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Questo blog è nato come se fosse un'isola felice dove sperimentare una scrittura personale e condividere le mie passioni con qualsiasi internauta interessato alla bellezza. La sua dinamo propulsiva è la passione e l'amore per l'Arte. Ho realizzato uno spazio libero e autogestito, impostando tale contenitore come se fosse un potenziale Magazine cartaceo di approfondimenti culturali e artistici. Global Artistic Fusion è una sintesi della mia ricerca popolare e culturale: un mondo che vi offro nel My Ideal Blog 2.0

giovedì 8 febbraio 2018

Io sono nato libero , un opera d'arte nel vero senso della parola : quando la discografia produce arte creativa !

Banco del Mutuo Soccorso ; sin dal nome un intenzione sociale ed Io sono nato libero, il loro manifesto libertario. Un tempo le copertine degli lp erano un oggetto artistico, molto semplicemente perché si vive l'arte come il pensiero in forma totalizzante e la musica difficilmente intratteneva a cuor leggero. L' Italia è stata  terra fertile per tutta quella musica in grado di evolvere attraverso una forma di arte utile nel sociale,  e ciò sia con le gesta dei cantautori che certe sperimentazioni e ricerche di band denominate per appartenenza , Pop , in verità Progressive. Il Banco di Big Di Giacomo, i fratelli Nocenzi , Vittorio e Gianni, Rodolfo Maltese e i tanti membri che si sono succeduti, hanno avuto l'urgenza di curare l'aspetto grafico a tal punto di lanciare un messaggio forte fin dalla confezione. Caesar Monti è noto per il sodalizio con Lucio Battisti e la PFM, tuttavia solo i ragazzi del Banco lo hanno messo nelle condizioni più impegnative e laboriose.- Patrizio De Santis.

