ciò che desidera, fino al punto da intraprendere un ulteriore studio con la disciplina della scultura.

La scelta di vivere in un istituto psichiatrico, in quel di Seiwa, non le impedisce di portare avanti il suo progetto lavorativo attraverso la ricerca e la sperimentazione, poiché con la costruzione di uno studio personale, in Shinjuku, trova nuovi stimoli per creare. 
Molto di questo lavoro sarà promosso in giro per il mondo, perché Yayoi, pur ritirandosi per necessità di cure, si riserva delle uscite mondane per promuovere il nuovo corso artistico intrapreso, che corrisponde anche a una maturità concettuale e ad una nuova consapevolezza artistico - intellettuale, non ultimo, un sentire profondamente umano. Dai pois, fino a tutte le varianti possibili del punto, attraverso il concetto cosmico - trascendentale  dell'infinito, si passa ad un nuova tematica con il recupero delle radici, manifestato nella fase della "zucca",  che viene presentato alla Biennale di Venezia nel 1993, dove vengono esposte delle zucche giganti all'interno di una sala rivestita di specchi.  
Da qui in avanti la zucca sarà una tematica ricorrente, in quanto per Yayoi rappresenta un effettivo legame con l' infanzia, come si evince dal lavoro presentato a Londra nel 2016, " All the Eternal Love i have for the Punpkins ".  Per l'artista questo vegetale rappresenta il caro ricordo del vivaio di famiglia dove spesso trovava consolazione nel rifuggire in se stessa, per via di un educazione molto rigida e chiusa, un luogo molto consolatorio e terapeutico anche con la comparsa delle prime allucinazioni. 

L'arte di Yayoi Kusama nasce dalla consapevolezza di poter essere parte di un mondo parallelo e trasversale, ed è così che riesce a dominare tali proiezioni e percezioni sensoriali per poi trasferirle nell'immaginario collettivo reale in una forma compiuta di arte :

" Un giorno fissavo la tovaglia a fiori rossi, distolsi lo sguardo dal tavolo e mi accorsi che lo stesso motivo era stampato sul soffitto, persino sulle finestre e colonne. Tutta la mia stanza, il mio corpo, l' universo erano ricoperti di fiori rossi e io scomparivo, ritrovando il mio posto nel tempo eterno e nello spazio assoluto "

Dalla pittura al gioco degli specchi, passando per il body paintings e le installazioni, fino a giungere
al museo permanente dalla forma di parallelepipedo bianco di Shinjuku, aperto a partire dal 1 Ottobre 2017, lo stesso quartiere dello studio, la donna riesce nel miracolo di rendere il proprio immaginario una condivisione collettiva accessibile proprio a tutti.
La Kusama è una donna consapevole, il suo successo e la ricchezza economica ben capitalizzata sono
anche il frutto delle lotte politiche degli anni sessanta, e sopratutto di un grande coraggio nel volersi conquistare con ostinazione  un indipendenza artistica. 

Il museo Kusama è una costruzione futurista di cinque piani che accolgono collezioni permanenti, collezioni temporanee, e una serie di installazioni immersive realizzate per fare in modo che anche il pubblico sia parte dell' opera.

Il Docufilm di Heather Lenz ", giunto in Italia con il titolo Yayoi Kusama : la follia di una vita col pallino della bellezza " ci racconta un percorso artistico non facile, al contrario assai sofferto, perché rendere in un film la storia di una donna cosi tenace e forte non può essere semplice, sopratutto nel cercare di descrivere un tempo lontano dove razzismo, discriminazione, misoginia hanno in più di un occasione minato il percorso umano di questa  donna, anche all'interno del mondo dell' arte contemporanea.  

La Kusama è una figura artistica molto impegnata politicamente, questo aspetto è stato un grande punto di forza.  La sua più grande dote la si trova nel costante pragmatismo con cui organizza il lavoro, una qualità  che si evince dalla capacità di stringere legami e collaborazioni nel mondo della moda, come nel caso di Marc Jacobs, il direttore artistico di Louis Vuitton.
My Eternal Soul è il titolo della sua ultima serie esposta a Tokio. Con questo affascinante titolo ritornano i colori sgargianti e le sperimentazioni degli anni giovanili ma visti con la consapevolezza di occhi adulti e maturi : lo sguardo profondo di una donna prossima ai novant'anni, in una nuova primavera artistica.








