My Ideal Blog : Globalartisticfusion.blogspot.com di Patrizio De Santis Patrizio De Santis è titol

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Questo blog è nato come se fosse un'isola felice dove sperimentare una scrittura personale e condividere le mie passioni con qualsiasi internauta interessato alla bellezza. La sua dinamo propulsiva è la passione e l'amore per l'Arte. Ho realizzato uno spazio libero e autogestito, impostando tale contenitore come se fosse un potenziale Magazine cartaceo di approfondimenti culturali e artistici. Global Artistic Fusion è una sintesi della mia ricerca popolare e culturale: un mondo che vi offro nel My Ideal Blog 2.0

lunedì 30 giugno 2025

Music Reviuw 2.0 - i suoni del nuovo millennio - presenta: No Longer Human di Antonio Tonietti - DISSIPATIO records / 2024




Music Reviuw 2.0  

- i suoni del nuovo millennio -

presenta

No Longer Human di Antonio Tonietti

DISSIPATIO records / 2024


Antonio Tonietti nella sua vita da farmacista, si è dedicato con ottimi risultati all'attività di liutaio/inventore di strumenti, musicista e compositore/esecutore. Collabora a diversi progetti discografici (Icereport e De Musica et Fungorum Effectis, Francesco Paladino, Incredible!, Le forbici di Manitù, Gianluca Becuzzi, con cui collabora sia come liutaio che come musicista) e incrocia anche uno dei maestri del massimalismo americano, Glen Branca, partecipando alla sua Sinfonia N. 13 Hallucination City. Il primo album, "Improvvisi per Tavola Armonica", pubblicato per Sonorus records, è stato creato esclusivamente con i suoni provenienti da uno strumento di sua invenzione, che mescola corde, molle, kalimba, vari oggetti che permettono interessanti collage sonori. Ha anche prodotto due brani inclusi in pubblicazioni dedicate rispettivamente alla vita di Nick Drake e Ian Curtis

Il secondo album esce il 27 gennaio per l'etichetta Dissipatio ed è dedicato alla vita e all'opera di Osamu Dazai e al suo romanzo No Longer Human. Antonio utilizza esclusivamente strumenti rigorosamente fatti in casa. I dati biografici di Antonio Tonietti ci presentano una mente creativa particolarmente interessante e alternativa, indipendente anche per la capacità di autocostruirsi gli strumenti musicali e tracciare degli itinerari e delle trame concettuali, mai banali, influenzata dalla passione per la cultura orientale, in particolar modo, tutto quell'immaginario che proviene dal Giappone. 

Ma chi è Dazai e perché è così centrale per comprendere la fruizione musicale di un lavoro complesso come No Longer Human

Dazai Osamu (1909-1948), pseudonimo letterario di Tsushima Shūji, nasce in una famiglia di ricchi proprietari terrieri nel Nord del Giappone. Nutritosi dei fermenti intellettuali degli anni venti, prende parte all’attività dei movimenti rivoluzionari di sinistra, restando però ancorato a un confuso ribellismo anarchico. Abbandona gli studi per dedicarsi alla scrittura, rompe con la famiglia e inaugura un’esistenza sbandata, con abuso di alcol e narcotici, culminata nel suicidio
Il romanzo postumo No Longer Human ( da noi tradotto con il titolo Lo Squalificato) lascia ai posteri forti tratti biografici e si inserisce nella tradizione della scuola decadente conosciuta come Burai-ha
Nel personaggio di Ōba Yōzo - con la sua torbida e decadente maschera - ritroviamo  l'austerità della società giapponese di allora in cui, se non ci si conforma, la pena è la squalifica.  
Mi sono approcciato all'ascolto del disco analizzando i tre taccuini che segnano le vicende di Ōba Yōzo e tracciano le differenti maschere del romanzo. Il CD No Longer Human è suddiviso in quattro movimenti: First Notebook, Second NotebookThird Notebook e Epilogue proprio come il libro ( se si esclude la parte introduttiva de Lo Squalificato)

Unire la lettura del romanzo e l'ascolto del CD - oltre a farci immedesimare in Ōba Yōzo . ci aiuta a comprendere la poetica letteraria di Dazai e la cultura  del decantentismo Burai-ha  - " Ho condotto una vita colma di vergogna. Mi sfugge finanche il senso dell’esistenza umana.” - è l'incipit da cui partire [ ...]  “Era mia convinzione che, per un uomo, “essere rispettato” significasse ingannare quante più persone possibili, fino al momento in cui un essere onnisciente e onnipotente si fosse palesato per mandarlo in rovina, infliggendogli una vergogna peggiore della morte.”