Io sono nato libero / La libertà difficile 1973 -2017


Il 2017 è stato un anno importante per tante piccole iniziative in ambito musicale che coincidono con un dirompente ritorno del Rock Progressivo , un genere musicale che nel nuovo millennio si è rivitalizzato allargando il flusso dei  suoi suoni , un tempo immaginifici ora con aperture a generi quali il post rock e il metal ,l'elettronica più sperimentale è molto altro ancora , favorendo anche un interesse collettivo verso il recupero del passato  e di conseguenza anche il ritorno di alcune band storiche. Tutto questo discorso non vale per la storia del Banco del Mutuo Soccorso che nonostante diversi cambi di formazione e di stile e progettualità , non ultimo i dolorosi lutti quali il vocalist Francesco Di Giacomo (Il gigante buono) ed il chitarrista , multi-strumentista (vedesi la ricerca etnica dei suoi Indaco!) Rodolfo Maltese , non ha mai smesso di
essere presente musicalmente e socialmente all'interno del panorama musicale Italiano.
Ogni decade , a partire dagli anni settanta , li ha visti presenti conservando un rapporto diretto e confidenziale con il proprio pubblico , fra l'altro cresciuto anno dopo anno fino ad' oggi , facendo leva sui gusti e le preferenze musicali delle nuove generazioni. Personalmente, e in confidenza , posso rivelare che tutti i loro lp della prima fase sconvolsero piacevolmente la mia vita addirittura dai dieci ai quindici anni , in parte ereditati dal parentato , in parte ascolti favoriti da una particolare predisposizione alla curiosità , una peculiarità insita in me fin da bambino. Per molti anni il Banco del Mutuo Soccorso , per volere dello storico laeder Vittorio Nocenzi, l'unico sopravvissuto di " Donna Plautilla " la prima incisione della band capitolina ( rimasta inedita fino ai
primi anni novanta !) risalente al 1969, ha scelto di non proporre materiale nuovo per favorire il palcoscenico e la rivitalizzazione di un catalogo importante per gli estimatori del genere e l' Italia stessa , visto la concettualità della loro opera , a metà strada fra l'umanesimo e l'ideologia libertaria.
Attraverso le Legacy Edition di Banco del Mutuo Soccorso , conosciuto anche come " Il Salvadanaio " per via di un iconica forma sagomata rimasta nell'immaginario collettivo della discografico , ed il successivo Darwin , la band ci ha offerto molto materiale inedito e interessanti live.
Dopo la morte di due presenze storiche e fondamentali si è temuto il peggio con la presunta fine di un viaggio importante, dove la musica e le parole sono state un tutt'uno con il pensiero e le idee , eppure il tastierista e compositore Vittorio Nocenzi è riuscito a superare l'empasse allestendo una nuova formazione mettendo a disposizione del materiale inedito dove la presenza  di  Di Giacomo e Maltese è viva e vibrante attraverso , mi si perdoni il gioco di parole " Un Idea che non si può fermare ". Tutte queste iniziative hanno anche permesse al leder di confrontarsi con molti giovani musicisti e addirittura mondi come il teatro , ma sopratutto un riavvicinamento con l'altro leader storico , il fratello Gianni Nocenzi , un pianista che si è oramai fatto strada in ambiti quali la Minimal Music e l' Ambient. Ovviamente visto che il Banco del Mutuo Soccorso è sopratutto un idea che non si può fermare , dopo la celebrazione dei loro dischi più importanti , per l'anniversario del capolavoro Io sono nato libero , manifesto generazionale del 1973 , Vittorio ha pensato di produrre un lavoro similare e complementare dal titolo " La Libertà difficile ". Per il Banco questa volta l'appuntamento con il passato ha un altro sapore , per certi versi una responsabilità maggiore perché se un tempo era necessario parlare di libertà , oggi è fondamentale conquistare la capacità del libero pensiero e della conoscenza , visto che qualcosa è andato terribilmente perso ; anni di conquiste e memoria storica , arte e cultura , bisogni primari ed emancipazioni , cosa più terribile , dopo le guerre di potere , riaffiora il terribile spettro delle guerre di fede , che fede non è mai !
Attraverso  queste mie sentite parole , io  ho voluto più o meno raccontare la storia di un viaggio che è iniziato da " Io sono nato libero " , favorito dal cruento colpo di stato in Cile del 1973 , un evento che ha sconvolto l'immaginario collettivo di allora ma anche del Banco , che a partire dal brano " Canto nomade di un prigioniero politico "  ha poi concepito un manifesto libertario in musica giunto a noi , questa volta alla conquista del pensiero , perché attualmente è  " La Libertà difficile " ad essere in pericolo , quella di pensare in proprio attraverso la conoscenza e lo studio dell' umanesimo.



In questi giorni è certo autunno giù da noi
dolce Marta, Marta mia,
ricordo il fieno e i tuoi cavalli di Normandia,
eravamo liberi, liberi.

Sul muro immagini grondanti umidità,
macchie senza libertà,
ascolta Marta, in questo strano autunno
i tuoi cavalli gridano, urlano incatenati ormai.
Cosa dire, soffocare, chiuso qui... perché?
Prigioniero per l'idea, la mia idea... perché?

Lontano è la strada che ho scelto per me
dove tutto è degno di attenzione perché vive, perché è vero, vive il vero.
Almeno tu che puoi fuggi via canto nomade
questa cella è piena della mia disperazione, tu che puoi non farti prendere.

Voi condannate per comodità, ma la mia idea già vi assalta.
Voi martoriate le mie sole carni, ma il mio cervello vive ancora... ancora.

Lamenti di chitarre sospettate a torto,
sospirate piano,
e voi donne dallo sguardo altero
bocche come melograno, non piangete
perché io sono nato, nato libero,
libero.
Non sprecate per me una messa da requiem,
io sono nato libero.