Yayoi Kusama - Love Forever & Self Obliteration ( 1967/1969)


Yayoi Kusama - Love Forever & Self Obliteration: Gli anni della contestazione e dell' amore universale.

Yayoi Kusama, un nome che da solo riesce a raccontare 
l'evoluzione e la portata rivoluzionaria del millenovecento attraverso l'arte, la vita e la lotta politica, e sopratutto con un percorso umano tra i più interessanti venuti dal Giappone, anche se è dagli Stati Uniti che bisogna passare per poter parlare del suo mondo.
L'artista, nata a Matsumoto, nel 1929, riesce a fare del proprio disturbo mentale, che si manifesta in una grave forma di allucinazione che l' affliggono fin da piccola, una forma colorata di arte completamente anarchica e rivoluzionaria. 
La visione  artistica che la Kusama ha messo in atto con il tempo non è un alterazione completamente folle della realtà, seppur si presenta come moto rivoluzionario più tosto " naif ", è al contrario organizzata nei minimi dettagli con una cura maniacale, frutto di uno stacanovismo lavorativo che l' ha resa celebre, ma anche la donna attualmente più ricca al mondo nel panorama della arti contemporanee. Sicuramente il primo approccio alla pittura di Nihonga è da sempre la componente base del background di Yayoi, in quanto si tratta di uno stile di grande rigore formale. E' comunque corretto definire il vero inizio di carriera quando la donna si trasferisce  a New York, nel 1957, ed è qui dove spirano i venti delle avanguardie che decide di formarsi, attirata dalle nuove forme sperimentali e dai fermenti artistici che prendono vita in maniera completamente indipendente e autogestita, sospinti anche dal fervore politico e dalla concezione anticonformista del lavoro dell' artista, almeno rispetto al Giappone.

Yayoi kusama, gli anni sessanta e lo slogan " Love Forever " dei " Kusama Hapenings "

Gli anni sessanta sono per Yayoi Kusama una decade di grande fermento creativo e politico;  New York è una fucina di nuove correnti e avanguardie che nell'ambito delle arti contemporanee vanno di pari passo con il sentire generazionale dei tempi, a torto spesso identificato solo con la letteratura Beat, il cinema e la musica dei nuovi complessi rock e dei menestrelli folk.
Attraverso l'arte, talune ingenuità naif del movimento " Flower Power " riescono a compiere uno scatto di livello, tuttavia senza delle cause politiche concrete questo " sentire " collettivo si sarebbe disperso nel marketing delle mode culturali, a secondo delle stravaganze del caso.
Le istanze femministe, la rivoluzione sessuale, la lotta per i diritti degli omosessuali e per le minoranze etniche vanno ad incontrare il diritto di espressione creativa, che da solo, nel caso dei coinvolgenti e provocatori "Kusama Happenings " si fa sintesi nel  " Love Forever "
Per spiegare meglio il concetto bisogna comprendere la popolarità che ha l'artista sull'immaginario collettivo, di gran lunga più intrigante e carismatico di un qualsiasi leader dei movimenti politici extraparlamentari degli anni sessanta ( ovviamente questo discorso vale più che altro per la gioventù.)  Ciò che accade intorno alla seconda metà degli anni sessanta coincide anche con la presa di consapevolezza che tutto ciò che avviene in quel preciso istante è il frutto di un sistema sempre più forte, un potere che cresce ogni giorno di più, e lo fa attraverso il progresso e la tecnologia, con il  parametro del capitale al centro di ogni cosa, sopratutto in un contesto di ridistribuzione di potere tra 
l'Oriente e l'Occidente, vedere la guerra del Vietnam, ma anche il comunismo filo sovietico perché con l'invasione di Praga, il regime dell'Unione Sovietica va a violare la libertà di una generazione desiderosa di cambiamento,  infine,  non meno importanti le dittature terzomondiste create a tavolino dalle crescenti democrazie liberali post conflitto mondiale per frenare una possibile crescita economica e civilizzata del Sud del mondo.
Yayoi Kusama, una donna che viene dall'estremo Oriente, è una spettatrice attenta  e partecipe, e come tanti artisti e giovani di quella generazione comprende che non esiste nessuna guerra giusta concepita nel nome della democrazia, ed è per questo che sceglie di realizzare una coinvolgente performance artistica : " Love Forever "
I Kusama  Happenings arrivano in un contesto dove poter veramente agire in una maniera concreta e pragmatica, perché le sue fobiche percezioni, veicolate nell'arte visionaria che propone, non sono il frutto della cultura psichedelica dei  "viaggi " con  L. S.D., pericolosi mondi alterati che si presentano come delle vere fughe dalla realtà, ma al contrario una parte della realtà, alterata, ma organizzata in un contesto politico, con un fine " terreno " di pace e armonia, sicuramente naif ma decisamente più inclusivo e proteso verso le persone.