First Notebook è un flusso elettroacustico originato dagli strumenti autocostruiti di Tonietti - la chitarra battente preparata, la tavola armonica, duduk, filtrati anche attraverso i sintetizzatori  - si sovrappongono e si compenetrano con gli incanti acustici del piano di Massimo Amato e la vocalità strumentale elegiaca di Claudio Milano. Per raccontare l'infanzia di Ōba Yōzo le soluzioni sonore attuate sono cangianti di charoscuri e umori orientali, a cui fanno eco le scuole avanguardistiche occidentali.  Ora la maschera e la teatralità del personaggio prendono scena nelle trame musicali dell'album.  

“Innamorarsi, far innamorare, espressioni oltremodo volgari, patetiche e supponenti; a pronunciarle, pur in circostanze solenni, si finisce con il demolire il tempio della malinconia, rendendo tutto ovvio e banale.” 

In Second Notebook cambiano le dinamiche di suono - più vicine al rumorismo industrial - con ciangori elettronici e field recording spettrali. Ottimo l'amalgama delle sonorità atmosferiche ottenute dal basso preparato, poi manipolate e processate dai sintetizzatori di Tonietti. La ricerca vocale di Claudio Milano esalta le inquietudini di Ōba adolescente nei confronti della società.  La catarsi sperimentale di siffatta musica  si riflette nelle pagine del romanzo, fino ad amplificare la condizione esistenziale del protagonista; la cui precaria identità psicologica viene erosa dagli impietosi standard morali e conformisti della societa nipponica.  

Ōba Yōzo  si immerge in una dark side dove:  la donna e l'universo femminile sono appigli a cui aggrapparsi prima dell'immanennte oblio -  “La società è simile al mare, con le sue innumerevoli profondità e quel sorriso – al pari di un guizzo di luce brillante negli abissi marini – mi permise di scorgere il baratro della vita adulta.”
   
In Third Notebook le pulsazioni del basso si fanno più dense e si inabissano in un fondale oscuro di campionamenti orchestrali e rumori dissonanti - perlopiù proventienti da fieldrecordings di ambienti naturaliGiorgio Pinardi subentra al canto per inscenare una liturgia dell'impossibile; la cui phoné  ipnotica mi fa pensare ad un mantra orientale primordiale, emerso in un background di sibili alienanti che si infrangono in  una coda in dissolvenza  prossima al silenzio metafisico del creato

L'esistenza depressiva del personaggio è votata all'autodistruzione: egli si lascia annegare nel profondo mare dell'irrazionalità.  Oltre la propria maschera resta soltanto la follia: Dio, ti chiedo: è una colpa non opporre resistenza?      

[ “Ormai non ero più considerato un criminale, bensì un pazzo. Eppure io sapevo bene di non esserlo. Non lo ero mai stato, nemmeno per un istante. Ma forse è quello che dice ogni pazzo di sé. In ogni caso, quelli ricoverati nell’ospedale erano considerati matti, mentre quelli fuori no, così stavano le cose.  ]

Epilogue

Epilogue, l’ultimo brano di No Longer Human, è costruito alla stessa maniera del brano I’m Sitting In A Room di Alvin Lucier

In principio Antonio Tonietti ha registrato su nastro la frase recitata dalla scrittrice e attrice teatrale  Silvia Pegah ScaglioneOra non sono felice, ma non sono neanche infelice. Tutto passa. Questa è l’unica cosa che a parer mio s’avvicini alla verità, nella società degli esseri umani, dove ho dimorato sino a oggi come in un inferno rovente. Tutto passa  

Silvia  ha riprodotto questo frammento letterario - estrapolato  dall'epilogo del romanzo - in una stanza mentre il musicista la registrava con un altro registratore a cassetta.  Questo passaggio è stato poi riprodotto moltissime altre volte, alla fine la frase per via della “fallibilità” del nastro si dissolve, non è più intellegibileEpilogue  è di fatto un parallelo con la dissoluzione della vita del protagonista del romanzo No Longer Human.

