My Ideal Blog : Globalartisticfusion.blogspot.com di Patrizio De Santis Patrizio De Santis è titol

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Questo blog è nato come se fosse un'isola felice dove sperimentare una scrittura personale e condividere le mie passioni con qualsiasi internauta interessato alla bellezza. La sua dinamo propulsiva è la passione e l'amore per l'Arte. Ho realizzato uno spazio libero e autogestito, impostando tale contenitore come se fosse un potenziale Magazine cartaceo di approfondimenti culturali e artistici. Global Artistic Fusion è una sintesi della mia ricerca popolare e culturale: un mondo che vi offro nel My Ideal Blog 2.0

sabato 29 maggio 2021

ACROBATI LIQUIDI ( LIBRO + 2CD) - Acrobati Liquidi di Giorgio Salomon. Viaggio alla scoperta di musicisti sconosciuti che tra il 70 e l'80 hanno colorato le ali della musica con capolavori straordinari e inclassificabili. Recensione a cura di Patrizio De Santis.



Raramente mi accade di leggere dei saggi musicale e scoprire dei percorsi sonori inesplorati, (oppure semplicemente a me ignoti) per questo oggi voglio pubblicizzare il volume “Acrobati liquidi” di Giorgio "Piperito" Salomon, un libro peculiare e decisamente originale, la cui trattazione è inerente alle musiche cosmiche mondiali, contaminate con tradizioni etnico folcloriche dal fascino esoterico e underground. 

Il collezionista di vinili e nastri - ex DJ e conduttore radiofonico e divulgatore di musiche di confine - realizza una guida cartacea autoprodotta (comprensiva di 1 o 2 cd; a scelta dell'acquirente!)  

Acrobati Liquidi à un diario sentimentale e visionario, a metà strada tra il viaggio cosmico trascendentale e il saggio musicale. Si tratta di un tomo godibilissimo e di facile consultazione inclusivo di racconti alternativi e schede su musicisti e scene  sperimentali:  in gran parte totalmente sconosciuti (il  tutto scritto in un perfetto equilibrio tra giornalismo e passione)  

Non mancano i nomi tutelari e i punti di riferimento dell'underground storico: Terry Riley, Charlemagne Palestine, Klaus Shulze e Aktuala - vissuti in concerto e nelle rassegne di musica sperimentale e di ricerca, oppure grazie alla conduzione di programmi radiofonici nelle prime  radio libere -  ma disseminati più che altro come indizi per meglio orientarsi nel lungo viaggio spazio temporale senza frontiere e confini dell'autore - che utilizza a pretesto la propria collezione di dischi per condurci in empirei e arcadie sonore dal fascino catartico e misterico d'abbacinante bellezza. 

Giorgio Salomon rievoca alcuni luoghi magici nascosti nella memoria per restituirceli come dei regni immaginifici e primordiali, abitati da musicisti completamente sconosciuti, in quanto avulsi e svincolati dall'industria discografica. Il libro è un viaggio di 200 pagine che prende vita negli effervescenti anni settanta attraverso il ricordo dei primi timidi carteggi adolescenziali tra collezionisti di tutto il modo (Giappone, Corea, Ungheria, Francia, Messico, California) fino alle prime trasferte: la Virgin records quando ancora era un semplice negozio di lp con un paio di dischi pubblicati sul proprio marchio, e in secondo luogo ripercorrendo le tracce lasciate dagli "Acrobati liquidi" peregrinando tra Los Angeles, Messico, Perù ecc ecc)

Salomon evita di cristallizzare il suo percorso umano riducendolo ad un culto tardo hippy sulla scia nostalgica degli anni settanta, perché riesce a parlare in maniera entusiasta delle decadi successive - in verità ricche di fermenti creativi  (gli anni ottanta e i primi anni 90) - perciò in Acrobati Liquidi trovate un flusso sonoro cosmico e progressivo che ha generato mille rivoli artistici: del neo minimalismo, all'ambient, passando per la scena industriale, l'electro trance music, il post kraut, e perfino quelle produzioni new age meno scontate e patinate. Ogni corrente è rappresentata da incisioni D-I-Y rarissime, attraversate da umori etnici e folclorici (proprio come se fossero delle spezie esotiche per un nutrimento dell'intelletto). 

In conclusione [...] Questa musica è una pregevole e raffinata colonna sonora di sottofondo per menti accese e cuori pulsanti nell'infinito: K. Leimer, Anna Själv Tredje, Angel Rada, Eblen Macari, Boris Kovac, Daniel Lentz, Iconoclasta, Pauline Anna Strom, Ceramica Ciao, Ariel Kalma , Archimedes Badkar, Jorge Reyes, Cosmic Debris, Laurie Spiegel, Midori Takada, Satoshi Ashikawa, Roberto Laneri e Futuro Antico. Il doppio CD  vi offre la possibilità di sondare gli spazi infiniti di un viaggio elettro-trascendentale - ai più ignoto e inimmaginabile - per  gentile concessione di questi musicisti underground. 

Segnalo che a breve verrà realizzata e distribuita una nuova ristampa del libro, correlata dalle immagini dei dischi - e altri interessanti approfondimenti - più un terzo cd di 80 minuti circa: un definitivo ed esaustivo "viaggio" inclusivo di materiale completamente inedito e registrato in audiocassette - proprio dagli oscuri e sotterranei artisti "acrobati liquidi" - per essere  donate privatamente a Giorgio "Piperito" Salomon. 

Caldamente raccomandato. 

Per acquistare Acrobati Liquidi: https://www.facebook.com/AcrobatiLiquidi 



" La Mente è uno specchio lucente. 

Abbi cura di  pulirlo di continuo. 

Non lasciare che la polvere vi cada sopra." 


SHEN HSIU 



venerdì 30 aprile 2021

Storie di Jazz e dintorni : Massimo Falascone e la ricerca elettroacustica in Italia / TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) + Méliès






