My Ideal Blog : Globalartisticfusion.blogspot.com di Patrizio De Santis Patrizio De Santis è titol

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Questo blog è nato come se fosse un'isola felice dove sperimentare una scrittura personale e condividere le mie passioni con qualsiasi internauta interessato alla bellezza. La sua dinamo propulsiva è la passione e l'amore per l'Arte. Ho realizzato uno spazio libero e autogestito, impostando tale contenitore come se fosse un potenziale Magazine cartaceo di approfondimenti culturali e artistici. Global Artistic Fusion è una sintesi della mia ricerca popolare e culturale: un mondo che vi offro nel My Ideal Blog 2.0

martedì 4 novembre 2025

Storie di Jazz e dintorni presenta: Alessio Obino - Un ritratto di donna in Jazz dalle radici all'afrofuturismo.


Alessio Obino 

 Un ritratto di donna in Jazz dalle radici all'afrofuturismo.


 

 

INTRO

Biografia di Alessia Obino


Alessia Obino Inizia il suo percorso musicale studiando canto e pianoforte presso diversi insegnanti privati. Frequenta seminari intensivi tenuti da alcuni fra i più importanti vocalist stranieri ed italiani fra i quali Sheila Jordan, Jay Clayton, Maria Pia de Vito, Roberta Gambarini, Jen ShyuPhil Minton, Peter Churchill, Ines Reiger e Donna McEllroy. Contemporaneamente approfondisce lo studio dell’improvvisazione prendendo parte a workshop tenuti da Steve Coleman, Ralph Alessi, Tim Berne, Vijay Iyer, Ethan Iverson, Jim Black, John Hollenbech, Tyshawn Sorey ed altri.

Nel 2006 consegue, con il massimo dei voti, il Diploma Accademico di primo livello presso il Conservatorio Tartini di Trieste e nel 2011 il Diploma Accademico Sperimentale di 2° livello in Discipline musicali ad indirizzo interpretativo-compositivo presso il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. Dal 2000 dopo aver conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere inizia ad insegnare canto e a tenere laboratori di teoria e musica d’insieme oltre ad organizzare workshop tenuti da importanti artisti internazionali in Trentino, Veneto ed Emilia Romagna.

Attualmente è docente Jazz al conservatorio di Pesaro.  Ha collaborato con numerosi musicisti del panorama jazz italiano ed internazionale tra i quali, Javier GirottoRobert Bonisolo, Greg Burk, Peter Churchill, Gilad Atzmon, Elliott Sharp, Markus Stockhausen, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Quintorigo - per citarne alcuni - e ha preso parte ad importanti rassegne in Italia e all’estero.


Alessia Obino 

Echoes 

( Caligola records, 2009)



Echoes l'esordio discografico del 2009 ci disvela il ritratto di una giovane Alessia Obino con le idee già chiare e mature: i brani scritti di proprio pugno hanno in nuce il solco raffinato del prestigioso patrimonio jazz congiunti all'urgenza espressiva di una femminilità moderna e intraprendente - aspetto che si evince nell'audacia tipica dell'artista; manifestata sia nel volersi misurare con la narrazione mingusiana del blues Strollin' ( Charles Mingus) che nel sapersi dare con passionalità interpretando il romantismo retrò di Love for Sale ( Cole Porter) aggiungendo un piglio di audace ironia sottotraccia - dove eccelle

Echoes rappresenta il cuore e il respiro del progetto, Stone non è da meno; in entrambe le composizioni la cantante riscrive la sua idea di tonalità blù con una vocalità straordinaria, duttile ed eclettica fino alla teatralitàMidnightmare e Lasting Dream scandagliano l'immaginario onirico e sensuale di Alessia, fin qui magistralmente evocato da un gruppo di strumentisti ricettivo e simpatetico: Luigi Vitale al vibrafonoDaniele Santimone alla chitarra elettricaAlessandro Fedrigo al contrabbasso, Gianni Bertoncini e Carlo Canevali rispettivamente  alla batteria ( a secondo dei brani in scaletta) Doveroso segnalare che Carnevali è morto prematuramente ormai diversi anni fa (più o meno 6/7 anni fa)

Menzione a parte per la lanquida bossanova di A ilha onde tudo começouposta a sugello del disco risuona come uno struggente congedo/arrivederci per l'ascoltatore - intriso di saudade brasiliana, antiche reminescenze di fado portoghese e morna capoverdiana 

Echoes è un'opera prima di  fine pregio registrata, mixata e masterizzata da Stefano Amerio nel prestigioso Artesuono Recording Studio di Cavalicchio (Udine), un prodotto discografico che non strizza l'occhio alle tendenze del momento e non guarda ai modelli patinati e di successo d'oltremanica. 

Veniamo alla veste grafica del disco: l'artwork ideato da Giorgio Finamore è valorizzato da una foto di copertina di Luisanna Serra particolarmente inquietante, nel contempo affascinante. Ritrae Alessia che ci osserva con seducente mestizia, immersa in una realtà liquida, a tratti estraniante,  celata tra le ombre del torbido verdeacqua. All'interno del booklet sfilano le immagini dei musicisti in studio fotografati da Giacomo Raffaelli; oltre  ai testi delle canzoni e i crediti non poteva di certo mancare la testimonianza di una madrina artistica d'eccezione ( la voce più autorevole del nostro Jazz

" ... Il lavoro di Alessia rientra per me nella categoria di chi il jazz e i suoi grandi modelli (penso a Mingus, Porter, Monk, Ella, e Betty Carter, Anita 'O Day e forse Joni Mitchell) li ha conosciuti, amati e assimilati; è una cantante ed autrice che sta provando a trasformarli in carne e tendini della sua musica, anziché gabbia... Ha misura e nel contempo osa nella costruzione dei temi, nella coerenza dell'utilizzo delle timbriche. E' bella e moderna la scelta del vibrafono e di una chitarra straniata, che usa elettronica senza ridondanze, supportata da una ritmica inteliggente ed agile. I compagni assecondano queste sensazioni di misura e pacatezza dialogando con grande senso delle campiture sonore e bella energia" -  Maria Pia de Vito