Segnalo il contributo di Tetsurah Konishi al modified alto recorder: un flauto dolce modificato per riprodurre le sonorità esotico orientali dello shakuachi, il flauto giapponese. La sua guest  performance chiude a sugello un'operazione culturale che non merita di cadere nella retrovia delle cosidette nicchie di mercato della musica sperimentale underground





Dal mio personale punto di osservazione critico-analitico No Longer Human è una raffinata esperienza sensoriale: il nostro ( artista, farmacista e liutaio) ha creato un prodotto artistico totale inclusivo di cartoline nella prima edizione numerata ( realizzate a mano dallo stesso Antonio) con la tecnica gelli press pinting - un particolare procedimento di composizione tipografica di monotype: in questa disamina trovate il ritratto di Dazai/ Ōba Yōzo ( come lo vedete in alto) e due delle quattro coprotagoniste femminili della sua tormentata vicenda esistenziale ( di cui ho vi ho allegato la prima e l'ultima card)  


No Longer Human 
by 
Antonio Tonietti 


1.First notebook 08:18
2.Second notebook 09:36
3.Third notebook 09:56
4. Epilogue 12:46

About

'No Longer Human
is dedicated to the life and work of Osamu Dazai and his novel No Longer Human



First notebook:
Antonio Tonietti: chitarra battente preparata, duduk
tavola armonica, synth
Claudio Milano: voce
Massimo Amato: piano

Second notebook:
Antonio Tonietti: basso preparato, basso, synth
Claudio Milano: voce

Third notebook:
Antonio Tonietti: basso, synth, field recording
Giorgio Pinardi: voce

Epilogue:
Antonio Tonietti: Electric Koto, field recording
Silvia Pegah Scaglione: voce
Tetsuroh Konishi: modified alto recorder


credits
released January 27, 2024

Antonio Tonietti uses exclusively home-made instruments.
photo: Rita Lazzaro-Impermanence
Monoprint - Antonio Tonietti from the No longer Human series
mastered by Giuseppe Ielasi
license
all rights reserved




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lunedì 17 marzo 2025

Il Disco è Cultura! Here and Now - I ritratti in Jazz per voce e contrabbasso di Marilena Paradisi e Bob Nieske. Losen Records, 2024

 


Intro:

Here and Now 

 I ritratti in Jazz per voce e contrabbasso di Marilena Paradisi e Bob Nieske 


Tra le uscite discografiche che hanno lasciato un segno nell'autunno del 2024 - e continuano a fare proseliti in questo scorcio del 2025 - si è distinto il nuovo parto discografico di Marilena Paradisi con il contrabbassista americano Robert Bob NieskeHere and Now - pubblicato il 18 ottobre per l’etichetta norvegese Losen Records  - fondata da Odd Gjiessen presso la società di distribuzione Musikklosen. La cantante - originaria di Roma - aveva già realizzato un CD in duo con il pianista statunitense Kirk Lightsey per la prestigiosa label nel maggio del 2017 - il  melodioso e armonioso Some Place Called Where.

In data sabato 15 febbraio 2025 Bob Nieske ha raggiunto la cantante nella capitale per eseguire i brani del nuovo progetto artistico alla  Casa del Jazz - una ex villa confiscata alla malavita  - appartenuta al boss della Banda della Magliana Enrico Nicoletti - e in seguito assegnata al comune di Roma dall'allora sindaco Walter Veltroni per farne un punto di ritrovo culturale. Il concerto di Here and Now porta in nuce dei ritratti in musica fantasiosi ed emotivi per voce e contrabbasso, di conseguenza gli standards eseguiti si disvelano a noi come dei  prodigi emozionali - contrassegnati da una magistrale libertà creativa. Tutto ciò che possiamo ascoltare nel disco rivive nella gremita sala auditorium  in maniera passionale, vibrante, intensa:  i critici di settore - insieme ai fortunati spettatori  - ne hanno lodato l'interplay.  Oltre ai dodici brani in scaletta il duo ha scelto di eseguire tre composizioni di Jimmy Giuffre: Phoenix, Moonlight e Mosquito Dance  