BIOGRAFIA 

Massimo Falascone - classe 1956 - è un sassofonista multi strumentista dedito al trattamento elettronico dello strumento, grazie all'utilizzo del pc (nelle sue mani una fonte inesauribile di suoni). Il maestro è un esponente dell'avanguardia italiana e della musica di ricerca europea. Nasce artisticamente nella Milano del riflusso ideologico - confluendo nelle diversificate situazioni culturali e politiche figlie di quel particolare humus temporale.  
Nel corso dei decenni si è distinto come compositore e strumentista nell'area del post free e nella scena impro europea,  maturando le esperienze necessarie per realizzare un proprio percorso creativo multidisciplinare. Senza sacrificare la tradizione, riesce a coltivare una personale idea di gusto popolare nella musica d'avanguardia. 
Ha condiviso progetti e studi, collaborazioni e workshop con Giancarlo Schiaffini e Andrea Centazzo. Ha lavorato con i musicisti più prestigiosi della scuola europea e americana: Barre Phillips, Martin Mayes, Bob Marsh, Elliott Sharp, Evan Parker, Keith and Julie Tippetts. Falascone collabora stabilmente con Walter Prati, Roberto Del Piano, Silvia Bolognesi, Alessandra Novaga, Mario Arcari, Cristiano Calcagnile, Filippo Monico, Paolo Botti. Si muove da diverso tempo nell'affascinante universo della musica elettroacustica - con una propensione multidisciplinare per l'arte: la danza, il teatro, il cinema, le installazioni, le video - performance, i documentari e le mostre. Ha collaborato stabilmente con il fotografo Roberto Masotti: una figura storica e di grande prestigio nel settore della fotografia creativa e della videoarte internazionale (noto per il lavoro  svolto insieme alla moglie fotografa Silvia Lelli - fin da giovanissimo per la rivista Gong, la label E.C.M ecc ecc : http://lelliemasotti.com/roberto-masotti/)

Tra le prime esperienze professionali  segnalo i Quatermass - un collettivo  Jazz rock contaminato di prog fusion e free funk. Di questo periodo esiste una pubblicazione postuma rigorosamente live caratterizzata da materiale demo e in concerto. Il doppio cd Quatermass 1984/1986  è un bootleg ufficiale venuto alla luce grazie all'interesse di Stefano Giust che l'ha pubblicato nella propria  label indipendente Setola di Maiale : https://www.setoladimaiale.net/catalogue/view/SM2280-2290 

Massimo Falascone ha alle spalle una fitta rete di collaborazioni e incisioni discografiche di tutto rispetto - al fianco di musicisti e collettivi  importanti: tra cui il Gruppo Contemporaneo di Guido Mazzon (tromba e flicorno) fautore fin dalla sua fondazione - avvenuta negli anni settanta - d'un free jazz proteso a inglobare tutte le forme evolute dell'improvvisazione e della musica militante sociale (vedere il recupero di alcune suggestioni etno-folcloriche della cultura popolare tradizionale italiana). Il primo album  storico con la partecipazione di Falascone Aspettando i Dinosauri è datato 1985 (pubblicato dalla Bull Records) 
Mazzon ricostituisce il Gruppo Contemporaneo, insieme a Daniele Cavallanti - sassofoni e flauto - e incide Our Prayer nel 2005 per la Splasc(h)  records: - un meraviglioso tributo alla grande storia della New Thing - dove lo spirito guida di Albert Ayler aleggia sia nei brani originali, che nelle riproposizioni dei classici (tra cui un tema di Roscoe Mitchell "Reese"). 

Andando a ritroso segnalo un'opera molto prestigiosa: La Nascita della Tragedia del pianista Gaetano Liguori (Falascone è parte del Music Theatre Ensemble) Il lavoro è uscito nel 1994 per la M.A.P ed è attualmente fuori produzione.  Nel 2015 entra a far parte del collettivo fondato dal sassofonista Daniele Cavallanti The Milano Contemporary Art Ensemble, titolari del  bellissimo il cd Sounds of Hope:https://www.allaboutjazz.com/sounds-of-hope-daniele-cavallanti-rudi-records-review-by-neri-pollastri.php   

Progetti come TAI NO - Orchestra, Milano Music Collective, Pi5, Trio re:start,  CrowdofOne - con Steve Piccolo e Gak Sato - Ancient to the Future Sextet (un ensemble specializzato  nelle musiche dell'Art Ensemble of Chicago) sono soltanto una piccola parte delle tante attività musicali che lo vedono impegnato.  Le incisioni private d'archivio - risalenti agli anni 90 - sono fondamentali e le troviamo documentate nella serie I suoni della Teca, distribuita dalla Musicando. Recuperando il catalogo è possibile ascoltare la musica che si è generata all'interno del collettivo Takla Improvvising Group: Takla Jazz Quartet - Art 68,  Takla Makan,  Massimo Falascone - Bordogna 15 ( quasi) solo Improvisations.
 
Un altro progetto satellite fondamentale è stato il trasgressivo esperimento milanese Musimprop che nei primi anni 90 pagava tributo al dadaismo e al collage musicale, in un momento dove queste pratiche artistiche erano finite ai margini. Si tratta di un ensemble variabile: il fratello Paolo al contrabbasso e alla parte elettronica, Filippo Monico alla batteria, un inaspettato Roberto Del Piano - impegnato alla chitarra elettrica e al delay - ;  in minor frequenza e assiduità: Edoardo Ricci, Stefano Bartolini, Giancarlo Locatelli e Angelo Contini. (Paolo Falascone è titolare dello Studio Sala di Registrazione di Milano e si è consolidato come uno dei migliori professionisti di sala del settore: http://www.paolofalascone.it/ ) 

Per la prestigiosa casa Die Schachtel Zeit realizza un cd in trio tra i più innovativi ed essenziali della sua corposa discografia: Wintermute (2019) con Cristiano Calcagnile alla batteria e Xabier Iriondo (quest'ultimo utilizza un campionario di oggetti e strumenti più tosto insoliti - tra cui il  Muhai Metatak -  i pedali e loop per sperimentazioni noise)
Il duo Falamar con Bob Marsh è stato documentato nel cd Non Troppo Lontano: si tratta di una registrazione avvenuta in uno studio privato che porta il nome di Mumacs (home) studio, situato a  Milano. Le session risalgono al 2008, ma vengono pubblicate soltanto nel 2010. L'interconnessione tra i due strumentisti produce un dialogo tra il sassofono e il violino con spazi di calda e avvolgente improvvisazione, all'interno di un'arcadia di suoni elettronici (possiamo definirlo uno sperimentalismo elettroacustico attraversato anche da mirati interventi vocali) 

Con Roberto Del Piano - storico bassista del Gaetano Liguori Idea Trio - suona stabilmente e non è casuale la partecipazione al doppio cd Le main que cherche la Lumiere: un concept uscito nel 2016 per la label indipendente Improving Beings. Insieme a Del Piano e Massimo Falascone troviamo gli amici collaboratori di sempre: Paolo Falascone, Roberto Masotti, Silvia Bolognesi (e altri musicisti coinvolti nel medesimo circuito alternativo)

Un'altra situazione interessante è l'ensemble Multkulti Cherry on - costituitosi per volontà del batterista Cristiano Calcagnile -  di cui è  leader e maestro concertatore: si tratta di un nucleo di improvvisatori che tributano l'eredità  spirituale del grande Don Cherry. La formazione ha all'attivo due cd live pubblicati dalla Caligola: - Multkulti Cherry on, del 2016, e The Gift of Togheterness, del 2019. Massimo Falascone suona il sax alto e il baritono - alternandosi con il cracklebox (un set di oggetti in legno e in metallo) Per approfondimenti:http://www.cristianocalcagnile.eu/multikulti-2/ + http://www.cristianocalcagnile.eu/multikulti/ )

Il maestro ha collaborato con l'Artchipel Orchestra di Fernando Faraò - nota per i tanti omaggi al Canterbury Sound e ai grandi esponenti del Jazz britannico e del R.I.O: Soft Machine, Lindsay Cooper, Henry Cow, Keith and Julie Tippetts. Segnalo due incisioni con la partecipazione di Massimo Falascone: Fernando Faraò & Artchipel Orchestra  plays Soft Machine - allegato al Musica Jazz nel 2014 - e Fernando Faraò & Artchipel Orchestra featuring Chris Cutler To Lindsay: Omaggio a  Lindsay Cooper del 2017, uscito per la Music Center.  