   

Alessia Obino CORdas 

"Deep Changes"

( Caligola records, 2016)



CORdas è il progetto più riuscito di Alessia Obino e il disco Deep Changes andrebbe ascoltato proprio come se fosse il diario di bordo di una carovana nomade di artisti e musici capitanati e diretti magistralmente dalla cantante. Rispetto al precedente Echoes questo lavoro è galvanizzato e supportato da un gruppo di musicisti che si è plasmato in concerto nel corso del tempo - la cui genesi è raccontata nelle note di presentazione dell'album digitale, caricato nella pagina Bancamp della CaligolaNato nel 2011 con le chitarre di Enrico Terragnoli e Domenico Caliri, Cordas diventa quartetto nel 2013 con l’innesto del violinista Dimitri Sillato, e nel 2014 vede la sostituzione di Caliri con il chitarrista Giancarlo Bianchetti. Un biennio di relativa stabilità e di grande attività ha condotto a quest’album, sin troppo a lungo atteso dai suoi numerosi estimatori, e che, considerate le premesse, poteva esser tutto fuorché banale.

Inizialmente le priorità dell'Alessia Obino CORdas erano quelle di riuscire a sviluppare un percorso di rivitalizzazione del patrimonio afroamericano attraverso l'improvvisazione dal vivo - una scelta ambiziosa da come si evince dal repertorio portato nei concerti, completamente incentrato sui classici del jazz e del blues: si parte dal Dixieland per arrivare a Hoagy CarmichaelMingus e Duke Ellington fino a raggiungere la summa teatral-musicale del genio di Kurt Weill.  

Si è poi giunti alla realizzazione Deep Changes seguendo la rotta di un viaggio avventuroso da cui i nostri hanno tracciato una linea concettuale e matura ricca di chiaroscuri, tonalità blue e contaminazioni equilibrate nel pieno rispetto della tradizione e dei suoi immortali autori. Il risulato lo sentiamo vibrare nella matura timbrica di questo ensemble fatto di vocalità stralunate, teatrali e sensuali, violino, banjo, chitarre acustiche ed elettriche.

Il CD si apre con la superlativa canzone The Saga of Jenny  ( estratta dal musical Lady in The Dark di Kurt Weil Ira Gerswhwin) - dilatata oltre i dieci minuti e introdotta con un'insolita spoken word di 2:20 di intensa fascinazione,  efficace nel lanciare gli strumentisti in un danzante arraggiamento di corde ottenuto dal dialogo sinergico tra il banjo, la chitarra acustica e elettrica con il valore aggiunto di un festante violino gypsy. 

Deep Henderson è ancora più avvincente e i coup de théatre della cantante ci riportano magicamente negli anni venti (secolo breve) ben sorretti dall'estro esuberante dei suoi sodali Dimitri Sillato, Giancarlo Bianchetti ed Enrico Terragnoli lasciati liberi di inscenare siparietti strumentali di impudiche sarabande luciferine
Deep Night è un altro standard degli anni venti ( 1929) composto da Charles E. Henderson e Rudy Vallee, melodico e sensuale, arrangiato in maniera ironica, stravagante e zingaresca ( le caratteristiche vincenti del gruppo diretto dalla nostra signora in Jazz) 

Sue's Changes - l'omaggio di Charles Mingus alla sua devota e amata compagna Sue Graham  - si contamina di art rock a tal punto che pare emergere dai profondi fondali oceanici narrati da Robert Wyatt ( quelli di Sea Song e  del 33 giri Rock Bottom interamente dedicata alla consorte e poetessa Alfreda Benge) pertanto la quarta traccia da sola trafigge il cuore degli ascoltatori: la Obino dimostra di saper utilizzare la propria voce come uno strumento virtuoso al pari delle altre voci strumentali, riuscendo a creare soluzioni sonore originali, tanto oniriche quanto estranianti, come del resto si confà al sentimento dell'amore. 

Hong Kong Blues di Hoagy Carlmichael ( 1944) subisce un trattamento blues stregonesco, a metà strada tra un vertiginoso voodoo hendrixiano e un sabba notturno - e Alessia  si lancia in peripezie vocali inquietanti, senza mai abbandonare la giocondità e l'ironia che la contraddistinguono. C'è ancora spazio per omaggiare il genio di Kurt Weill  con Lonely House ( estrapolata dall'opera Street Scene del 1946/47) e per l'unico brano originale autografo Nightime.

L'apice viene raggiunto con Hard Times Killing Floor Blues (un classico di Skip James) dove  per chiudere in bellezza i CORdas affrontano il blues e la musica nordafricana, grazie ad una formazione ampliata e i contributi del musicista italo marocchino Reda Zine al canto e al guembrì ( Reda Zine è noto anche come filmaker produttore, artista multidisciplinare operativo bolognese) e le percussioni di Danilo Mineo. Se amate le contaminazioni elettriche occidentali con i musicisti del Mali, documentate nei progetti di Ry Cooder, Taj MahalJustin Adams e Dee Dee Bridgewater in questo lungo brano Alessia Obino ottiene un risultato alla pari, senza scadere nella facile e prevedibile imitazione.  




La cover e l'artwork di Deep Changes si avvalgono dei preziosi scatti fotografici di J.C. ( John Calvin) Coovert: l'illustrazione principale di copertina ritrae  una scuola di bambini mista, figli di immigrati italiani, irlandesi, europei dell'est, afroamericani e ispanici: un sincretismo etnico e culturale americano che ancora oggi non si è concretizzato nella sua forma egualitaria e solidale

Svetta come un cadeau la prima testimonianza  fotografica di una pianta di cotone, che potete ammirare impressa nel CD. Mr D. Gorton, che detetiene i diritti di J.C. Coovert ha cortesemente acconsentito affinché il grafico Giorgio Finamore potesse adattare il materiale scelto allo standard del disco. 