Brevi cenni biografici su Marilena Paradisi e Bob Nieske


Marilena  è una cantante particolare - tra le più originali e inclassificabili della scena nazionale e internazionale - rifugge da sempre l'ovvio in favore di progetti artistici atipici e trasversali e multidisciplinari: ha dunque esplorato tantissimi linguaggi musicali - dagli standard jazz alla canzone d'autore fino ad implementare nel proprio background tutte le possibilità del canto strumentale e contemporaneo

Marilena Paradisi ha studiato con la grande cantante giapponese Michiko Hirayama (1923-2018) nota per I Canti del Capricorno di Giacinto Scelsi ( 1905-1988)  Nel 2013 pubblica Prelude for Voice and Silence Silta records) ed ha l'onore di immortalare in un supporto fonografico alcuni esperimenti in solitudine e dei duetti con la Hyrayama 

Ha inciso dischi con dei maestri indiscussi: Intimate Conversation  ( 2004, Abeat records) in duo con Pietro LeverattoPensiero - Omaggio a Gino Paoli ( 2006,Philology) in trio con Renato Sellani e Dino Piana

I lavori discografici pubblicati per la Silta records The Cave - Dialogues Between Echoes of Stone -  coaccreditato al percussionista, flautista Ivan Macera - e Rainbow Inside: Free Improvvisations to watercolors - scritto e concepito con il contributo del  sensibile chitarrista Arturo Tallini -  traggono ragione di essere nei luoghi siti di particolari ambienti naturali, o nella pittura, nella poesia e nell'essenza della creatività totale.

Bob Nieske ha stretto un sodalizio decennale con Jimmy Giuffre diventando una colonna portante del quartetto senza strumenti armonici - documentato nei 33 giri Soul Note di Giovanni Bonandrini - Quasar, Dragonfly e Liquid Dancers. Ha approfondito il metodo Lidio cromatico di George Russell.  Si è distinto suonando e collaborando con la leggenda del violino Jazz Stephane Grappelì. Ha suonato e inciso musica con la formazione di avanguardia Either/Orchestra. Tra i suoi progetti và segnalata una suite per trio Jazz e Lyndian String Quartet, documentata nel CD Semplicity ( Accurate,2000) molto acclamata dalla critica.  





Marilena Paradisi/Bob Nieske - Here and Now 

Losen Records, 2024


La scintilla creativa da cui si è originato il duo di Here and Now và individuata in una esibizione dal vivo antecedente alla pandemia. Nel comunicato stampa della Losen Records Marilena Paradisi ce ne parla in prima persona:  "Nel 2019 feci un concerto con Bob Nieske a Cambridge: era la prima volta che suonavo con lui, trovammo una inaspettata intesa musicale, fu davvero come se avessimo suonato insieme chissà da quanti anni. È una cosa davvero rara, soprattutto quando si tratta di un duo formato da voce e contrabbasso. Il Covid ha fermato tutto, quando è stato possibile ci siamo incontrati di nuovo a Boston e abbiamo finalmente registrato insieme. Con Bob ho trovato una comunicazione totalmente spontanea, con una libertà di espressione che ci ha consentito di vivere l’estemporaneità del momento. Il titolo “Here And Now” nasce proprio da questo"

La cantante romana e il contrabbassista statunitense si sono trovati sulla stessa corda e si è innescata la giusta vibrazione alchemica - il risultato che ne è scaturrito è eccellente. La seduta di registrazione del 21 Maggio a Boston ci riporta al concerto di Cambridge: nelle note interne di copertina scritte da Gerlando Gatto il giornalista paragona l'ascolto del cd a un buon live da gustare con prudenza, brano dopo brano - " ché la sorpresa è sempre dietro l'angolo"

L'incedere ipnotico e blues di Life B's Poem - un tema poco battuto di Bobby Hutcherson - e il flusso energico di Black Nile - un classico di Wayne Shorter -  la cui vivacità sonora rimanda allo scorrere di un percorso fluviale,  vengono esaltati da un dialogo voce e contrabbasso alla pari. Marilena passa dal testo cantato alla vocalità strumentale - da non confondere con il tradizionale scatt - mentre Bob Nieske utilizza il basso da strumento solista, evitando così la rassicurante, ma ovvia funzionalità di accompagnamento e sostegno ritmico. Aleggia lo stile libero e lineare di Jimmy Giuffre simile alla tecnica del contrappuntodove pattern e piccole sequenze in movimento aiutano a costruire le linee forti e portano con se l'orecchio dell'ascoltatore. In un'intervista rilasciata a doppiojazz.it Bob Nieske paragona il feeling musicale del duo alla metodologia di lavoro del gruppo senza strumenti armonici di Giuffre.  