Yayoi non ha nulla a che fare con il pensiero "slogan" di Timoty Leary, "  Turn on, Turn in, Drop Out " ( tradotto " Accenditi, sintonizzati e abbandonati ") e lo si evince da una dichiarazione che lascia a proposito delle allucinazioni di cui soffre, e della conseguente ossessione per un' arte fondata su di un infinito " gioco" di multiformi pulviscoli di luci e di pois : " i pois sono simboli del mondo, il cosmo. La terra è un punto, la luna, il sole e le stelle, sono tutti realizzati da punti. Tu ed io siamo puntini ".  Yayoi con la sua arte ci vuole suggerire che l' ego non è un buon valore perché siamo tutti delle piccole energie parte di un infinito sentire, che si catalizza attraverso le sfere celesti del cosmo, nel visibile e nell'invisibile. Ognuno di noi è una persona eccezionale ma questo nostro temporaneo transito terrestre deve essere al servizio di un solo sentimento, l'amore.
Quello che accade tra le strade di Manhattan non è solo ribellione di costume e consapevolezza politica, perché il contributo artistico di Yayoi Kusama riesce a catalizzare esattamente l'essenza di ogni cosa in un punto, ed è attraverso i Pois che la donna inscena il senso universale dell' amore.
L' artista coinvolge uomini e donne in happening, dove una volta denudati li dipinge di pois invitandoli alla danza liberatoria e trascendentale dell' amore cosmico, esattamente come la sincronia delle sfere celesti del cielo notturno. 
La polizia interviene disperdendo queste festanti e impudiche manifestazioni di arte contemporanea e libertaria. Possiamo immaginare il contributo della Kusama alla contestazione come un qualcosa di sorprendente ed insolito ma la donna deve fare fronte al razzismo e alla misoginia, e in un certo qual modo non essendo un' americana, di pelle bianca, nel proporsi in questa forma radicale di condivisione di arte collettivista, crea un precedente pericoloso, anche perché coinvolge il nascente movimento femminista. Con gli anni settanta e l' arrivo di un successo dalla portata internazionale, che di contro cammina di pari passo con il crescente avanzare del disagio allucinatorio ( come ho già scritto, dovuto alla malattia mentale) si va a concludere l' esperienza americana, una vera rivoluzione intrapresa nel 1957 che lascia il posto alla  " strada di casa ",  un graduale ritorno in Giappone che prende vita gradualmente a partire dall' anno 1973 per concludersi nel 1977.   
Self Obliteration, il film sperimentale di Yayoi Kusama, ci racconta quello che sono stati gli anni sessanta allo scoccare del 1968 e grosso modo resta una delle più fedeli testimonianze del suo sperimentalismo con i primi rudimenti del video, di fatti oggi questa pellicola ci può apparire un prodotto anacronistico e ingenuo, decisamente figlio dei tempi, eppure il concetto che ruota intorno ai pois, intesi come punti di infinito cosmo resta universale.  
Il film raccoglie non solo gli happening ma anche alcune location,  ambienti, gallerie, mostre, dove l'artista da' vita ai suoi caleidoscopici giochi di luci e colori e rivestimenti di pois : persone, stanze, mobili e oggetti, fino agli animali, come l'iconico " cavallo" e gli ambienti naturali esterni. Self Obliteration è una metafora di rinuncia all'identità dell' ego, e nasce come un inclusivo invito ad essere parte dell' universo nella giusta e armoniosa condivisione della vibrazione eterna dell' amore. Puro simbolismo.