Grazie alla costituzione del trio Unfold condivide molte serate con la contrabbassista Silvia Bolognesi e il pianista Alberto Braida. Il sodalizio con la Bolognesi frutta  la costituzione del M.F. Seven e la realizzazione di  Méliès; un lavoro ispirato alla visione artistica di Georges Méliès. L'album viene pubblicato dalla piccola casa di produzione fondata dalla bassista Fonterossa ( https://fonterossa.bandcamp.com/ +   https://www.silviabolognesimusic.com/ )

Massimo Falascone è un docente molto preparato e competente, da tempo impegnato in workshop e seminari di musica jazz e improvvisazioni elettroacustica pratico-teorica. Oltre ad aver suonato in molti festival Impro Jazz si è prodigato nel settore delle performance estemporanee: seguendo un percorso creativo molto professionale e rigoroso, con tematiche concettuali colte e originali. Gli ambiti prediletti sono le installazioni e le video performance. Nei suoi progetti ha cercato di sfruttare al meglio le infinite possibilità acustiche e performative delle strade e delle piazze, trasformando gli stessi ambienti pubblici in estensioni artistiche. 

E' stato direttore artistico di eventi, mostre, associazioni culturali, favorendo costanti connessioni multidisciplinari con il teatro e la danza contemporanea. Con la TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) ha realizzato una serie di festival denominati TAI FEST. E' tra i fondatori del Takla Improvvising Group: collettivo e associazione artistica, impegnato nella pratica e nella diffusione della musica improvvisata. Ha curato per alcuni anni la regia del suono e della composizione delle musiche per l'Appi (Associazione Piccoli Palcoscenici Italiani) e ha curato un interessante workshop: Il Segno del Suono per il Teatro Arsenale di Milano 




                        
                           TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) : [Vol. 1] e [Vol. 2] - Setola di Maiale (C) + (P) 2016 


"TAI non è propriamente un collettivo né come si annuncia già spavaldamente nel titolo un’orchestra: Allora che cos’è? È un censimento, ovvero un appello, un deposito, un’armeria, il capanno degli attrezzi in giardino, la dispensa, una waiting-list, menù o lista di ingredienti, sommario di autori, di credits, di ringraziamenti, lista, lista, lista…
Aderenti, è una lista di aderenti che dà adesione ed è disponibile a una chiamata, a un progetto. Ora di progetti è pieno il mondo ed è giusto così, ma è difficile realizzarli, dato il momento. Allora TAI è velleitaria? No, ci prova a smarcarsi dalle difficoltà proponendosi in vari modi, anche paradossali per una orchestra. Diciamo pure a questo punto una NO-ORCHESTRA, una provocazione, un divertissement. Quelli che ci attendono sono concerti, eventi, rassegne all’insegna della varietà sonora e visuale, caratteristica quest’ultima peculiare del progetto TAI, dedicate a un pubblico curioso e raffinato, estimatore di pratiche improvvisatorie più o meno estreme.
Quell’organico orchestrale pieno, di 25-30 musicisti che avevano con tanto entusiasmo aderito al primo appello, è sempre li a disposizione, ma è in via di trasformazione ed è destinato a mutare concezione, a resettarsi e, arricchendosi di un principio di alternanza, a proporre gesti e azioni, più o meno provocatorie, di volta in volta, a seconda dei luoghi e delle circostanze. Passo dopo passo, ma con determinazione.
Adesso è TAI No-Orchestra. Se Cage ha utilizzato un atlante delle stelle per comporre il suo Atlas Elipticalis, noi ci accontenteremo di far galleggiare su immaginarie mappe musicali i nostri oggetti, strumenti dai suoni acustici ed elettronici, le nostre visioni, i colori, dispositivi sonori e visivi di varia natura. Raccogliendo, accostando, incollando, sovrapponendo tutti quei frammenti che compongono e disegnano il nostro Atlante sonoro e lo rinnovano di continuo. Sempre esplorando lungo un viaggio eterno e perennemente curioso." / estratto copia e incolla + video dal canale YouTube della TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita)


 


La TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) è un progetto peculiare e coraggioso: si tratta di un collettivo orchestrale di musicisti e videomakers di ricerca, operativi in svariati settori del mondo dell'arte contemporanea e della musica di avanguardia. La loro dimensione è rigorosamente live e si sviluppa in forma estemporanea, anche grazie all'interazione del pubblico.   La musica della TAI NO è caratterizzata da un flusso sonoro elettroacustico, ben amalgamato grazie all'utilizzo creativo e performativo dei laptop pc e dell'elettronica. In questo processo sono indispensabili i contributi dei tecnici: funzionali alle istallazioni e agli ambienti acustici dove si  svolgono le video performance. Il lavoro finale diventa  la cornice per un'esperienza multimediale che ingloba la danza, il teatro - la parola come espressione fonetica  e concettuale del suono - il video e la fotografia. 

La TAI NO-Orchestra si costituisce nel 2013, intorno a un nucleo base di due musicisti e un fotografo, grafico e video performer: Roberto Del Piano al basso elettrico, Massimo Falascone - sax alto, baritono, sopranino, strumenti giocattolo e elettronica -  il fotografo e artista  concettuale Roberto Masotti. Essendo un laboratorio di idee per piccola orchestra il nucleo è aperto ad altri musicisti: Alessandra Novaga alla chitarra, Paolo Botti alla viola, Mario Arcari, oboe, Giancarlo Locatelli, al clarinetto basso, Angelo Contini al trombone, Edoardo Ricci all'alto sax, Silvia Bolognesi al violoncello, Pat Moonchy, voce e elettronica.  Nella TAI NO - orchestra interagiscono anche due entità diverse - funzionali sia per la costruzione del telaio orchestrale, che per l'inclusione di ulteriori moduli sonori e visuali - la Crackle Legacy e l'improWYSIWYG. 