Il contrabbassista si lancia nel tema più frizzante di My Friend Flora di Astrud Gilberto, una bossa louge sottoposta alla versatile vocalità della cantante. Two for the Road di Henry Mancini colora l'ascolto di romanticismo -  contrabbasso e voce tessono le trame del racconto in un jazz cinematico e i musici ci amaliano nella sezione centrale strumentale. Menzione a parte per Chelsea Bridge di Billy Strayhorn, uno standard dal taglio struggente e malinconico rivitalizzato dalla formula adottata per Here And Now - e per l'inclusione di Del Sasser del contrabbassista Sam Jones: una perla oscura del sottobosco jazz che personalmente non conoscevo.

Marilena scrive il testo per Lawns di Carla Bley e lavora sui charoscuri di Portrait in Black and White di Jobim cantandoli in lingua italiana; non paga di tanta creatività cesella i versi poetici de Il Mercante di Venezia per adattare le liriche di William Shakespeare con le musiche di Duke Ellington sounds of Love  - tra le migliori ballate di Mingus.  

Poetica è anche la spazialità ariosa e liquida della fotografia di copertina ( scattata dalla Paradisi) - non rievoca forse lo stesso impressionismo trasognante e materico della cover del 33 giri Crystall Silence? La balland di Chic Corea - condivisa nei primi anni settanta con il vibrafonista Gary Burton  - è presente nella scaletta di questo CD come terza traccia, ed è stato il primo brano che ho scelto di  ascoltare, affascinato dalla copertina dell'album. Nel complesso Here and Now mi fà pensare ad un felice incontro di kindred spirits ascesi nell'etere dei nostri ascolti con dei giochi di fantasia, poesia, improvvisazioni e ritratti in musica per voce e contrabbasso 


Il Disco è Cultura!




CD info

Catalogue No: LOS 310-2

EAN: 7090025833106


    ISRC:

1 Little B´s Poem (Bobby Hutcherson) 3:26 NO2NJ2410010

2 Black Nile (Wayne Shorter) 2:12 NO2NJ2410020

3 Crystal Silence (Chick Corea) 4:12 NO2NJ2410030

4 My Friend Flora (Astrud Gilberto) 2:27 NO2NJ2410040

5 Don´t Misunderstand (Gordon Parks) 2:48 NO2NJ2410050

6 Two For The Road (Henry Mancini) 3:51 NO2NJ2410060

7 Portrait In Black And White (A.C. Jobim / Italian lyrics Marilena Paradisi) 5:12 NO2NJ2410070

8 Del Sasser (Sam Jones) 2:52 NO2NJ2410080

9 Duke Ellington´s Sound Of Love (Charles Mingus / lyrics by William Shakespeare,

adapted by Marilena Paradisi from “The Merchant of Venice, act III scene II”) 2:36 NO2NJ2410090

10 Lawns (Carla Bley / lyrics Marilena Paradisi) 4:36 NO2NJ2410100

11 Chelsea Bridge (Billy Strayhorn) 2:31 NO2NJ2410110

12 Never Will I Marry (Frank Loesser) 2:31 NO2NJ2410120


Total Time: 39:14


Marilena Paradisi 

voice

Bob Nieske 

double bass


Artistic Project and arrangements by Marilena Paradisi & Bob Nieske


Recorded May 21, 2024 by Peter Kontrimas at PBS Studio Westwood, Boston, Mass. USA

Mixed and mastered by Clive Simpson at Extra Beat Studio, Rome, Italy

Produced by Marilena Paradisi

Executive producer Odd Gjelsnes

Front cover photo by Marilena Paradisi

Musician´s photo by Peter Kontrimas

Design by Max Franosch


martedì 11 febbraio 2025

Il Disco è Cultura! LISISTRATA - il ritorno discografico degli Enten Eller con la partecipazione speciale di Iva Bittovà ( autoproduzione discografica indipendente, 2024)


 LISISTRATA 

( autoproduzione discografica indipendente, 2024)




Il Disco è Cultura!