Deep Changes è stato registrato da Andre Scardovi al Duna Studio, Russi ( Ravenna) durante il mese di luglio nel 2015. Per ascoltare e acquistare Echoes e Deep Changes - e tante altre produzioni discografiche di jazz indipendente - vi allego il link dello store Bandcamp della Caligola Recordshttps://caligolarecords.bandcamp.com/ 


Alessia Obino 

A Sound’s a Million Shapes 

( Domanda Music, 2023)



La necessità di rinnovamento stilistico e creativo spinge la nostra artista a riproporsi in una veste ( o meglio ancora dimensione afroturista) quasi lisergica, a tratti perfino rock subentrando nel piccolo gruppo di musicisti della Domanda Records ( in sede a Los angeles) di Tommaso Cappellato: musicista, batterista e produttore discografico indipendente.  Il primo contatto tra i due è avvenuto nel 2013 con il progetto  Tommaso Cappellato Astral Travel dove Alessia si è distinta al canto incidendo l’album Cosm’ethic per l'etichetta londinese Jazzrefreshed
A Sound’s a Million Shapes ci dà un immagine fresca, avventurosa e trasgressiva della musicista e si presenta come un ottimo album di spiritual jazz contaminato con sonorità elettroniche e soul jazz attraversate da umori progressive rock e afro-psichedelici a metà strada fra il Canterbury sound e Sun Ra, con reminiscenze cosmic soulfull degne dei Rotary Connection e Curtis Mayfiled. Essendo scritto e concepito pensando a Sun Ra e nel contempo alla black music,  risulta essere piacevolmente accessibile e pop anche nei momenti più acidi e rock  
La formazione allestita dalla capobanda Alessia Obino - che si occupa della voce, dei testi, della composizioni e degli arrangiamenti - è un originale combo di  giovani ben predisposti agli azzardi e alle differenti fusioni di stili  ( esattamente come una piccola Arkestra):  Piero Bittolo Bon: sax alto e baritono, clarinetto basso, flauti, synth Giancarlo Bianchetti: chitarre Rosa Brunello: basso elettrico Marco Frattini: batteria, percussioni Luisa Torresan, Sara Simionato, Francesca Della Puppa, Giovanna Castellano, Alice Busato: cori

Thursday Surrender ha un suggestiva introduzione lisergica e noise con effetti vocali sovrapposti che declamano il titolo del concept sunriano A Sound’s a Million Shapes, da cui poi si sviluppa un andamento ipnotico e soulful che avanza tra scariche elettriche rock e giocose melodie. Il basso elettrico di Rosa Brunello e l'elettrica di Bianchetti preparano il terreno per Journey Through, la batteria di Frattini avanza a ritmi sfalzati, quasi Jungle, le ance di Piero Bittolo Bon si librano nei sentieri del miglior jazz funk. La prestazione canora di Alessia risuona nello stereo nella sua tipica forma smagliante e audace ... una graffiante espressione musicale in grado di danzare tra le note,  festante e impudica
Outshined è jazz rock progressivo, almeno per quel pubblico che conserva la memoria di dischi come Septober's Energy dei Centipide di Keith & Julie Tippetts, Escalator Over the Hill di Carla Bley & Paul Haines, Elastic Rock e Solar Plexus dei Nucleus, Revenge e Dual Unity di Annette Peacock e Paul Bley.  Nel brano in esame entrano in gioco il canto vigoroso e rock di Alessia e l'utilizzo dei sampling vocali: trattasi di interventi di alcuni esponenti delle pantere nere presenti all'interno di un documentario ( The Black Power Mixtape: 1967 - 1975le cui declamazioni sollecitano il popolo afroamericano all'autodeterminazione e alla conquista della propria consapevolezza. Come nella precedente traccia si distingue il groove strumentale di Brunello, Bianchetti e Frattini

The Black Power Mixtape: 1967 - 1975 
(Full Documentary)
Play



L'apogeo saturniano di Somebody Else'Idea/The Soul Vibrations Of Man è un sinuoso medley per piccola orchestra, vocalità corali e rituali, con  catarsi cosmico trascendentale nella lunga coda strumentale su cui aleggia lo spirito di Herman Poole Blount ( passato alla storia con il nome Sun Ra) Abbiamo raggiunto l'anima e il respiro cosmico  di una musicalità totale e all'avanguardia, sospesa tra passato e futuro, attualizzata in un presente postmoderno contraddistinto di funk, soul, rock permeato dalla sensibilità femminile contemporanea di Alessia.   

La chiusura del cerchio è affidata al musicista ospite Greg Burk: l'americano porta in dote i suoi sintetizzatori e un brano scritto di proprio pugno Needless to say; un trip psichedelico che omaggia al meglio il pionieristico stile cosmico di Sun Ra al Synth e alle tastiere analogiche, quanto le meditazioni astrali del free jazz coltraniano e il Krautrock

L'album è stato registrato al Dunastudio, Russi ( Ravenna) da Andrea Scardovi, composto e prodotto da Alessia Obino con la produzione aggiuntiva di Tommaso Cappellato, mixato da Mick Woodmansey ( aka Emanative) infine masterizzato da Max Trisotto.
Viene pubblicato in vinile 12 pollici limited edition ( rigorosamente numerato a mano) impreziosito da una visionaria fotografia di Margherita Luce Maniscalco - artista sorella del compositore e polistrumentista Emanuele Maniscalco.  Il design è curato da Mattia Tono

La Domanda records non produce CD preferisce immettere sul mercato una propria linea ideale di musica retrofuturista, molto curata nella parte grafica e incisa su supporti fonografici da 33/12 pollici, affiancati ai moderni album digitali. Vi allego il link dello store Bandcamp https://domanda.bandcamp.com/ 





