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sabato 11 maggio 2019

La Stanza della Musica. Una rubrica di approfondimento musicale : MeVsMyself ( La Voce Strumento di Giorgio Pinardi)



[ - La Stanza della Musica. Una rubrica di approfondimento musicale : Giorgio Pinardi Aka MeVsMyself - ]


Nuovo appuntamento per La stanza della Musica, la rubrica di approfondimento musicale di My Ideal Blog ( oppure nei casi circoscritti di recensioni discografiche) che oggi si concentra sul servizio di largo respiro per parlare sia della voce strumento che della multiculturalità in musica, un concetto assai caro ai grandi pionieri del genere, uno su tutti Don Cherry. Per il sottoscritto la voce strumento resta una bella tematica ma sopratutto una grande passione, mi vengono in mente i nomi più innovativi : Cathy Berberian, Joan La Barbara, Jeanne Lee, Phill Minton, David Moss, Fatima Miranda, Sainkho Namtchylak, Demetrio Stratos, Marta Raviglia.
In Italia noi tutti commettiamo sempre la leggerezza di circoscrivere il tutto al grande Demetrio Stratos i cui lavori Metrodora e Cantare la Voce, più le tante collaborazioni con i fari della " Nuova Musica " quali John Cage  sono ottime credenziali,  tuttavia tendiamo ad ignorare realtà veramente interessanti; nel jazz mi vengono in mente ottime maestre, tra cui Maria Pia De Vito che con il cd " Tumulti " ha offerto nuove vie da esplorare, poi ci sono personalità come Gaia Mattiuzzi e Rossella Cangini, spesso coinvolte nei progetti del maestro Massimo Barbiero, batterista, percussionista, compositore e teorico di un Jazz creativo e avanzato dalla forte connotazione filosofico intellettuale e umanistica, sia con Enten Eller che con Odwalla, Marmaduke, Silence Quartet e tanto altro ancora.
La figura di Marta Raviglia, da sola, ha generato una nuova scuola, da cui sono venute alla luce vocalità a tratti estreme oppure dedite a forme di introspezione trasversali, quali l' esoterica  Dalila Kayros attiva in ambiti di elettronica minimale e avant Pop, fino a lambire il Metal sperimentale e oscuro. Nel mondo del Pop più legato alla canzone d' autore che si contamina con il Jazz e la musica da camera possiamo ricordare il magnifico lavoro che John De Leo ha svolto con i primi Quintorigo, i gruppi del trombonista Gianluca Petrella e infine i dischi solisti, tra cui " Vago Svanendo "
Oggi vi voglio raccontare l' encomiabile lavoro svolto dal giovanissimo Giorgio Pinardi, incontrato casualmente nel mondo virtuale dei social con una proposta meritevole di interesse; nel farlo annuncio che è mia intenzione ritornare sul tema della " voce strumento " magari realizzando una nuova rubrica  chiamata " La Stanza della Voce "



GIORGIO PINARDI ( aka  MeVsMyself )

Giorgio Pinardi ha realizzato due ottimi cd per solo voce indagando sulle possibilità sperimentali 
dell'improvvisazione vocale attraverso una sorta di concettuale esperanto sincretico del canto come manifestazione espressiva del suono globale, di fatti questo giovane vocalist, cantante, compositore e performer, lavorando anche da un punto di vista di studio e ricerca etno musicologica è perfettamente figlio di questo nostro tempo, anche per la sua indole vicina all' umanesimo e alla creatività spirituale, e quindi di ricerca introspettiva vocale interiore. La globalizzazione di cui noi conosciamo in verità la componente conflittuale e nefasta e che attualmente stiamo vivendo più come separazione religioso- politico ed economica dell' umanità, più tosto che come comunione delle diversità, necessita di un collante culturale. Lo studio, la cultura, la musica restano degli ottimi viatici per compiere un ritorno a ritroso alle origini comuni dell' uomo, e quindi bisogna lavorare per un patrimonio e una ricchezza collettiva e identitaria.


[ - Il cantante, vocalist sperimentale e ricercatore Giorgio Pinardi, con il lavoro documentato nei due encomiabili Cd Yggdrasil del 2015, e l'attuale degno successore Mitclan si avvicina  ad un  Recitarcantando  in viaggio dove l' idioma è una forma d' Esperanto globale 2.O, svolto attraverso il linguaggio della "Voce Strumento" che è la chiave di lettura universale, naturale, spirituale e ancestrale che ci ricorda il valore aggiunto del sincretismo etnico culturale, ma vorrei sottolineare che la componente ritmica e danzante non viene meno perché i due lavori di cui oggi vi voglio parlare sono il battito di una dinamo propulsiva in musica, ma sopratutto la testimonianza umana e  culturale di uno studio svolto con una grande volontà di sacrificio e pensiero, umiltà e cuore. - ]