L'esperienza sonora della TAI NO - Orchestra è stata documentata in due cd eponimi incisi per label Setola di Maiale - registrati rigorosamente dal vivo - e ci restituiscono soltanto un'idea parziale del lavoro. Il collettivo nasce con dei presupposti diversi  - lontano dall'ordinaria e comune fruizione musicale - di conseguenza questa musica affascina, ma va approcciata come se fosse un documento storico. La pubblicazione è ovviamente in tiratura limitata (acquistabile nello store del sito della label) 

[ - TAI NO - Orchestra (Terra Australis Incognita) - [Vol. 1] e [Vol. 2] - Setola di Maiale (C) + (P) 2016 / Executive production by Stefano Giust - ]

[Vol. 1]

01_02 Monico/Falascone/Tacchini 13.07
02_06 Prati/Arcari 15.24
03_09 Monico/Lugo/Del Piano 11.09
04_13 Arcari/Moonchy/Del Piano/Bartolini 14.07
05_20 Luppi/Sanna 7.57
06_16 Bolognesi/Botti/Locatelli/Falascone 14.38

tot. time 76.22

12/05/2014 >> Filippo Monico (drums) - Alberto Tacchini (keyboards) - Massimo Falascone (alto sax)
13/05/2014 >> Walter Prati (cello) - Mario Arcari (clarinet/harp/ocarina)
13/05/2014 >> Filippo Monico (drums) - Claudio Lugo (curved soprano sax) - Roberto Del Piano (el. bass)
14/05/2014 >> Mario Arcari (oboe) - Pat Moonchy (vocals/electronic devices) - Roberto Del Piano (el. bass) - Stefano Bartolini (tenor sax)
15/05/2014 >> Riccardo Luppi (tenor sax) - Eugenio Sanna (guitar)
15/05/2014 >> Silvia Bolognesi (double bass) - Paolo Botti (banjo)- Giancarlo Locatelli (bass clarinet) - Massimo Falascone (baritone sax)

(C) + (P) 2016

[Vol. 2]

01_03 Novaga/Falascone 17.55
02_11 Botti/Arcari/Locatelli/Bolognesi 14.41
03_12 Contini/Moonchy/Ricci 16.17
04_21 The CrackleLegacy 13.51
05_24 improWYSIWYG/Falascone/Del Piano/Moonchy/Neko 16.52

tot.time 79.36

12/05/2014 >> Alessandra Novaga (guitar) - Massimo Falascone (sopranino & alto saxes)
14/05/2014 >> Paolo Botti (viola) - Mario Arcari (oboe) - Giancarlo Locatelli (bass clarinet) - Silvia Bolognesi (double bass)
14/05/2014 >> Angelo Contini (trombone) - Pat Moonchy (vocals/electronic devices)- Edoardo Ricci (alto sax)
16/05/2014 >> Crackle Legacy: Roberto Masotti (crackle box) - Massimo Falascone (crackle box) - Robin Neko (crackle synth)
16/05/2014>> improWYSIWYG: Roberto Masotti/Gianluca Lo Presti (sounding visual) - Massimo Falascone (sopranino & alto saxes) - Roberto Del Piano (el. bass) - Pat Moonchy (vocals/electronic devices) - Robin Neko (acting)
(C) + (P) 2016

Editing and mastering by Massimo Falascone
Photography by Roberto Masotti
Graphic design by Giustappunto

Executive production by Stefano Giust  https://www.setoladimaiale.net/manifesto


+ PLUS Video YouTube : TAI NO - Orchestra ( Terra Australis Incognita) EXP(L)Oring No. 1 specificIMPRO (teaser) percorso sonoro performativo di Massimo Falascone e Roberto Masotti.




[ - Vi allego un link audiovisivo EXTRA della Crackle Legacy per la performance Tartina Sandwich: interessante per comprendere il mondo che ruota intorno allo scenario artistico e musicale di Massimo Falascone e TAI NO - Orchestra - ]

" Per Tartina Sandwich sono al lavoro, oltre al ventilatore e all'ottimo tecnico Paolo Falascone Guido Mazzon, Roberto Masotti, Roberto Del Piano, Massimo Falascone, Gianluca Lo Presti, Alessandro Bosetti. Il video è di Carlo Prevosti. 
È assente in quel momento Robin Neko, membro fondamentale e co-fondatore di Crackle Legacy. Masotti ne "usurpa" il ruolo al Crackle Synth. Un'altra emanazione di TAI No-Orchestra! "









                + PLUS La genesi e la recensione di Massimo Falascone Seven - Méliès (Fonterossa records - Auditorium 2019


[ Méliès è passato alla storia come un eccellente artista, poeta e sperimentatore visionario: l'industria cinematografica contemporanea gli attribuisce il merito di aver gettato le fondamenta del cinema moderno. E' ricordato per aver portato la Settima Arte in territori vergini e sconosciuti. Nelle sue mani ogni mezzo creativo è stato sfruttato al massimo del potenziale e reso innovativo. Precursore nella tecnica del montaggio, viene spesso rievocato come un pioniere degli effetti speciali; creatore di stupefacenti fantasie. Vale la pena citare le due opere  più rappresentative: Le Vojage dans la Lune ( 1902)  e Le Manor du Diable (1896) dove si possono rintracciare addirittura le origini del genere Horror. E' bene ricordare al neofita che il celebre "Viaggio sulla Luna" è ispirato in parte ai romanzi di Julius Verne, e si tratta di un "muto" che ufficializza la nascita del cinema di fantascienza.]


Massimo Falascone ha fondato il Seven con l'obbiettivo di tradurre in musica l'estetica del grande cineasta Georges Méliès: Massimo Falascone - saxophones, crackle box, objects, electronics - Giancarlo Nino Locatelli - clarinets, objects - Alessandra Novaga - guitar - Alberto Tacchini - piano, synthesizer, electronics - Silvia Bolognesi - double bass - Cristiano Calcagnile - drums, percussion, glockenspiel - Filippo Monico - percussion, strange objects, soap bubbles
 
Méliès è un progetto musicale di grande interesse: - strutturato come un concept album  sperimentale di otto composizioni/ improvvisazioni, i cui titoli rimandano ai corti dell'artista. Si tratta di una incisione fantasiosa e genuinamente lunatica. L'album è un vero caleidoscopio musicale visionario di forme, colori e suoni, ispirato anche alle avanguardie musicali del novecento. L'aspetto ludico - riconducibile all'illusionismo e al cinema - non viene mai meno e l'ascolto del disco è molto godibile  L'incisione sembra godere di una vigorosa e vivace resa live in studio: suona calda e avvolgente, a tratti onirica (proprio come se l'ascoltatore stesse attraversando le trame trasognanti di un viaggio lunare).