Gli anni sessanta, a New York, saranno l' ultimo frangente di pubblica condivisione della Kusama, dopo di che l' artista sceglierà un percorso via via sempre più introspettivo, e forse sarà il segno di una consapevole ma matura " resa " al disagio psichiatrico che l' artista affida ad una struttura psichiatrica all'avanguardia


- Kusama's Self Obliteration ( Jad Yalkut / 1967) - Link you tube / full movie :


- Il film : qualche dettaglio tecnico e descrittivo del cortometraggio Yoyoi Kusama's Self Obliteration di Jad Yalkut -

Yayoi Kusama nel cortometraggio sperimentale che va a documentare la sua attività, si fa aiutare dalla mano e dalla fotografia di Jud Yalkut, che mette in risalto la visione cosmica e trascendentale dell' artista attraverso un gioco di dissolvenze, per favorire il concetto di dissoluzione sulla materia. Tutto questo lavoro ha bisogno di altri effetti per poter rendere al meglio l' atmosfera trasognante del simbolismo concettuale del tema, di conseguenza Yalkut utilizza sequenze rapide e al rallentatore con la fotocamera in libero movimento e i zoom - in e - outs. Il tutto si risolve ad un effetto luci tendenti al pallido, in maniera tale di rendere indefiniti le persone, gli oggetti e l'ambiente, a tal punto che verso il finale perfino i titoli di coda e i crediti, illeggibili, si dissolvono in un fiume di luce, quasi a volerci suggerire una catarsi mistico - spiritualistica dell' amore.






Yayoi Kusama Infinity - the Life and the Art of Yoyoi Kusama : Una vita a Pois


- Introduzione " La storia della piccola bambola "

My Ideal Blog oggi vuole affrontare un argomento molto interessante e originale voluto un po dalla casualità, e nato da un interscambio culturale a distanza attraverso una chat, dove veniva menzionato un film presentato in alcune sale e rassegne lo scorso novembre a Firenze, durante la rassegna " Lo Schermo dell' Arte " Yayoi Kusama : la follia di una vita col pallino della bellezza, un Docufilm di Heather Lenz.  
Il sottoscritto non ha avuto ancora il modo e l'opportunità fortuita per visionare il lavoro della regista statunitense ma nel compenso si è appassionato alla figura di Yayoi a tal punto da volervela raccontare in questo piccolo spazio, per me
un isola felice, volendo anche un modo similare a quello della minuta giapponese giunta quasi sui novanta anni di vita, con il primato di artista più ricca del mondo. 
Mi sono interessato molto alla sua vicenda studiando il lungo viaggio di Yayoi Kusama verso un sogno perché sono convinto  che sia un buon esempio per vivere, dopo tutto ognuno di noi dovrebbe avere la forza e il coraggio di intraprendere un percorso analogo lottando per la realizzazione di un progetto, perché la felicità impone anche dei doveri e dei sacrifici e la tenacia di questa artista è un encomiabile lezione di perseveranza per tutti noi. Yayoi è una personalità sorprendente, e lo è a tal punto da sembrare un cartone animato immerso in un mondo colorato, in grado di penetrare la realtà per farsi gesto creativo e reale in uno spazio concreto e definito. Il suo è un immaginario infantile, a tratti  bizzarro e ossessivo che ha preso vita per veicolare un armonioso messaggio di pace e amore universale nel segno della costante perseveranza ... Una predestinata.
Una donna di quasi novant'anni che si colora di pois, colorando il suo stesso mondo di molteplici caleidoscopici punti luminosi. La sua arte si concretizza dopo una lunga gavetta e viene ufficialmente riconosciuta come influente sopratutto a partire dal 1977, quando decide di vivere in una struttura psichiatrica riservandosi di realizzare di fronte, nello spazio di un quartiere adiacente, uno degli  atelier più In che si possa trovare in Giappone, dove si dedica esclusivamente a scrivere, dipingere, allestire performance. Yavoi pur non essendo nelle sue intenzioni è una paladina di un femminismo trasversale, in quanto accidentale e avvenuto quasi per casualità, in verità il suo messaggio è figlio di una visionaria consapevolezza trascendentale; di "terreno" resta il concetto di " onestà e indipendenza artistica " nel ridimensionamento dell' ego per favorire un gesto creativo nell'arte in grado di veicolare la bellezza e l'amore, in una concezione umanistica.
Il mondo di Yayoi è una dimensione felice che nel corso del tempo è diventato un flusso costante di creatività sperimentale e all' avanguardia, di fatti la donna si è conquistata un certo peso nel panorama internazionale. Ma niente è stato facile per lei, fin dalla primissima infanzia al trasferimento negli Stati Uniti, dove giunge alla fine degli anni cinquanta, in tempo per affrontare la decade successiva  attraverso forme di happening, performance e film all'avanguardia, che nell'insieme sono novità assolute, spesso ostracizzate dalla critica giornalistica fino alla misoginia e al razzismo.
Fin da bambina l' artista ha sofferto di fobie che hanno poi preso vita in un turbine di allucinazioni, frutto di ossessioni in grado di fare vacillare qualsiasi mente, ma in lei c'è da sempre cosi tanta vita e dolcezza che ciò che poteva essere un dramma è diventato bellezza attraverso un lavoro creativo più che unico. Il suo stile si è essenzialmente sviluppato su dei ripetuti pois che con il tempo si sono espansi in una progressione infinita di colori e puntini luminosi; molte di queste creazioni sono esposte in musei permanenti.