Seguendo il percorso biografico di Pinardi, scopriamo che fin dai sei anni si approccia alla voce con il desiderio di esserne parte preponderante e quindi degno strumento, difatti inizia il background nel modo più consueto ma migliore, nel prestigioso Coro delle Voci Bianche della Scala di Milano, studiando la grande tradizione del canto lirico e partecipando fin da giovanissimo ad opere quali il  Faust ( Piccolo Teatro Studio di Milano) Parsifal  ( Teatro alla Scala).  Lo Step successivo è lo studio della musica attraverso tutte le possibili gamme dello strumento musicale che avviene durante l'adolescenza, da prima con la chitarra, successivamente con il pianoforte, le tastiere e il basso elettrico.
Quasi contemporaneamente avviene il passaggio dal canto lirico a quello moderno che lo porta a studiare e a diplomarsi al NAM di Milano.  Giorgio Pinardi decide di esplorare tutte le possibilità del canto, e lo fa con sacrificio ma sopratutto serietà, scegliendo diversi corsi di formazione e approfondimento  gestiti da prestigiosi insegnanti :  per il canto armonico il maestro Trang Hang Hai, oltre che Roberto Laneri, Anna - Maria Hefele, Sainkho Namtchylak. 
Nel campo del fraseggio e dell'improvvisazione troviamo Bob Stolov, Daniela Panetta, Laura Fedele ( per quel che concerne il Jazz) poi il Beatbox e la Vocal Percussion con Jake Moulton e David Worm e Roxorloops, poi ancora Joey Blake, Luisa Cottifogli, Rhiannon ( Circle Song e Impro Vocal)  le polifonie africane con Anita Daulne delle Zap Mama, le Body Percussion con Javier Rumero Navanjo, Daniel Plentz e Charles Razi. Doveroso da parte mia precisare che l'elenco di queste esperienze è soltanto parziale poiché lo spazio a disposizione non mi consente la completezza, però rende bene l' idea dello studio vocale che c'è dietro ai dischi Yggdrasil  e  Mitclan


L'indagine vocale e musicale svolta da Giorgio Pinardi sintetizza in due prestigiosi dischi licenziati e prodotti dalla label indipendente Alterjinga - Yggdrasil e Mitclan - due facce della stessa medaglia, e sono i suoni di ogni parte del globo che ci raggiungono passando dalle casse di un buon impianto Hi-Fi  con le affascinante reminiscenze di tutte quelle antiche culture che l' Occidente ha da troppo tempo dimenticato. Il cantante milanese riunisce in una telaio sonoro dove improvvisa, costruendo nuove architetture del canto, le più disparate forme tradizionale della vocalità, partendo dalle diplofonie triplofoniche dei  monaci della Mongolia, alle coralità delle polifonie rituali e ancestrali delle tribu africane dei pigmei per giungere al canto berbero " Gnawa ", quindi ad antiche espressioni nordafricane mediterranee di blues desertico, ed arriva anche in Sardegna, dai nostri Tenores.
La struttura di questi album è giocata tutta sul canto ed è sorretta soltanto da alcuni campionamenti improvvisati, un aspetto che avviene sempre in presa diretta, attraverso le infinite possibilità offerte anche dai moderni studi di registrazione, ma vorrei ribadire l' autenticità della proposta perché all' ascolto si comprende benissimo che Giorgio Pinardi si è voluto muovere su delle indicazioni lasciate in eredità sia da Demetrio Stratos che da Bobby McFerrin, tra l' altro sono traiettorie che risultano ancora oggi preziose e indispensabili per affrontare certi " viaggi " verso l' Essenza più vera e pura della musica.

Entrambi gli album hanno la durata media dei 40 minuti e potrebbero interessare anche al fruitore di World Music perché Pinardi sceglie di utilizzare uno sperimentalismo vocale decisamente popolare e inclusivo, dove è la commistione degli stili e dei suoni del mondo a prevalere, di conseguenza la proposta si fa' trasversale, e potrebbe essere interessante per chi ama il Jazz, volendo anche un certo Rock d' Autore non banale e mai scontato ( Mike Patton, Quintorigo) L' Associazione Alterjinga nel promuovere e nel supportare questa musica utilizza il mondo del Web e tutte le nuove piattaforme offerte dalla realtà virtuale, dal social network come passaparola, a Soundcloud e You Tube, dove in maniera più che democratica si possono ascoltare entrambi gli album o visionare dei contenuti di tipo promo - audiovisivi.  Giorgio Pinardi esordisce con il suo primo progetto  musicale di senso compiuto e dalla struttura concettuale tipica dell' album nel 2015 con la produzione di Alterjinga in collaborazione con il Panidea Studios di Alessandria ; Yggdrasil viene licenziato come MeVsMyself, un moniker scelto evidentemente con l' intenzione di raggiungere più mercati possibili, ma sopratutto porsi oltre il limite ( è inutile ricordare il significato di Vs, inteso " Versus ", credo che tutti lo conoscano, almeno in relazione alla Boxe)
Giorgio Pinardi Aka MeVsMyself  ha scelto di dare una continuità al progetto del 2015 cercando di porsi oltre gli steccati e i limiti dell' esordio, considerando che ogni vera opera prima deve essere una porta d' accesso per un viaggio iniziatico del suono, e con il nuovo Mitclan, che sarà oggetto di una mia recensione, avviene il degno passaggio di consegna, frutto  anche di una buona evoluzione interiore e di uno studio che ha portato il cantante verso la strada dei Masterclass e dell' insegnamento e tante altre iniziative interessanti nei festival e nei teatri e negli auditorium.