Dalle radici jazz di Echoes e Deep Changes all'afrofuturismo di A Sound’s a Million Shapes la nostra di tanto in tanto ritorna nei palcoscenici dei Club e dei Festival intonando Moon River e altri classici. Di lei ho imparato ad apprezzare tutte le sfumatore, i colori, i timbri, le armonie e le storie che germogliano e fioriscono attraverso il suo canto in ogni album e in tutti i concerti reperibili in rete ( cercateli pure nella piattaforma Youtube) 
La Obino è jazz in tutte le forme e gli stili, memore anche del blues del Mississipi e del folclore di mamma Africa. Per il sottoscritto la maggiore dote di questa artista è proprio l'equilibrio su cui poggia la voce: una fioritura di elementi musicali che lei fa danzare, senza artificio e manierismo, nel canto ( e nell'incanto
Per lei il futuro è ancora una possibilità costellata da buone stelle e da infinite fortune tutto da scrivere. Storie di Jazz e dintorni ha provato a tracciare un ritratto di donna in musica e ora vi invita a cercarlo nei dischi analizzati e recensiti, nei concerti ... poichè la musica è cultura e tutti i musicisti vanno sostenuti! 

Qui trovate il profilo Bandcamp di Alessia Obino  https://alessiaobino.bandcamp.com/music





lunedì 30 giugno 2025

Music Reviuw 2.0 - i suoni del nuovo millennio - presenta: No Longer Human di Antonio Tonietti - DISSIPATIO records / 2024




Music Reviuw 2.0  

- i suoni del nuovo millennio -

presenta

No Longer Human di Antonio Tonietti

DISSIPATIO records / 2024


Antonio Tonietti nella sua vita da farmacista, si è dedicato con ottimi risultati all'attività di liutaio/inventore di strumenti, musicista e compositore/esecutore. Collabora a diversi progetti discografici (Icereport e De Musica et Fungorum Effectis, Francesco Paladino, Incredible!, Le forbici di Manitù, Gianluca Becuzzi, con cui collabora sia come liutaio che come musicista) e incrocia anche uno dei maestri del massimalismo americano, Glen Branca, partecipando alla sua Sinfonia N. 13 Hallucination City. Il primo album, "Improvvisi per Tavola Armonica", pubblicato per Sonorus records, è stato creato esclusivamente con i suoni provenienti da uno strumento di sua invenzione, che mescola corde, molle, kalimba, vari oggetti che permettono interessanti collage sonori. Ha anche prodotto due brani inclusi in pubblicazioni dedicate rispettivamente alla vita di Nick Drake e Ian Curtis

Il secondo album esce il 27 gennaio per l'etichetta Dissipatio ed è dedicato alla vita e all'opera di Osamu Dazai e al suo romanzo No Longer Human. Antonio utilizza esclusivamente strumenti rigorosamente fatti in casa. I dati biografici di Antonio Tonietti ci presentano una mente creativa particolarmente interessante e alternativa, indipendente anche per la capacità di autocostruirsi gli strumenti musicali e tracciare degli itinerari e delle trame concettuali, mai banali, influenzata dalla passione per la cultura orientale, in particolar modo, tutto quell'immaginario che proviene dal Giappone. 

Ma chi è Dazai e perché è così centrale per comprendere la fruizione musicale di un lavoro complesso come No Longer Human

Dazai Osamu (1909-1948), pseudonimo letterario di Tsushima Shūji, nasce in una famiglia di ricchi proprietari terrieri nel Nord del Giappone. Nutritosi dei fermenti intellettuali degli anni venti, prende parte all’attività dei movimenti rivoluzionari di sinistra, restando però ancorato a un confuso ribellismo anarchico. Abbandona gli studi per dedicarsi alla scrittura, rompe con la famiglia e inaugura un’esistenza sbandata, con abuso di alcol e narcotici, culminata nel suicidio
Il romanzo postumo No Longer Human ( da noi tradotto con il titolo Lo Squalificato) lascia ai posteri forti tratti biografici e si inserisce nella tradizione della scuola decadente conosciuta come Burai-ha
Nel personaggio di Ōba Yōzo - con la sua torbida e decadente maschera - ritroviamo  l'austerità della società giapponese di allora in cui, se non ci si conforma, la pena è la squalifica.  
Mi sono approcciato all'ascolto del disco analizzando i tre taccuini che segnano le vicende di Ōba Yōzo e tracciano le differenti maschere del romanzo. Il CD No Longer Human è suddiviso in quattro movimenti: First Notebook, Second NotebookThird Notebook e Epilogue proprio come il libro ( se si esclude la parte introduttiva de Lo Squalificato)

Unire la lettura del romanzo e l'ascolto del CD - oltre a farci immedesimare in Ōba Yōzo . ci aiuta a comprendere la poetica letteraria di Dazai e la cultura  del decantentismo Burai-ha  - " Ho condotto una vita colma di vergogna. Mi sfugge finanche il senso dell’esistenza umana.” - è l'incipit da cui partire [ ...]  “Era mia convinzione che, per un uomo, “essere rispettato” significasse ingannare quante più persone possibili, fino al momento in cui un essere onnisciente e onnipotente si fosse palesato per mandarlo in rovina, infliggendogli una vergogna peggiore della morte.”




First Notebook è un flusso elettroacustico originato dagli strumenti autocostruiti di Tonietti - la chitarra battente preparata, la tavola armonica, duduk, filtrati anche attraverso i sintetizzatori  - si sovrappongono e si compenetrano con gli incanti acustici del piano di Massimo Amato e la vocalità strumentale elegiaca di Claudio Milano. Per raccontare l'infanzia di Ōba Yōzo le soluzioni sonore attuate sono cangianti di charoscuri e umori orientali, a cui fanno eco le scuole avanguardistiche occidentali.  Ora la maschera e la teatralità del personaggio prendono scena nelle trame musicali dell'album.  