Yayoi Kusama è diventata l' artista contemporanea più eclettica e interessante nel panorama mondiale, influenzando anche il mondo della moda e della musica, quest'ultima sopratutto attraverso il mezzo del videoclip, vedere Lovetown di Peter Gabriel :



Infinity - the Life and the Art of Yayoi Kusama : Una vita a Pois

" I pois sono simboli del mondo, il cosmo. La terra è un punto, la luna, il sole e le stelle, sono tutti realizzati da punti. Tu ed io siamo puntini "

Un docufilm del 2018, realizzato negli U.S.A dalla regista Hether Lenz, che nei suoi 85 minuti ci introduce nel mondo e nell' arte di Yayoi Kusama. Il documentario ci narra del viaggio a New York di questa minuta donna, affetta da un grave disturbo che produce ricorrenti stati di allucinazioni. Attraverso l'Arte fa della propria vita un riscatto, partecipando alle rivoluzioni politiche e sociali degli anni sessanta, e integrandosi con i fermenti 
d'avanguardia dell'epoca, fino alla consacrazione internazionale ed il definitivo ritorno in Giappone, dove riesce a creare un mondo alternativo di "gabinetti sperimentali ", mostre permanenti, ed un museo personale. Continua a lavorare ancora oggi, in un' atelier poco distante dalla struttura psichiatrica dove sceglie di vivere fin dal 1977

My Ideal Blog vi offre il Trailer ufficiale del film Infinity - the Life and the Art of Yayoi Kusama  della regista Hether Lenz :


venerdì 16 novembre 2018

Helmut Newton - Bisogna sempre essere all'altezza della propria cattiva reputazione




Bisogna sempre essere all'altezza della propria cattiva reputazione - Helmut Newton


Nella mia fotografia no c'è emozione. E' tutto molto freddo, volutamente freddo.

( Estrapolato dal libro di Claudio Marra " Fotografia e pittura del Novecento, Mondadori, 1999")

My Ideal Blog ha omaggiato il genio di Helmut Newton attraverso la sua storia e la sua opera, e chiude questa segmento dedicato alla fotografia nella moda con le provocazioni " tipiche dell'artista.
Questo Blog ritornerà più volte a trattare personaggi o tematiche legate al mondo dell'arte fotografica o dell'alta moda, lo farà pescando nel millenovecento. Personaggi come Pierre Molinier e Helmut Newton sono solo il primo passo verso delle nuove strade da percorrere tutti insieme.

Patrizio De Santis

Link you tube :

Helmut Newton : La fotografia al servizio della moda che rende Arte l' Eros e Porno Chic il desiderio.