[- Recensione discografica : MeVsMyself - Mitclan ( Alterjinga 2019) - ]

E' tempo di sviscerare a fondo tutti gli aspetti della ricerca sperimentale di Giorgio Pinardi aka MeVsMyself e La Stanza della Musica lo fa' attraverso il nuovo progetto Mitclan ( Alterjinga 2019) che è l' ideale evoluzione del canto del nostro, già tracciata dall'interessante e avventuroso Yggdrasil. Prima di entrare nel dettaglio dell' opera voglio premettere che non sono di quelli che amano citare Demetrio Stratos e gli Area a tutti i costi e ancor di più catalogare e definire lo stile e l' umore del genere, anche se nel caso di alcune proposte bisogna semplificare per coinvolgere il pubblico neofita e poco avvezzo alla sperimentazione e alla ricerca.

Quello che mi ha colpito di MeVsMyself è in verità la sintesi delle musiche popolari ed etno - folcloriche di provenienza euro - asiatico, asiatico - africana ed esotico occidentale in un buon amalgama di stratificazioni vocali e sonore che mi riportano ad un eventuale idea di musica multiculturale e in questa stessa spinta conservo nella mia memoria molte esperienze analoghe compiute nell' ambito del Jazz vocale, dalla napoletana Maria Pia De Vito di Phoné, in particolar modo Triboh ( in trio con Rita Marcotulli e Arto Tunchboyciyan) alle pugliesi e poco menzionate Faraualla ( la trilogia Faraualla, Sind, Sospiro) ed ovviamente Bobby McFerrin, e volendo anche Mike Patton quando si trova coinvolto nelle estrose rivisitazioni Klezmer e Yddish di John Zorn nella Tzadik Label. Le otto tracce di Mitclan confermano quanto da me scritto perché sono sorrette da un background più che completo ed eterogeneo dove sicuramente ci sono anche i lontani echi del Demetrio Stratos di Cometa Rossa e Metrodora, anche se più che altro sono evidenti i contributi che il cantante degli Area offrì ai progetti etnico progressivi di Mauro Pagani e dei Carnascialia ( una costola del Canzoniere del Lazio) intorno alla fine degli anni settanta.

Per onestà intellettuale io suggerirei di fare una tabula rasa dei nomi e degli stili fin qui citati più che altro come specchietto per le allodole per il neofita e per chi è attualmente a digiuno di novità discografiche, e di conseguenza inquadrare il progetto MeVsMyself come un figlio legittimo del nostro tempo, dove è la voce l' unica musica nuda protagonista come si evince dalle composizioni dell' album.  In questo consapevole viaggio nei suoni del mondo colpiscono certi richiami ancestrali africani di " Mbuki - Mvuki " e la sintesi del sincretismo di un oriente sospeso tra il medioriente berbero e i venti dei canti dei balcani di Tin Hinan, le sperimentazioni delle polifonie più ardite di Sigyzy, il trasognante tracciato della conclusiva Eostre, che si evolve verso trame e reminiscenze psichedeliche. I momenti più immediati di Mitclan sono sicuramente tre : la nenia iniziale che ci invita in maniera sinuosa e indolente all' ascolto " khnum ", la percussiva e ritmica " Gurfa " in pieno stile McFerrin, per concludere voglio mettere in luce l' ideale ponte Africa - Brasile del brano " Orwurm "

Che altro dire ?

Un supporto determinante per la nascita dei progetti di Giorgio Pinardi aka MeVsMyself licenziati da Alterjinga è indubbiamente lo studio di registrazione Panidea di Alessandria, dove si sono create tutte le condizioni ottimali per la realizzazione di Yggdrasil e di Mitclan, e quindi segnalo il lavoro professionale svolto da Paolo Novelli per quel che concerne tutti gli aspetti tecnici legati all' editing, il mixing e il mastering delle opere in questione. Il contributo di Paolo Novelli è stato indubbiamente prezioso anche nella resa dell' arrangiamento e il Panidea Studios si conferma un ottimo posto dove
poter valorizzare la resa e la registrazione di un progetto discografico.

MeVsMyself è un bel progetto MultiKulti che potrebbe essere caro anche a chi frequenta figure come Don Cherry, Colin Walcott e Nana Vasconcelos, quindi la trilogia CoDoNa della E.C.M, poi Joe Zawinul e affini. Un nome che io consiglio vivamente di tenere in considerazione.




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