“Innamorarsi, far innamorare, espressioni oltremodo volgari, patetiche e supponenti; a pronunciarle, pur in circostanze solenni, si finisce con il demolire il tempio della malinconia, rendendo tutto ovvio e banale.” 

In Second Notebook cambiano le dinamiche di suono - più vicine al rumorismo industrial - con ciangori elettronici e field recording spettrali. Ottimo l'amalgama delle sonorità atmosferiche ottenute dal basso preparato, poi manipolate e processate dai sintetizzatori di Tonietti. La ricerca vocale di Claudio Milano esalta le inquietudini di Ōba adolescente nei confronti della società.  La catarsi sperimentale di siffatta musica  si riflette nelle pagine del romanzo, fino ad amplificare la condizione esistenziale del protagonista; la cui precaria identità psicologica viene erosa dagli impietosi standard morali e conformisti della societa nipponica.  

Ōba Yōzo  si immerge in una dark side dove:  la donna e l'universo femminile sono appigli a cui aggrapparsi prima dell'immanennte oblio -  “La società è simile al mare, con le sue innumerevoli profondità e quel sorriso – al pari di un guizzo di luce brillante negli abissi marini – mi permise di scorgere il baratro della vita adulta.”
   
In Third Notebook le pulsazioni del basso si fanno più dense e si inabissano in un fondale oscuro di campionamenti orchestrali e rumori dissonanti - perlopiù proventienti da fieldrecordings di ambienti naturaliGiorgio Pinardi subentra al canto per inscenare una liturgia dell'impossibile; la cui phoné  ipnotica mi fa pensare ad un mantra orientale primordiale, emerso in un background di sibili alienanti che si infrangono in  una coda in dissolvenza  prossima al silenzio metafisico del creato

L'esistenza depressiva del personaggio è votata all'autodistruzione: egli si lascia annegare nel profondo mare dell'irrazionalità.  Oltre la propria maschera resta soltanto la follia: Dio, ti chiedo: è una colpa non opporre resistenza?      

[ “Ormai non ero più considerato un criminale, bensì un pazzo. Eppure io sapevo bene di non esserlo. Non lo ero mai stato, nemmeno per un istante. Ma forse è quello che dice ogni pazzo di sé. In ogni caso, quelli ricoverati nell’ospedale erano considerati matti, mentre quelli fuori no, così stavano le cose.  ]

Epilogue

Epilogue, l’ultimo brano di No Longer Human, è costruito alla stessa maniera del brano I’m Sitting In A Room di Alvin Lucier

In principio Antonio Tonietti ha registrato su nastro la frase recitata dalla scrittrice e attrice teatrale  Silvia Pegah ScaglioneOra non sono felice, ma non sono neanche infelice. Tutto passa. Questa è l’unica cosa che a parer mio s’avvicini alla verità, nella società degli esseri umani, dove ho dimorato sino a oggi come in un inferno rovente. Tutto passa  

Silvia  ha riprodotto questo frammento letterario - estrapolato  dall'epilogo del romanzo - in una stanza mentre il musicista la registrava con un altro registratore a cassetta.  Questo passaggio è stato poi riprodotto moltissime altre volte, alla fine la frase per via della “fallibilità” del nastro si dissolve, non è più intellegibileEpilogue  è di fatto un parallelo con la dissoluzione della vita del protagonista del romanzo No Longer Human.

Segnalo il contributo di Tetsurah Konishi al modified alto recorder: un flauto dolce modificato per riprodurre le sonorità esotico orientali dello shakuachi, il flauto giapponese. La sua guest  performance chiude a sugello un'operazione culturale che non merita di cadere nella retrovia delle cosidette nicchie di mercato della musica sperimentale underground





Dal mio personale punto di osservazione critico-analitico No Longer Human è una raffinata esperienza sensoriale: il nostro ( artista, farmacista e liutaio) ha creato un prodotto artistico totale inclusivo di cartoline nella prima edizione numerata ( realizzate a mano dallo stesso Antonio) con la tecnica gelli press pinting - un particolare procedimento di composizione tipografica di monotype: in questa disamina trovate il ritratto di Dazai/ Ōba Yōzo ( come lo vedete in alto) e due delle quattro coprotagoniste femminili della sua tormentata vicenda esistenziale ( di cui ho vi ho allegato la prima e l'ultima card)  


No Longer Human 
by 
Antonio Tonietti 


1.First notebook 08:18
2.Second notebook 09:36
3.Third notebook 09:56
4. Epilogue 12:46

About

'No Longer Human
is dedicated to the life and work of Osamu Dazai and his novel No Longer Human



First notebook:
Antonio Tonietti: chitarra battente preparata, duduk
tavola armonica, synth
Claudio Milano: voce
Massimo Amato: piano

Second notebook:
Antonio Tonietti: basso preparato, basso, synth
Claudio Milano: voce

Third notebook:
Antonio Tonietti: basso, synth, field recording
Giorgio Pinardi: voce

Epilogue:
Antonio Tonietti: Electric Koto, field recording
Silvia Pegah Scaglione: voce
Tetsuroh Konishi: modified alto recorder


credits
released January 27, 2024

Antonio Tonietti uses exclusively home-made instruments.
photo: Rita Lazzaro-Impermanence
Monoprint - Antonio Tonietti from the No longer Human series
mastered by Giuseppe Ielasi
license
all rights reserved




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lunedì 17 marzo 2025

Il Disco è Cultura! Here and Now - I ritratti in Jazz per voce e contrabbasso di Marilena Paradisi e Bob Nieske. Losen Records, 2024

 


Intro:

Here and Now 

 I ritratti in Jazz per voce e contrabbasso di Marilena Paradisi e Bob Nieske 


Tra le uscite discografiche che hanno lasciato un segno nell'autunno del 2024 - e continuano a fare proseliti in questo scorcio del 2025 - si è distinto il nuovo parto discografico di Marilena Paradisi con il contrabbassista americano Robert Bob NieskeHere and Now - pubblicato il 18 ottobre per l’etichetta norvegese Losen Records  - fondata da Odd Gjiessen presso la società di distribuzione Musikklosen. La cantante - originaria di Roma - aveva già realizzato un CD in duo con il pianista statunitense Kirk Lightsey per la prestigiosa label nel maggio del 2017 - il  melodioso e armonioso Some Place Called Where.