I brani ruotano intorno alla personalità eclettica ed estrosa di Georges Méliès, prendendo spunto dalla sua produzione cinematografica. Il tracciato concettuale dell'opera ne assorbe la poetica visionaria per restituirci delle "immagini sonore" che rimandano a Sun Ra,  Bruno Maderna e alla Nuova Consonanza di Franco Evangelisti e Ennio Morricone - con reminiscenze di George Russell e Robert Wyatt (Moon in June, The End of the Era e Matching Mole) e i Gong. Massimo Falascone - grazie all'apporto di un ensemble aperto verso le forme creative più eterogenee e trasversali della musica moderna - riesce a sintetizzare diversi stili musicali popolari jazz e rock; senza mai abbandonare la ricerca  elettroacustica ed elettronica sperimentale degli anni settanta e ottanta (debitrice ad  Alvin Curran e Richard Teitelbaum). 

In Parafaragamus (l'introduzione) e Non Impossible  (traccia conclusiva del cd)  l'organico strumentale si muove saldamente nei territori del post free e del Jazz europeo d'avanguardia. Entrambe le composizioni rievocano la migliore Art Ensemble of Chicago - ma con gli echi della Musica Totale di Giorgio Gaslini e del Gruppo Contemporaneo di Guido Mazzon. Falascone ha maturato con il tempo una sua personale scuola - nonché identità creativa  - vedere i tanti esperimenti legati alla performance multimediale e alle arti visuali post moderne - perciò tutto viene ridefinito e ripensato in relazione al genio di Georges Méliès.  

In tutte le tracce del cd  vi è una grande enfasi nei fiati del leader e di Giancarlo Nino Locatelli - spesso intervallati da momenti evocativi di pregnante lirismo - dove il pianista Alberto Tacchini offre il meglio di se. Lo stesso discorso vale per tutta la sezione ritmica: la Bolognesi - al contrabbasso   -  con Filippo Monico e Cristiano Calcagnile - rispettivamente percussioni e batteria. La chitarrista Alessandra Novaga è un elemento interessante: dopo gli studi classici presso la Musikhochschule di Basilea ha lavorato negli ambiti delle ricerca sperimentale - sfruttando al massimo tutte le possibilità timbriche e sonore della chitarra - grazie all'utilizzo dei loops e dell'elettronica

I brani più elaborati li troviamo in successione, posti nel cuore pulsante del cd: Rubber Head, Homorchestra e  Luna Trip sono una vera Odissea nell'immaginifico universo di Méliès - grazie alle originali "coloriture" psichedeliche e elettroniche - inframezzati dai segmenti di ascendenza free (poi espansi in improvvisazioni collettive e solistiche). 
La gradevole giocondità di Maquillage - con il finale di gong di Calcagnile - ci introduce al Deep Jazz di Left Alone (un tema di Mal Waldron)/Sirene. In questo brano/medley il contrabbasso della Bolognesi si fa descrittivo (un collante decisivo per l'ensemble - impegnato in uno dei migliori segmenti  dell'album).  Menzione a parte per Moving Train (in verità la seconda traccia del disco) il cui andamento forsennato ricorda l'ultimo mefistofelico Tom Waits.  Nel complesso questa incisione discografica è particolarmente emozionante e supera la prova dell'eccellenza. 


+ Link You Tube 

Massimo Falascone Seven - Méliès: Left Alone/Sirene live at Fonterossa Day Day #4 - Pisa Jazz Sant'Andrea Forisportam,15 Aprile 2018 (Audio: Griffin Rodriguez/ Video: Fausto Pizzocchero)





Per ascoltare e acquistare il cd Massimo Falascone Seven - Méliès: https://massimofalascone.bandcamp.com/album/m-li-s 

Nel sito ufficiale http://www.massimofalascone.com/   trovate tutto quello che per ragioni di spazio e tempo non mi è stato umanamente possibile approfondire. 

Le foto in bianco e nero di Massimo Falascone e quella a colori del M.F. Seven sono di proprietà del fotografo, collega e amico Roberto Masotti ( di cui ho parlato nel servizio!)

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento segnalo una novità in lavorazione: Le Vojage dans La Lune - anno 1992 Il primo storico e immaginifico viaggio sulla luna di Georges Méliès. Di prossima pubblicazione nel mio blog https://globalartisticfusion.blogspot.com/2021/09/le-vojage-dans-la-lune-anno-1902-il.html Vi aspetto!






sabato 27 marzo 2021

Il Disco è Cultura - rubrica musicale: Heureux Comme Avec Une Femme - un'opera di Jazz atipico e raffinato da riscoprire e amare nell'attualità del nostro presente.


Il Disco è Cultura -  Heureux Comme Avec Une Femme -  un'opera di Jazz atipico e raffinato da riscoprire e amare nell'attualità del nostro presente. Label ParmaFrontiere, anno 2013

 



La vera musica è una legge morale che dà un'anima all'universo, le ali al pensiero, uno slancio all'immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita  e a tutte le cose, essa è l'essenza dell'ordine, ed eleva ciò che è buono, giusto è bello, di cui essa è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna. (" Dialoghi " 400 A.C.) 

Il Disco è Cultura!

Il Disco è Cultura è una rubrica musicale atipica: non nasce per recensire i supporti fonografici del mercato discografico contemporaneo, ma al contrario; racconta - attraverso le mie impressioni e suggestioni di ascoltatore - gli aspetti della musica più vicini alla cultura e all'universalità delle discipline umanistiche. Gli album che prenderò in esame possono essere molto datati, oppure nuovi, di qualsiasi genere musicale, luogo geografico e epoca storica. Ho preso a pretesto un passo dai Dialoghi di Platone, perché - a mio modesto parere - la sua idea morale della musica andrebbe riscoperta e messa in pratica nel terzo millennio. 


" Per le sere blu d'estate, andrò per sentieri,
punto dalle pannocchie, calpestando la dolce erba,
sognatore ne sentirò la frescura ai piedi,
lascerò il vento bagnarmi la testa nuda.

Non parlerò, né penserò a nulla:
ma l'amore infinito mi monterà sull'anima,
e andrò lontano, assai lontano, come un bohemien
con la Natura, - felice come insieme a una donna."