Helmut Newton : La fotografia al servizio della moda che rende Arte l' Eros e Porno Chic il desiderio. Introduzione al servizio + biografia dell'artista, a cura di Patrizio De Santis.

La fotografia di Helmut Newton è un vero caso di arte fotografica creativa "popolare" moderno trans-generazionale che nel contempo si è mossa come "strumento" di rottura e di avanguardia.
Oggi My Ideal Blog, attraverso la mia "penna", ha intenzione di omaggiare il mondo di questo bravo
e geniale fotografo del millenovecento, per una serie di motivazioni che nell'insieme fanno la differenza; Helmut di fatto ha elevato la fotografia in ambito "glamour", ossia moda, cinema e spettacolo, ad Arte. Nel realizzare questo passaggio concettuale "materia POPolare elevata in forma d' Arte " egli è "genio e sregolatezza" poiché è stato anche oggetto di feroci critiche e accuse di misoginia e oltraggio alla pubblica moralità dei tempi, ha realizzato un caso capitalizzato in un risultato.
Helmut Newton ben consapevole di essere osteggiato dalla critica che conta, come anche dal sistema "politico " vigente nel mondo dello spettacolo e del circuito artistico degli Stati Uniti del secolo scorso, ha costruito la sua carriera proprio su questi giudizi controversi, spesso utilizzando l' immagine di cattivo ragazzo in una forma del tutto speculare ai fini artistici; per intenderci, dietro alla fotografia c'era la visione di un uomo " politicamente scorretto " ma  sopratutto profondamente intelligente e raffinato, e questo a tal punto che per la sua arte è stato coniato il termine " Porno Chic" Oggi possiamo affermare, con il senno del poi, che la portata trasgressiva del suo immaginario risulta il frutto di un lavoro molto elegante, studiato nei minimi dettagli e dal tocco professionale impeccabile... Helmut ha buongusto da vendere.
La sua fama si consolida tra la fine degli anni sessanta e il primo lustro dei settanta, per poi crescere vertiginosamente in seguito, con gli anni ottanta. In principio Newton si limita ad introdurre nella sua fotografia elementi legati al mondo del sado-masochismo e del voyerismo, giocando molto con le ambiguità sessuali. Questa prima fase di carriera è interessante perché oltre all'utilizzo dei corpi delle donne in atteggiamenti erotici, la differenza la fa la tensione sessuale del contorno, per intenderci le luci e la camera d' albergo, gli oggetti e il mobilio. 
In seguito, con l'avvento dei settanta e la crescente popolarità, il fotografo è oggetto di accuse e feroci contestazioni del movimento femminista, e negli anni ottanta, entrando definitivamente nel mondo della moda e della " fashion culture " il rapporto con il pubblico femminile va a deteriorarsi sempre di più per via del lavoro svolto su soggetti femminili molto forti e muscolosi, che riflettono anche 
un desiderio represso e ossessivo. Gli anni ottanta di Helmut Newton vengono giudicati degradanti e offensivi verso il mondo della donna, in quanto manipolata, utilizzata e rappresentata completamente priva di dignità.
In tutto questo arco di tempo che va dai primi anni settanta ai primi anni novanta, lo stile creativo di Helmut Newton attraversa le evoluzioni sociali e di costume dei tempi ma di fatto il fotografo resta un precursore di una tipologia di edonismo voyeristco assai raffinato, dove c'è un attento studio e una ricerca certosina del dettaglio più che che pertinente, concreta e tangibile, volendo definire il tutto, il suo è stato un obbiettivo che ha favorito l' ascesa di un mondo che egli stesso ha contribuito a creare e far crescere : il settore della Moda, con la M maiuscola.
Il gusto beffardo e provocatorio dello "scandalo" è parte del gioco fin dai tempi del libro " White Woman" del 1974, dove le accuse di razzismo creano il "caso" mediatico da sfruttare come cassa di risonanza, difatti le
dichiarazione lasciate ai posteri sono un astuto esempio di " manipolazione mediatica " - White Woman è un titolo meraviglioso e non ha nulla che non vada, è bellissimo ... tanto più che non c'è neanche una donna nera in tutto il volume. - in sintesi Helmut aveva capitalizzato una forma spettacolare di provocazione basata sulle ambiguità, e lo si evince anche da un'altra dichiarazione rilasciata ai media - bisogna sempre essere all'altezza della propria cattiva reputazione -
Spesso la fama di ambiguo provocatore e geniale manipolatore hanno offuscato il raffinato sunto della sua arte nell'ambito della ricerca fotografica nel mondo della moda, ma la scuola di Newton vanta anche molti epigoni, e in qualche modo possiamo dichiarare che egli è un maestro che segna con il proprio obbiettivo un punto fermo che fa da spartiacque tra il prima e il dopo.