In data sabato 15 febbraio 2025 Bob Nieske ha raggiunto la cantante nella capitale per eseguire i brani del nuovo progetto artistico alla  Casa del Jazz - una ex villa confiscata alla malavita  - appartenuta al boss della Banda della Magliana Enrico Nicoletti - e in seguito assegnata al comune di Roma dall'allora sindaco Walter Veltroni per farne un punto di ritrovo culturale. Il concerto di Here and Now porta in nuce dei ritratti in musica fantasiosi ed emotivi per voce e contrabbasso, di conseguenza gli standards eseguiti si disvelano a noi come dei  prodigi emozionali - contrassegnati da una magistrale libertà creativa. Tutto ciò che possiamo ascoltare nel disco rivive nella gremita sala auditorium  in maniera passionale, vibrante, intensa:  i critici di settore - insieme ai fortunati spettatori  - ne hanno lodato l'interplay.  Oltre ai dodici brani in scaletta il duo ha scelto di eseguire tre composizioni di Jimmy Giuffre: Phoenix, Moonlight e Mosquito Dance  





Brevi cenni biografici su Marilena Paradisi e Bob Nieske


Marilena  è una cantante particolare - tra le più originali e inclassificabili della scena nazionale e internazionale - rifugge da sempre l'ovvio in favore di progetti artistici atipici e trasversali e multidisciplinari: ha dunque esplorato tantissimi linguaggi musicali - dagli standard jazz alla canzone d'autore fino ad implementare nel proprio background tutte le possibilità del canto strumentale e contemporaneo

Marilena Paradisi ha studiato con la grande cantante giapponese Michiko Hirayama (1923-2018) nota per I Canti del Capricorno di Giacinto Scelsi ( 1905-1988)  Nel 2013 pubblica Prelude for Voice and Silence Silta records) ed ha l'onore di immortalare in un supporto fonografico alcuni esperimenti in solitudine e dei duetti con la Hyrayama 

Ha inciso dischi con dei maestri indiscussi: Intimate Conversation  ( 2004, Abeat records) in duo con Pietro LeverattoPensiero - Omaggio a Gino Paoli ( 2006,Philology) in trio con Renato Sellani e Dino Piana

I lavori discografici pubblicati per la Silta records The Cave - Dialogues Between Echoes of Stone -  coaccreditato al percussionista, flautista Ivan Macera - e Rainbow Inside: Free Improvvisations to watercolors - scritto e concepito con il contributo del  sensibile chitarrista Arturo Tallini -  traggono ragione di essere nei luoghi siti di particolari ambienti naturali, o nella pittura, nella poesia e nell'essenza della creatività totale.

Bob Nieske ha stretto un sodalizio decennale con Jimmy Giuffre diventando una colonna portante del quartetto senza strumenti armonici - documentato nei 33 giri Soul Note di Giovanni Bonandrini - Quasar, Dragonfly e Liquid Dancers. Ha approfondito il metodo Lidio cromatico di George Russell.  Si è distinto suonando e collaborando con la leggenda del violino Jazz Stephane Grappelì. Ha suonato e inciso musica con la formazione di avanguardia Either/Orchestra. Tra i suoi progetti và segnalata una suite per trio Jazz e Lyndian String Quartet, documentata nel CD Semplicity ( Accurate,2000) molto acclamata dalla critica.  





Marilena Paradisi/Bob Nieske - Here and Now 

Losen Records, 2024


La scintilla creativa da cui si è originato il duo di Here and Now và individuata in una esibizione dal vivo antecedente alla pandemia. Nel comunicato stampa della Losen Records Marilena Paradisi ce ne parla in prima persona:  "Nel 2019 feci un concerto con Bob Nieske a Cambridge: era la prima volta che suonavo con lui, trovammo una inaspettata intesa musicale, fu davvero come se avessimo suonato insieme chissà da quanti anni. È una cosa davvero rara, soprattutto quando si tratta di un duo formato da voce e contrabbasso. Il Covid ha fermato tutto, quando è stato possibile ci siamo incontrati di nuovo a Boston e abbiamo finalmente registrato insieme. Con Bob ho trovato una comunicazione totalmente spontanea, con una libertà di espressione che ci ha consentito di vivere l’estemporaneità del momento. Il titolo “Here And Now” nasce proprio da questo"

La cantante romana e il contrabbassista statunitense si sono trovati sulla stessa corda e si è innescata la giusta vibrazione alchemica - il risultato che ne è scaturrito è eccellente. La seduta di registrazione del 21 Maggio a Boston ci riporta al concerto di Cambridge: nelle note interne di copertina scritte da Gerlando Gatto il giornalista paragona l'ascolto del cd a un buon live da gustare con prudenza, brano dopo brano - " ché la sorpresa è sempre dietro l'angolo"

L'incedere ipnotico e blues di Life B's Poem - un tema poco battuto di Bobby Hutcherson - e il flusso energico di Black Nile - un classico di Wayne Shorter -  la cui vivacità sonora rimanda allo scorrere di un percorso fluviale,  vengono esaltati da un dialogo voce e contrabbasso alla pari. Marilena passa dal testo cantato alla vocalità strumentale - da non confondere con il tradizionale scatt - mentre Bob Nieske utilizza il basso da strumento solista, evitando così la rassicurante, ma ovvia funzionalità di accompagnamento e sostegno ritmico. Aleggia lo stile libero e lineare di Jimmy Giuffre simile alla tecnica del contrappuntodove pattern e piccole sequenze in movimento aiutano a costruire le linee forti e portano con se l'orecchio dell'ascoltatore. In un'intervista rilasciata a doppiojazz.it Bob Nieske paragona il feeling musicale del duo alla metodologia di lavoro del gruppo senza strumenti armonici di Giuffre.  