Sensation, Arthur Rimbaud


Nel caso di questa meravigliosa produzione discografica indipendente - Heureux Comme Avec une Femme - un'opera del  maestro Roberto Bonati e della  bravissima cantante abruzzese Diana Torto - il disco è cultura. Si parte innanzi tutto dalla poetica letteraria di un autore esistenziale del decadentismo francese, poiché gli ultimi versi di Sensation - componimento giovanile appartenuto ad un Arthur Rimbaud sedicenne - danno il titolo all'album. 
Vi invito ad ascoltare con particolare attenzione le iniziali Ark e Girotondo, dove l'improvvisazione tipica del Jazz incontra la musica da camera e la tradizione folclorica popolare del mondo - per poi soffermarvi nelle composizioni Rouge e Malvarosa; - che si offrono passionali alla malia di una seducente narrazione femminile. 
Heureux Comme Avec une Femme è dunque un lavoro ricco di suggestioni che sublimano l'essenza armoniosa e spirituale della femminilità, e tale stato di grazia trascende nella poesia e nella musica: come se la danzatrice nuda  ritratta nello scatto in bianco e nero della copertina dell'intrigante artwork prendesse vita nei suoni contenute nel cd

La ricerca per contrabbasso e voce - più diversi strumenti a percussione suonati dal duo - è essenziale come lo è ogni linguaggio creativo ed emotivo che si propaga e si esalta nel silenzio senza mai perdere l'equilibrio, anche dove fanno capolino la sperimentazioni più ardite.  Nel sito di Roberto Bonati la label ParmaFrontiere presenta il progetto come un incontro fra due corde vibranti che producono suoni lievi e profondi in un magico rituale - primitivo, selvaggio e incantato - di musica notturna: http://parmafrontiere.it/etichetta/heureux-comme-avec-une-femme

La direzione musicale spetta a Roberto Bonati - che si prodiga con il basso pizzicato e l'archetto. Ogni tema si evolve magistralmente in un crescendo descrittivo e seducente, sorretto da un legato musicale spaziale e progressivo - a tratti avviluppato in un silenzio di note metafisiche - dove Diana Torto si muove liberamente - grazie al dono di una vocalità misteriosa; decisamente originale e peculiare.  La Torto esplora la voce in ogni frangente stilistico e espressivo: - contemporanea, classica, antica, folclorico - popolare e   jazz.

L'incontro tra le magie e gli incantesimi vocali di Diana Torto - frutto di una grande capacità tecnica maturata  grazie ad un certosino e appassionato studio del canto - e il virtuosismo di Roberto Bonati genera un'intensa polifonia fra i due musicisti. Tale ricerca polifonico - strumentale sembra originarsi da un'interconnessione sacra degna di convivere con la citazione espunta da "I Dialoghi" di Platone. La musica contenuta in questo cd attualizza e rinvigorisce le leggi morali di cui vi ho accennato: dare anima all'universo, ali al pensiero, fascino alla tristezza,  impulso alla gaiezza e la vita, a tutte le cose.

La Torto è emersa nei progetti di un altro contrabbassista - compositore e direttore d'orchestra, Paolo Damiani, ma la troviamo addirittura in alcuni album orchestrali del compianto flicornista canadese Kenny Wheeler. Il maestro Roberto Bonati si è fatto un solido background con l'immenso Giorgio Gaslini (Globo Quartet, Proxima Centauri Orchestra, Chamber Trio) nelle formazioni cameristiche di Gianluigi Trovesi (Ensemble Garbarino e Quartettone) e nelle Orchestre Sinfoniche della Rai di Milano e Torino. Nel corso del tempo ha integrato la cantante nei suoi ensemble e nella Parma Jazz Orchestra. 

Roberto Bonati è un grande compositore di musica libera e creativa, e in questo stupendo lavoro la tradizione della musica occidentale si incontra con la tradizione del continente madre: l'Africa. La musica Jazz e quella popolare convivono in armonia. Ogni composizione è pervasa dalla spiritualità: in particolar maniera segnalo i brani Can vei la lauzeta - The Song e African Lauzeta -  i cui testi sono appartenuti al trovatore trecentesco Bernart de Vendadorn - e le notturne ed evocative trascendenze di Incanto e Misteri. Il testo di Woman of the Woodlands è scritto dal contrabbassista. Degne di menzione sono Cinque Petali di Primavera e Malvarosa, inni alla natura e alla femminilità che si lasciano ascoltare fino all'ultima nota.


+ Link YouTube Roberto Bonati e Diana Torto - Le esecuzioni dei brani Malvarosa e Girotondo dal concerto al ParmaJazz Frontiere del 2010

  





[ - Heureux Comme Avec une Femme è un album da possedere e amare. Si presenta in una pregevole ed elegante confezione cartonata, meritevole da sola delle nostre attenzioni. Il contenuto del cd è un trionfo d'abbacinante bellezza: il disco è cultura! - ]


+ Plus link YouTube Video
promo di 
Heureux Comme Avec une Femme
+ Il link per acquistare il supporto fonografico nel formato CD







venerdì 4 settembre 2020

TRIBÆ - The cascade ( Il nuovo simulacro è già una mutazione. I nuovi simulacri sono già una nuova specie.)


”TRIBÆ - The cascade” LO SCRIPT «Il nuovo simulacro è già una mutazione. I nuovi simulacri sono già una nuova specie.» 

«TRIBÆ è il nome di un universo che si articola secondo scarti spazio-temporali, a partire da un limbo suggestivo, una zona periferica fatta di atomi cubici in caduta libera che evoca l’alba delle filosofie materialistiche. La collisione casuale sulla scacchiera delle infinite possibilità diviene incontro, unione e genesi di una pulsazione primordiale che riempie lo spazio siderale del suo vagito, accolta e protetta da una mano tentacolare, complice del nuovo essere.» 



LUCA BRANDI

Fumettista, illustratore e ritrattista; ha all’attivo esposizioni personali e collaborazioni con vari studi creativi come autore e storyboarder.  Con il laboratorio creativo “Persuna” ha pubblicato le graphic novel “THOMAS” (2011) FreeBooks, “UVIKL” (2013) Grifo Edizioni e “HOPSCOTCH–Dalla terra al cielo” volumi 1 e 2 (2016/2017) Settore 8 Editoria. “TRIBÆ” segna l’esordio di Luca Brandi come autore e l’inizio della collaborazione con Hollow Press.  Luca Brandi si è diplomato presso l’Istituto d’Arte di Porta Romana di Firenze e Accademia di Belle Arti di Firenze, è attualmente docente di ruolo presso il Liceo Artistico “Benedetto Varchi” di Montevarchi (AR) per la sezione di Grafica Pubblicitaria e Audiovisivo/Multimediale 



”TRIBÆ - The cascade” IL PROGETTO 

« TRIBÆ-The Cascade” è il titolo di una wordless novel edita nell’anno corrente (ottobre 2018) dalla Hollow Press, una casa editrice indipendente che si sta affermando come una tra le più interessanti etichette editoriali dedicate al fumetto alternativo nel panorama italiano ed estero. “TRIBÆ” come opera fumettistica, nasce da un’idea di Luca Brandi ed è parte di un progetto che, attraverso più linguaggi, quello visivo, musicale e teatrale, intende promuovere l’opera stessa in contesti diversi oltre a quelli tipici come le fumetterie e librerie.  Le tavole originali di “TRIBÆ”, date le grandi dimensioni (70 x 100 cm), ben si prestano per esposizioni in gallerie e musei, e i trailer animati che hanno accompagnato la stessa wordless novel nella sua uscita e promozione sono parte di un progetto più esteso che prevede anche la realizzazione di un corto animato. Con l’uscita in parallelo a quella del fumetto di un cd musicale, composto dal musicista Arlo Bigazzi per l’etichetta musicale Materiali Sonori, il progetto ha acquisito da subito una valenza multimediale.  La Soundtrack del cd apre e accompagna alla lettura per immagini la storia, diventando, in primis, la colonna sonora della versione statica dell’opera stessa, nonché di quella animata che, come già accennato, è fase di lavorazione.  “TRIBÆ-The Cascade” è il primo volume di una trilogia; nasce da una rilettura estetica da parte dell’autore delle statuette preistoriche del Paleolitico, le quali, all’interno di un luogo fantastico/metafisico, assumo il ruolo di esseri mutaformi propiziatori di una nuova specie; la storia in parte autoconclusiva, e al contempo aperta, apre comunque ai capitoli successivi del racconto, che al momento sono anch’essi in fase di realizzazione. »   