Helmut Newton ( la biografia)

Helmut Neustdater nasce nel 31 ottobre del 1920 a Berlino, nel quartiere di Schoeneberg da famiglia ebrea, rispettivamente Klara e Max, proprietari di una fabbrica di bottoni. Newton è dunque lo pseudonimo che il futuro artista decide di adottare dopo essersi culturalmente formato nelle borghesia berlinese degli anni venti e trenta, considerando che frequenta la scuola americana locale, e già a 12 anni si interessa del mondo della fotografia, e dal 1936 inizia l'apprendistato con la fotografa tedesca Elsie Neulander Simon " III de Yva". In seguito all' emanazione delle leggi razziali da parte del Terzo Reich, il giovane raggiunge l' Australia. Lascia la Germania nel 1938, raggiunge Trieste con il piroscafo " Conte Rosso " e si rifugia a Singapore, prima di essere espulso dalle autorità britanniche in quel di Sydney, in Australia, dove viene internato in un campo di concentramento, il " Tatura" di Victoria, fino al 1942. Helmut, forse per necessità di "rinascita" e riscatto abbandona del tutto il cognome Neustdater in favore di Newton, nel 1948 si sposa con la nota fotografa Alice Springs e inizia a lavorare per la rivista Playboy.
Negli anni sessanta si trasferisce a Parigi e entra stabilmente nel settore dell' alta moda attraverso un
prestigioso apprendistato da fotografo professionista per i magazine Vogue, Elle, Vanity Fair, G.Q, Max, Marie Claire e Harper's Bazar.
Nel 1970 la sua produzione rallenta a causa di un infarto ma la popolarità, al contrario, cresce,  sopratutto per il suo nuovo approccio "erotico - urbano " ma anche per la fama di uomo ambiguo e spregiudicato. Una caratteristica vincente che di provocazione in provocazione lo porta ad essere oggetto di feroci contestazioni da parte delle femministe, e nel contempo ostracizzato dalla stessa critica di settore e non ultima la società dell'alta borghesia, il più delle volte puritana e conservatrice.
Dal 1980 in poi, una serie di lavori catalogati con il titolo Big Nudes segnano la vetta e l' apice artistico del suo stile, a tal punto che grazie al successo di questo lavoro concettuale si aprono diverse opportunità  con stilisti che hanno fatto la storia della moda, Cocò Chanel, Gianni Versace, Yves Saint Laurent e molti altri, fra cui Dolce e Gabbana ai loro esordi.
Nel corso del tempo che va tra gli anni ottanta e novanta, Newton ha modo di lavorare in svariati ambiti, dalla musica al cinema, dove il suo occhio riesce a immortalare tutto ciò che gli altri non sanno cogliere, molti di questi scatti sono tuttora esposti in musei.

Helmut Newton muore in un incidente stradale nel 23 gennaio del 2004, a West Hollywood, Los Angeles, schiantandosi con un Suv Cadilac davanti al celebre Hotel  Chateau Marmont.
Le spoglie dell' artista si trovano nell' area ebraica del cimitero Fridenau, a Berlino, qualche metro distanti dalla diva teutonica per eccellenza Marlene Dietrich


Il Disco è Cultura! Here and Now - I ritratti in Jazz per voce e contrabbasso di Marilena Paradisi e Bob Nieske. Losen Records, 2024

  Intro : Here and Now   I ritratti in Jazz per voce e contrabbasso di Marilena Paradisi e Bob Nieske  Tra le uscite discografiche che hann...