Il contrabbassista si lancia nel tema più frizzante di My Friend Flora di Astrud Gilberto, una bossa louge sottoposta alla versatile vocalità della cantante. Two for the Road di Henry Mancini colora l'ascolto di romanticismo -  contrabbasso e voce tessono le trame del racconto in un jazz cinematico e i musici ci amaliano nella sezione centrale strumentale. Menzione a parte per Chelsea Bridge di Billy Strayhorn, uno standard dal taglio struggente e malinconico rivitalizzato dalla formula adottata per Here And Now - e per l'inclusione di Del Sasser del contrabbassista Sam Jones: una perla oscura del sottobosco jazz che personalmente non conoscevo.

Marilena scrive il testo per Lawns di Carla Bley e lavora sui charoscuri di Portrait in Black and White di Jobim cantandoli in lingua italiana; non paga di tanta creatività cesella i versi poetici de Il Mercante di Venezia per adattare le liriche di William Shakespeare con le musiche di Duke Ellington sounds of Love  - tra le migliori ballate di Mingus.  

Poetica è anche la spazialità ariosa e liquida della fotografia di copertina ( scattata dalla Paradisi) - non rievoca forse lo stesso impressionismo trasognante e materico della cover del 33 giri Crystall Silence? La balland di Chic Corea - condivisa nei primi anni settanta con il vibrafonista Gary Burton  - è presente nella scaletta di questo CD come terza traccia, ed è stato il primo brano che ho scelto di  ascoltare, affascinato dalla copertina dell'album. Nel complesso Here and Now mi fà pensare ad un felice incontro di kindred spirits ascesi nell'etere dei nostri ascolti con dei giochi di fantasia, poesia, improvvisazioni e ritratti in musica per voce e contrabbasso 


Il Disco è Cultura!




CD info

Catalogue No: LOS 310-2

EAN: 7090025833106


    ISRC:

1 Little B´s Poem (Bobby Hutcherson) 3:26 NO2NJ2410010

2 Black Nile (Wayne Shorter) 2:12 NO2NJ2410020

3 Crystal Silence (Chick Corea) 4:12 NO2NJ2410030

4 My Friend Flora (Astrud Gilberto) 2:27 NO2NJ2410040

5 Don´t Misunderstand (Gordon Parks) 2:48 NO2NJ2410050

6 Two For The Road (Henry Mancini) 3:51 NO2NJ2410060

7 Portrait In Black And White (A.C. Jobim / Italian lyrics Marilena Paradisi) 5:12 NO2NJ2410070

8 Del Sasser (Sam Jones) 2:52 NO2NJ2410080

9 Duke Ellington´s Sound Of Love (Charles Mingus / lyrics by William Shakespeare,

adapted by Marilena Paradisi from “The Merchant of Venice, act III scene II”) 2:36 NO2NJ2410090

10 Lawns (Carla Bley / lyrics Marilena Paradisi) 4:36 NO2NJ2410100

11 Chelsea Bridge (Billy Strayhorn) 2:31 NO2NJ2410110

12 Never Will I Marry (Frank Loesser) 2:31 NO2NJ2410120


Total Time: 39:14


Marilena Paradisi 

voice

Bob Nieske 

double bass


Artistic Project and arrangements by Marilena Paradisi & Bob Nieske


Recorded May 21, 2024 by Peter Kontrimas at PBS Studio Westwood, Boston, Mass. USA

Mixed and mastered by Clive Simpson at Extra Beat Studio, Rome, Italy

Produced by Marilena Paradisi

Executive producer Odd Gjelsnes

Front cover photo by Marilena Paradisi

Musician´s photo by Peter Kontrimas

Design by Max Franosch


martedì 11 febbraio 2025

Il Disco è Cultura! LISISTRATA - il ritorno discografico degli Enten Eller con la partecipazione speciale di Iva Bittovà ( autoproduzione discografica indipendente, 2024)


 LISISTRATA 

( autoproduzione discografica indipendente, 2024)




Il Disco è Cultura!

Introduzione 

Il 2024 è stato un anno importante e particolarmente impegnativo per Massimo Barbiero: tra le iniziative che si sono svolte nella prestigiosa cornice della 44esima edizione dell'Open Papyrus Jazz Festival - indetto e organizzato dal maestro  - va segnalata una data molto importante: il 6 settembre al Cortile del Museo Garda di Ivrea si è tenuto il concerto celebrativo per i 37 anni di attività degli Enten Eller.  

La formazione non suonava più dal 2019, tuttavia è riuscita magistralmente a integrarsi con le special guest Iva Bittovà e Danilo Gallo.  Uno dei tratti peculiari del loro modus operandi è quello di essere un gruppo aperto per favorire delle collaborazioni con musicisti versatili e eterogenei, caratteristiche necessarie per la realizzazione di progetti sempre differenti e di largo respiro. 

Per il nuovo parto discografico  Barbiero - leader e cofondatore storico insieme a Maurizio Brunod - ha scelto di evitare  la consueta formula del live celebrativo canonico, così da realizzare un progetto totalmente inedito su cui poi costituire l'idea portante per un'opera di musica totale: di conseguenza il live di Lisistrata è una preziosa occasione per approfondire un'esperienza artistica e creativa che non ha equali in Italia e in Europa  e nel resto del mondo 


 LISISTRATA  

Enten Eller & Iva Bittovà  


Per il concerto di Lisistrata non ci sono state prove, solo un lavoro di scrittura di Massimo Barbiero e di Alberto Mandarini, una costruzione strutturale dove i brani o i background sono usati all’interno di una conduction che mette in gioco più combinazioni (duo, trio, quartetto, collettivo) il tutto spiegato nel backstage con partiture alla mano. 