+ LINK / PROMO VIDEO TRIBÆ - Luca Brandi Hollow Press  https://hollow-press.net/collections/luca-brandi

Tribae - The Cascade

published by Hollow Press -October 2018- first printing
limited edition of 1000 copies
offset printing
printed in large format 24x34cm on 170g paper
48 pages +

black & white
full-color cover + strips
stitched binding

Artwork: Luca Brandi
Editor: Michele Nitri

Graphic design: Marco "Keno" del Negro

OTHER LINKS 

https://materiali-sonori.myshopify.com/products/arlo-bigazzi-feat-blaine-l-reininger-pier-luigi-andreoni-mirio-cosottini-tribae-soundtrack-cd

https://www.lanuovacarne.it/tribae-the-cascade-luca-brandi-graphic-novel-recensione/fumetti/stefano-spataro/





TRIBÆ - The cascade - Luca Brandi: introduzione al servizio e  recensione della ost di Arlo Bigazzi /  di Patrizio De Santis per My Ideal Blog : global artistic fusion 2.0


Oggi vi parlo di un progetto straordinario: ”TRIBÆ - The cascade”. Per introdurvi al tema ho estrapolato alcuni "stralci" presi da un podcast pervenutomi via email - da parte del musicista e produttore Arlo Bigazzi - con allegato il file audio della sonorizzazione, composta per questo spiazzante lavoro concettuale di Luca Brandi. Una proposta inaspettata e lusinghiera per il sottoscritto.
Bigazzi mi ha cortesemente invitato a scrivere una recensione. La gestazione del mio lavoro però si è protratta per più di un anno. Ho riscontrato una seria difficoltà nell'elaborare delle idee valide e convincenti.  Questo articolo è un test. Scriverlo è stato come preparare una prova di esame. Mi sono trovato difronte ad un'esperienza completamente nuova e ho dovuto studiare delle "soluzioni" per compensare le mie carenze. Limitarmi alla recensione della Soundtrack - lasciando fuori le immagini - non fa' parte del mio modo di lavorare. Ho preferito sovrapporre io stesso i suoni  alle immagini - ascoltando il file, mentre sfogliavo le tavole di un giovane talento - mio coetaneo - di cui ho ammirato fin da subito le idee, la progettualità, e la mano sicura e incisiva.
Mi sono procurato il book della wordless novel, edito dalla benemerita casa editrice Hollow Press. Purtroppo è mancato il tassello più importante. Non mi è stato possibile sondare di persona il percorso multimediale e interattivo di TRIBÆ; visitando gli allestimenti nelle gallerie e nei musei di Arte contemporanea. Ho avuto comunque l'accortezza di cercare gli elementi necessari per scrivere un servizio completo. Il bellissimo book di Luca Brandi mi ha intrigato, considerando l'amore che ho avuto durante l'adolescenza per il disegno e il fumetto: difatti rientra perfettamente in linea con i gusti di chi - come molti nati negli anni settanta e ottanta - è cresciuto con la cultura giapponese e i film d'animazione con tematiche futuristiche e fantascientifiche.
Si tratta di un volume di una trentina di pagine: il primo di una trilogia - dove viene evocato uno scenario a metà strada tra il futuro - e un passato ancestrale e primordiale -  le cui visioni ci riportano alle origine della vita terrestre. Luca Brandi  ci illustra un universo dalle geometrie e dalle forme Inconcepibili per la mente umana. L'artista vuole rileggere in chiave fumettistica l'estetica delle statuette preistoriche del paleolitico - immaginate come degli esseri " mutaformi" - in grado di originare una nuova specie. Brandi teorizza con il suo disegno una ritualità metafisica - intorno a due Veneri - che in un abbraccio tentacolare mutano il loro aspetto, per fondersi in un unico essere. Ciò che vediamo nelle tavole è una dimensione atemporale: una sintesi visionaria del mistero della creazione; passata, presente e futura.  E' lecito farsi prendere dalla curiosità perché si tratta di un "work in progress" di cui, al momento abbiamo una prima fase embrionale. Le illustrazioni sono realizzate in un bianco e nero che stimolano gli occhi più dei colori acidi ed esplosivi della meravigliosa cover. 

TRIBÆ - soundtracks - Arlo Bigazzi ( il cd musicale della Materiali Sonori) 


L'enciclopedia virtuale Wikipedia dice che Arlo Bigazzi (San Giovanni Valdarno, 17 gennaio 1960) è un produttore discografico, musicista e compositore italiano. Ha collaborato a numerosi progetti della scena indipendente italiana, sperimentando in diversi generi musicali. Il suo background è molto ricco, non facilmente inquadrabile. Bigazzi è legato al ricco patrimonio della musica popolare, al post-progressive e all’art rock. 
È tra i fondatori dell’etichetta discografica Materiali Sonori: Inizialmente  operativo  in parte  nella sezione grafica e nella lavorazione delle copertine dei dischi. Inizia l'attività di musicista nel lontano 1976 suonando il basso con Il Canzoniere del Valdarno: un ensemble di folk atipico guidato dal fratello Giampiero ( che successivamente darà i natali anche alla Naif Orchestra - più vicina al rock polimorfo e alternativo degli anni ottanta).  Il bellissimo disco "Terra Innamorata" è un progetto dedicato alla lotta antifascista avvenuta nel territorio di Cavriglia, un piccolo comune del Chianti. Questa ormai rara incisione discografica ha la stessa importanza di un documento storico. Per la Materiali Sonori il disco è cultura.