Introduzione 

Il 2024 è stato un anno importante e particolarmente impegnativo per Massimo Barbiero: tra le iniziative che si sono svolte nella prestigiosa cornice della 44esima edizione dell'Open Papyrus Jazz Festival - indetto e organizzato dal maestro  - va segnalata una data molto importante: il 6 settembre al Cortile del Museo Garda di Ivrea si è tenuto il concerto celebrativo per i 37 anni di attività degli Enten Eller.  

La formazione non suonava più dal 2019, tuttavia è riuscita magistralmente a integrarsi con le special guest Iva Bittovà e Danilo Gallo.  Uno dei tratti peculiari del loro modus operandi è quello di essere un gruppo aperto per favorire delle collaborazioni con musicisti versatili e eterogenei, caratteristiche necessarie per la realizzazione di progetti sempre differenti e di largo respiro. 

Per il nuovo parto discografico  Barbiero - leader e cofondatore storico insieme a Maurizio Brunod - ha scelto di evitare  la consueta formula del live celebrativo canonico, così da realizzare un progetto totalmente inedito su cui poi costituire l'idea portante per un'opera di musica totale: di conseguenza il live di Lisistrata è una preziosa occasione per approfondire un'esperienza artistica e creativa che non ha equali in Italia e in Europa  e nel resto del mondo 


 LISISTRATA  

Enten Eller & Iva Bittovà  


Per il concerto di Lisistrata non ci sono state prove, solo un lavoro di scrittura di Massimo Barbiero e di Alberto Mandarini, una costruzione strutturale dove i brani o i background sono usati all’interno di una conduction che mette in gioco più combinazioni (duo, trio, quartetto, collettivo) il tutto spiegato nel backstage con partiture alla mano. 

Lisistrata ha il costrutto narrativo di una suite a tema: la storia di Lisistrata ruota intorno alla protagonista delle commedia Aristofanea risalente al 411 a.C. Il mito racconta di come la donna ateniese - con la complicità  della spartana Lampitòsia riuscita a unire le donne greche in uno sciopero del sesso ad oltranza,  così da reprimere la guerra nel Peloponneso. 

Il CD si apre con un brano inedito Aquarius - scritto da Barbiero - e introduce il Mito: a questo tema si susseguono le tracce dei brani classici del repertorio rivisti nella formula a suite: Pragma ( guerra) - Mostar - Denique Caelum ( macerie) - Praxis - Torquemada ( speranza)  - Per Emanuela - Sud ( illusione rabbia)  

La struttura complessiva di Lisistrata permette agli strumentisti di permeare nel loro background impro jazz la musica erudita extra-colta contemporanea e il folclore immaginario di un mediterraneo che convive in simbiosi con le tradizioni popolari dell'Europa del Nord e dell"Est. Una sintesi espressiva e artistica dove il valore aggiunto è la gamma di sperimentazioni vocali portate in dote dalla Bittovà che conferiscono alla performance una fascinazione particolarnente emozionante: segnalo la dolente melodia di Mostar trasmutata in un canto malinconico e lunare (  il tema  rievoca la guerra nella ex Jugoslavia)

Le possibilità di dialogo interattivo offerte dai due contrabbassi sono molteplici e vanno dal free alla melodia,  fino a conferire al ritmo una cantabilità felicemente descrittiva. Danilo Gallo ha alle spalle una lunga storia nel mondo del jazz alternativo e si è contraddistinto anche come un brillante e efficace musicista, compositore e produttore discografico indipendente. Il bassista si è integrato nell'economia musicale degli Enten Eller in modo spontaneo e ha supportato la peripezia strumentale di Giovanni Maier senza prendere la scena.  