Lisistrata ha il costrutto narrativo di una suite a tema: la storia di Lisistrata ruota intorno alla protagonista delle commedia Aristofanea risalente al 411 a.C. Il mito racconta di come la donna ateniese - con la complicità  della spartana Lampitòsia riuscita a unire le donne greche in uno sciopero del sesso ad oltranza,  così da reprimere la guerra nel Peloponneso. 

Il CD si apre con un brano inedito Aquarius - scritto da Barbiero - e introduce il Mito: a questo tema si susseguono le tracce dei brani classici del repertorio rivisti nella formula a suite: Pragma ( guerra) - Mostar - Denique Caelum ( macerie) - Praxis - Torquemada ( speranza)  - Per Emanuela - Sud ( illusione rabbia)  

La struttura complessiva di Lisistrata permette agli strumentisti di permeare nel loro background impro jazz la musica erudita extra-colta contemporanea e il folclore immaginario di un mediterraneo che convive in simbiosi con le tradizioni popolari dell'Europa del Nord e dell"Est. Una sintesi espressiva e artistica dove il valore aggiunto è la gamma di sperimentazioni vocali portate in dote dalla Bittovà che conferiscono alla performance una fascinazione particolarnente emozionante: segnalo la dolente melodia di Mostar trasmutata in un canto malinconico e lunare (  il tema  rievoca la guerra nella ex Jugoslavia)

Le possibilità di dialogo interattivo offerte dai due contrabbassi sono molteplici e vanno dal free alla melodia,  fino a conferire al ritmo una cantabilità felicemente descrittiva. Danilo Gallo ha alle spalle una lunga storia nel mondo del jazz alternativo e si è contraddistinto anche come un brillante e efficace musicista, compositore e produttore discografico indipendente. Il bassista si è integrato nell'economia musicale degli Enten Eller in modo spontaneo e ha supportato la peripezia strumentale di Giovanni Maier senza prendere la scena.  

La chitarra di Brunod ha offerto attimi di trasognante progressive nel segmento Per Emanuela, i cui echi dei Genesis e dei King Crimson restano udibili nelle percussioni di Barbiero e nel suadente solo di violino con cui Bittovà si abbandona per far librare in aria il potere del proprio canto. Il concerto ha il suo epilogo in Sud ( illusione rabbia); il brano rievoca le sonorità etnico mediorientali e quelle dell'Europa centrale: impreziosito da melismi e vocalizzi, trilli armonici e canto muezzin di cui Iva Bittovà è conoscitrice ( nelle note di copertina Davide Ielmini cita Cathy Berberian e Demetrio Stratos

Tutto è sorretto da una tessitura orchestrale vicina alla sensibilità multiculturale di Don Cherry, Don Ellis e Charlie Haden. Alberto Mandarini ( tromba e flicorno) condivide con Massimo Barbiero la propensione alla melodia e a un progressivo recupero delle note essenziali.  

Va ricordato che il gruppo si è costituito nella seconda metà degli anni 80 e nel corso dei decenni le origini free e impro dei loro componenti si sono sedimentate nel DNA del collettivo per lasciare respiro alla musicalità mediterranea. Stiamo parlando di un tratto peculiare che non è passato inosservato all'estero ( la collaborazione con Tim Berne segnalata da DownBeat) L'incontro con la compositrice, violista e cantante ceca è un capitolo destinato a iscriversi alla voce capolavoro!

Forse Lisistrata è un pretesto per riflettere sulle grevi e minacciose guerre che funestano la striscia di Gaza in medioriente e il conflitto tra l'Ungheria e la Russia; senza dimenticare tutte le altre situazioni belliche nei differenti e oppressi Sud del mondo. 

Se ci soffermiamo sulla citazione di Pavese “L’unico modo di sfuggire all’abisso é di guardarlo e misurarlo e discendervi” possiamo leggere il progetto anche in questo modo: LISISTRATA è una proposta artistica degna di essere documentata perché nel caso specifico degli Enten EllerIva Bittovà Il Disco è Cultura! 




SCHEDA TECNICA/ 
CREDITI 


Alberto Mandarini: Trumpet ,flugelhorn
Maurizio Brunod: Electric guitars, live sampling, effects
Giovanni Maier : Double Bass
Massimo Barbiero: Drums e percussion

Special guest
Danilo Gallo : Double Bass
Iva Bittova: Voice violin

Intro
1) Aquarius Violino voce / batteria (Massimo Barbiero) 03:31
2) Pragma (guerra) (Massimo Barbiero) 06:49
3) Mostar (Background 1 chitarra contrabbasso Gallo) (Brunod Lodati) 03:35
4) Denique Caelum (macerie) (Massimo Barbiero) 05:22
5) Praxis (Background 2 Tromba Percussioni contrabbasso Maier) (Massimo Barbiero) 03:36
6) Torquemada (speranza) (Alberto Mandarini) 11:09
7) Per Emanuela (Background 3 collettivo (Massimo Barbiero) 07:44
8) ) Sud (illusione rabbia) (Walter Leonardi) 06:10

Total time: 48:01

“L’unico modo di sfuggire all’abisso é di guardarlo e misurarlo e discendervi”
Cesare Pavese

Recorded on 6 Settembre 2024 at Ivrea (44° Open Papyrus Jazz Festival)
Mixed on 24 ottobre 2024 Sound engineer Mario Bertodo

Cover e Photos:Luc Buti Ugo Cometto
liner notes: Davide Ielmini
Graphic design: Fabio Rodda

Il disco è un'autoproduzione di Massimo Barbiero ed è ordinabile contattando il musicista in privato. Allego il link del sito internet ufficiale del maestro: https://www.massimobarbiero.com/IT/ e il link del profilo Bandcamp per l'ascolto e l'acquisto di tutti i suoi album in formato digitale: https://massimobarbiero.bandcamp.com/

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