[ Il nuovo album musicale di Arlo Bigazzi -  "agitatore culturale" della Firenze più alternativa e creativa - non poteva che essere un progetto trasversale. Si tratta  di una colonna sonora di un universo metafisico "in divenire", che porta il nome di  “TRIBÆ-The Cascade”: la graphic novel nata dalla mente visionaria di Luca Brandi. Questa sonorizzazione è stata pubblicata in una prima edizione a tiratura limitata per collezionisti - allegata al book - ed è il frutto di un gemellaggio tra la Materiali Sonori e la Hollow Press. Segnalo che il cd è stato successivamente licenziato sul mercato indipendente per essere venduto anche come singolo supporto fonografico ( ordinabile nel sito della label fiorentina nella sezione denominata The Big Catalogue https://materiali-sonori.myshopify.com/ + https://materiali-sonori.myshopify.com/products/luca-brandi-tribae-the-cascade-book-cd)  ]

Arlo Bigazzi ricostituisce in parte un vecchio gruppo: i  Keen - O - autori del bellissimo Nobody knows How Why - per coinvolgere Blaine L. Reininger alla chitarra e alla voce, e Pierluigi Andreoni alle tastiere e ai sintetizzatori - ma con la complicità di Mirio Cosottini alla chitarra e alla tromba - e le partecipazioni di Lorenzo Boscucci alla batteria, e Lorenzo "Moka" Tommasini al Bass synth e al Fender Rhodes. E' doveroso precisare che non si tratta assolutamente del secondo disco della band. “TRIBÆ” è un lavoro solista, ed è stato concepito per dare vita ad una serie di operazioni multimediali, dove il pubblico ha avuto l'opportunità di osservare le "mutaformi" tavole di Brandi in presa diretta. 
TRIBÆ soundtracks è un viaggio musicale suddiviso in quattro tracce fluttuanti in un telaio sonoro di ambient elettronica -  contraddistinto da influssi musicali eterogenei - adattabili al concept ( Art Rock, Jazz, Dark Wave e Minimal). 
Il brano di apertura si chiama TRIBÆ, e si tratta della la composizione "portante"; la più espansa ed elaborata dell'album. La possiamo descrivere come se fosse un vertiginoso crescendo di suggestioni ipertecnologiche e psichedeliche - che si intrecciano tra loro - per condurci nella mutazione del simulacro che darà vita alle Veneri di cui vi ho ampiamente parlato. Mirio Cosottini, a mio modesto parere, ha un ruolo importante nei 22: 37 minuti della title track: gli interventi della sua tromba  e del flicorno sono come dei respiri e dei canti lirici che di tanto si risolvono nei cascami del "free" - proprio come se fossero degli spasimi umani lancinanti - che si stagliano all'interno di una struttura sonora volutamente algida - valorizzata dalla scrittura e dalla conduzione del "demiurgo" Arlo Bigazzi.  
Blaine L. Reininger offre il meglio della sua vocalità "tenebrosa" e espressiva, declamando le proprie liriche in una ritualità oscura ( mi piace definirlo uno "sciamano postmoderno" intento a inscenare un cerimoniale arcaico che si perde nella notte dei tempi; traslato però in nel terzo millennio).  L'americano esalta il vertiginoso "trip" della composizione con una grande profondità timbrica e un magistrale carisma interpretativo - qualità che tutti noi abbiamo imparato ad apprezzare nelle opere migliori dei Tuxedomoon - storici pioneri della new wave più avanguardista. 
The Cascade è un flusso acido di suoni elettronici. Tink sembra essere un insolito free funk rallentato in una dimensione straniante ( dove fa capolino un solo di Cosottini, memore della "Forth dimension" di Jon Hassell). Nell'insieme questi due tasselli sono delle prove eccellenti di sintesi sonora. I due brani sono in grado di rendere l'idea dello straordinario lavoro di Brandi, e nel contempo si lasciano tranquillamente ascoltare slegati dal book e dalla stessa evoluzione "multimediale" portata in allestimento nelle gallerie e nei musei  in pannelli 70 x 100 cm; più le proiezione dei trailer animati.  Licking in the Twilight chiude la soundtrack ed è un piccolo gioiello di "Avant pop" futurista: una canzone che a mio avviso potrebbe funzionare come singolo promo in una qualsiasi piattaforma indipendente e web radio.
La Materiali Sonori si arricchisce di un progetto molto originale, mostrandosi aperta alle collaborazioni e alle contaminazioni con l'universo "giovanile" del disegno e del fumetto. Tutto ciò non ci deve stupire più del dovuto, perché  è una label discografica che nel tempo ha originato un proprio laboratorio artistico. Il "brand" si è contraddistinto per i tanti trascorsi nel mondo della cultura e dell'arte, portando la musica indipendente italiana a varcare territori vergini e inaspettati. 




Ho sostenuto questa casa di Firenze fin dal 1999. Sono tra fortunati che conserva le copie cartacee di The Big Catalogue: un catalogo musicale "geneticamente" modificato a rivista - con articoli e interviste di tutto rispetto - a musicisti, o artisti provenienti da diversi ambiti artistici e culturali confluiti nelle produzioni discografiche del momento. Da cliente ho supportato la Materiali Sonori fino ad oggi. Ora sono stato chiamato a scrivere addirittura un servizio ( cosa che non avrei mai immaginato di fare da giovanissimo). The Big Catalogue mi ha permesso di fare il salto di qualità; insieme a tutta la programmazione radiofonica di Raistereonotte e Rai Radio3. Ho scritto questo servizio con una particolare emozione.

" La Società Cooperativa culturale Materiali Sonori è un'etichetta discografica indipendente italiana, un laboratorio musicale e di cultura, in attività dal 1977, e ufficialmente fondata il 15 febbraio del 1979 in Toscana, a San Giovanni Valdarno. Fin dall'inizio si configura per la sua dimensione internazionale e la sua vocazione verso la musica contemporanea, il rock sperimentale, la musica etnica, la canzone d’autore: musiche di confine e musiche del mondo, che spesso hanno superato le mode e i generi, musiche strumentali, ma anche canzoni, e musiche a supporto di testi poetici, colonne sonore per il teatro e il cinema, suoni di fusione. E’ diretta da Francesca Pieraccini e Giampiero Bigazzi con Mattia Calosci, Pierfrancesco Bigazzi e Arlo Bigazzi. ... http://www.matson.it/about.php 

Per tutti coloro che sono interessati a saperne di più, riporto diversi link per  approfondire sull'argomento. La Materiali Sonori è meritevole di ogni attenzione. Da buon intenditor poche parole! 

https://www.valdarno24.it/2019/12/16/alla-scoperta-di-materiali-sonori-etichetta-discografica-indipendente-attiva-in-valdarno-da-oltre-40-anni/ 

https://www.billboard.it/business/materiali-sonori-giampiero-bigazzi/2018/03/159076/ 

https://ilmanifesto.it/lavventurosa-storia-dei-materiali-sonori/





Il Disco è Cultura! Here and Now - I ritratti in Jazz per voce e contrabbasso di Marilena Paradisi e Bob Nieske. Losen Records, 2024

  Intro : Here and Now   I ritratti in Jazz per voce e contrabbasso di Marilena Paradisi e Bob Nieske  Tra le uscite discografiche che hann...