Banco del Mutuo Soccorso - Io sono nato libero / La libertà difficile 1973 - 2017


Formazione 1973

Francesco Di Giacomo: VoceVittorio Nocenzi: Organo Hammond, sintetizzatore, spinettaGianni Nocenzi: PianoforteMarcello Todaro: Chitarra elettrica, chitarra acusticaRenato D'Angelo: Basso, chitarra acusticaPierluigi Calderoni: Batteria, percussioniRodolfo Maltese: Chitarra acustica, chitarra elettricaSilvana Aliotta: PercussioniBruno Perosa: Percussioni
 
Formazione 2017
 Tony D'Alessio: VoceVittorio Nocenzi: Tastiere, voceFilippo Marcheggiani: ChitarraNicola Di Già: ChitarraFabio Moresco: BatteriaMarco Capozi: Basso

 Io sono nato libero (1973)

01. Canto nomade per un prigioniero politico02. Non mi rompete03. La città sottile (di Gianni Nocenzi)04. Dopo... niente è più lo stesso05. Traccia I

La libertà difficile (2017)

01. Je suis02. Après rien, rien est plus le même03. Improvviso: un viaggio alato!04. Bach chromatic05. La libertà difficile06. Intervista a Vittorio Nocenzi 


Cofanetto con libretto di 40 pagine + la ristampa della celebre opera + L’album inedito “La libertà difficile”, che segna l’inizio di un rinnovato percorso artistico del gruppo.

VITTORIO NOCENZI E IL BANCO
PRESTO IN STUDIO PER UN NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO

Esce in questi giorni la “Legacy edition” (Sony Music) de “Io Sono Nato Libero“, imperdibile versione in cofanetto di uno degli album più conosciuti del Banco del Mutuo Soccorso e della storia del Progressive rock italiano. Terzo album della discografia del gruppo, pubblicato nel 1973 e contenente una delle composizioni più famose in assoluto, “Non mi rompete“.
Così la storia del Banco continua, e questa ri-pubblicazione è un primo segnale della volontà del gruppo di andare avanti, grazie alla determinazione e all’ispirazione compositiva di Vittorio Nocenzi, fondatore e figura carismatica del Banco.
Andare avanti anche nel nome di chi non c’è più, innanzitutto Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese: così, a breve, il gruppo tornerà in studio per realizzare un ulteriore intero album di inediti, e all’orizzonte ci sono altri progetti importanti a cui Nocenzi sta lavorando da anni.

Il cofanetto è disponibile nella versione booklet 40 pagine+2 CD e nella versione LP+CD e libretto formato LP. Con l’opera originale rimasterizzata, (aggiungere) la Legacy edition comprende un secondo disco, dal titolo “LA LIBERTÀ DIFFICILE“, un vero e proprio nuovo album del Banco con delle nuove rielaborazioni dei pezzi originali contenuti in “Io Sono Nato Libero” e materiale inedito, composto da Vittorio Nocenzi e dal figlio Michelangelo, e realizzato con la formazione attuale del Banco. A completare la pubblicazione, un interessante libro di 40 pagine, con foto, interviste, note, e un bellissimo albero genealogico che ripercorre la storia del gruppo fino ad oggi.
“Ripubblicare un’opera come questa, dopo 45 anni, ha significato affrontare molti aspetti dal punto di vista artistico e concettuale, quanto a contenuti poetici, ideali e musicali”, così Vittorio Nocenzi. “Questi brani non sono più proprietà esclusiva degli autori, ma sono diventati una sorta di comproprietà collettiva, condivisa profondamente con il pubblico, al punto che ne è diventato “coautore”! Troppe persone con l’ascolto di questi testi hanno scelto, infatti, le loro scale di valori di riferimento…“Io sono nato libero” è un album concept, cioè un unico racconto, come un libro, di cui ogni singolo brano ne è un capitolo. E allora bisognava oggi riannodare i fili di questo racconto e trovare poi una ragione seria a cui ispirarsi per intervenire: il primo criterio, quindi, che ho scelto è stato quello di vedere se, fra i vari modi con cui avevamo parlato di libertà quasi mezzo secolo prima, ce ne fosse qualcuno che allora avevamo tralasciato e che oggi, invece, mi risultava necessario aggiungere. Ed è evidente a chiunque che l’idea di libertà che si ha a 21 anni, non può essere la stessa che si ha a 66: quindi, la prima cosa da ricercare era una credibilità di approccio, senza la quale qualunque lavoro avessi fatto sarebbe risultato poco credibile, e quindi non adatto al Banco. Perché una cosa, mi dicevo, ha sempre contraddistinto il nostro lavoro: la credibilità di quello che abbiamo scritto“.

Nel primo disco della “Legacy Edition”, le tracce rimasterizzate dell’opera: “Canto nomade per un prigioniero politico“; “Non mi rompete“; “La città sottile“; “Dopo… niente è più lo stesso“; “Traccia II“.
Nel secondo, le nuove tracce: “Je Suis“; “Après rien, rien n’est plus le même“; “Bach Chromatic“; “Improvviso: un viaggio alato!“; “La libertà difficile“; e un’intervista a Vittorio Nocenzi come guida all’ascolto dei brani originali e degli inediti.
Come in uno specchio del tempo in cui riflettersi ci si ritrova dopo più di quarant’anni a guardarsi, a riascoltare quelle idee musicali e letterarie di “Io Sono Nato Libero”: così le nuove composizioni sono quello specchio, l’altra faccia di una storia che continua, di “un’idea che non puoi fermare”, che cola sul tempo nuovo e lo fa proprio. “Dal punto di vista musicale, questa “Legacy edition” è stata anche la possibilità di dare alle stampe più di 30 minuti di registrazioni inedite del Banco”, dice ancora Nocenzi. “L’ultima volta che è accaduto qualcosa del genere è stata nel 1993. Troppi anni di attività prevalentemente concertistica della band. Per cui oggi, posso dire a nome di tutti i musicisti del BMS, che il nostro prossimo futuro lo vediamo molto impegnato in attività di composizione e di registrazioni di nuovo materiale. Fra pochissimi mesi, appena avremo finito di realizzare i concerti attualmente in programma, entreremo di nuovo in studio per registrare un ulteriore nuovo album, al quale seguirà l’opera contemporanea “Orlando”.
“Io Sono Nato Libero – Legacy edition” segue quelle del primo album del BMS (Il Salvadanaio) e del secondo (“DARWIN!”): “Vittorio Nocenzi è sempre stato particolarmente attento e sensibile al nostro concetto di versioni Legacy dei dischi iconici“, così Paolo Maiorino, Director Catalogue and Special Projects della Sony Music Entertainment Italy. “E nel contribuire ad arricchire i contenuti musicali riferiti ad album del Banco del passato è stato, senza ombra di dubbio, l’Artista più creativo ed in grado di prestarsi compositivamente attraverso una serie di interessantissime rivisitazioni e rielaborazioni. Questo approccio, a mio avviso, ne esalta l’incredibile talento e l’intuito artistico, proprio di chi è capace di guardare al passato con un occhio critico e costruttivo, e la volontà di sviluppare il discorso compositivo portandolo ad un nuovo traguardo che è, al tempo stesso, attuale e comunque rispettoso della storia“.
“Non è una Legacy industriale“, conclude Vittorio Nocenzi, “cioè contenente qualche bonus track, ma è un vero e proprio lavoro inedito del Banco, registrato con la nuova formazione, che vede il drumming di Fabio Moresco, le chitarre bellissime di Filippo Marcheggiani e Nicola Di Già, il basso potente di Marco Capozi, le voci di Vittorio Nocenzi, di Filippo Marcheggiani e Toni D’Alessio, e il debutto come compositore del brano “La libertà difficile” di Michelangelo Nocenzi, il mio figlio più piccolo, che ho scoperto essere il mio alter ego musicale naturale, perché quello che scrive mi accende in modo immediato. E’ stato un regalo inatteso, in questa nuova stagione della mia vita che mi vede più che mai determinato a far continuare la storia di questa band, il Banco. L’unico modo per far rimanere fra noi Di Giacomo e Maltese ed è anche l’unico modo per ringraziare un pubblico fantastico ed appassionato, che ci chiede con forza ed amore di far proseguire questa storia, fatta di idee, di emozione e di musica.”

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