La chitarra di Brunod ha offerto attimi di trasognante progressive nel segmento Per Emanuela, i cui echi dei Genesis e dei King Crimson restano udibili nelle percussioni di Barbiero e nel suadente solo di violino con cui Bittovà si abbandona per far librare in aria il potere del proprio canto. Il concerto ha il suo epilogo in Sud ( illusione rabbia); il brano rievoca le sonorità etnico mediorientali e quelle dell'Europa centrale: impreziosito da melismi e vocalizzi, trilli armonici e canto muezzin di cui Iva Bittovà è conoscitrice ( nelle note di copertina Davide Ielmini cita Cathy Berberian e Demetrio Stratos

Tutto è sorretto da una tessitura orchestrale vicina alla sensibilità multiculturale di Don Cherry, Don Ellis e Charlie Haden. Alberto Mandarini ( tromba e flicorno) condivide con Massimo Barbiero la propensione alla melodia e a un progressivo recupero delle note essenziali.  

Va ricordato che il gruppo si è costituito nella seconda metà degli anni 80 e nel corso dei decenni le origini free e impro dei loro componenti si sono sedimentate nel DNA del collettivo per lasciare respiro alla musicalità mediterranea. Stiamo parlando di un tratto peculiare che non è passato inosservato all'estero ( la collaborazione con Tim Berne segnalata da DownBeat) L'incontro con la compositrice, violista e cantante ceca è un capitolo destinato a iscriversi alla voce capolavoro!

Forse Lisistrata è un pretesto per riflettere sulle grevi e minacciose guerre che funestano la striscia di Gaza in medioriente e il conflitto tra l'Ungheria e la Russia; senza dimenticare tutte le altre situazioni belliche nei differenti e oppressi Sud del mondo. 

Se ci soffermiamo sulla citazione di Pavese “L’unico modo di sfuggire all’abisso é di guardarlo e misurarlo e discendervi” possiamo leggere il progetto anche in questo modo: LISISTRATA è una proposta artistica degna di essere documentata perché nel caso specifico degli Enten EllerIva Bittovà Il Disco è Cultura! 




SCHEDA TECNICA/ 
CREDITI 


Alberto Mandarini: Trumpet ,flugelhorn
Maurizio Brunod: Electric guitars, live sampling, effects
Giovanni Maier : Double Bass
Massimo Barbiero: Drums e percussion

Special guest
Danilo Gallo : Double Bass
Iva Bittova: Voice violin

Intro
1) Aquarius Violino voce / batteria (Massimo Barbiero) 03:31
2) Pragma (guerra) (Massimo Barbiero) 06:49
3) Mostar (Background 1 chitarra contrabbasso Gallo) (Brunod Lodati) 03:35
4) Denique Caelum (macerie) (Massimo Barbiero) 05:22
5) Praxis (Background 2 Tromba Percussioni contrabbasso Maier) (Massimo Barbiero) 03:36
6) Torquemada (speranza) (Alberto Mandarini) 11:09
7) Per Emanuela (Background 3 collettivo (Massimo Barbiero) 07:44
8) ) Sud (illusione rabbia) (Walter Leonardi) 06:10

Total time: 48:01

“L’unico modo di sfuggire all’abisso é di guardarlo e misurarlo e discendervi”
Cesare Pavese

Recorded on 6 Settembre 2024 at Ivrea (44° Open Papyrus Jazz Festival)
Mixed on 24 ottobre 2024 Sound engineer Mario Bertodo

Cover e Photos:Luc Buti Ugo Cometto
liner notes: Davide Ielmini
Graphic design: Fabio Rodda

Il disco è un'autoproduzione di Massimo Barbiero ed è ordinabile contattando il musicista in privato. Allego il link del sito internet ufficiale del maestro: https://www.massimobarbiero.com/IT/ e il link del profilo Bandcamp per l'ascolto e l'acquisto di tutti i suoi album in formato digitale: https://massimobarbiero.bandcamp.com/

mercoledì 22 gennaio 2025

Il Disco è Cultura! STOICHEIA un progetto di musica e danza a cura di Massimo Barbiero, Markus Stockhausen e Roberta Tirassa. Autoproduzione/2024



STOICHEIA

 Il mito dell'origine degli elementi e della scintilla creativa cosmogonica secondo la sensibilità di Massimo Barbiero, Markus Stockhausen e Roberta Tirassa


STOICHEIA è il titolo di un CD registrato dal vivo durante lo svolgimento della 44esima edizione dell'Open Papyrus Jazz Festival e documenta l'eccellente esibizione di arte creativa e performativa tra due compositori e esecutori musicali di primordine: Massimo Barbiero - batteria, percussioni, crystal bowl e effetti - e Markus Stockhausen - tromba, flicorno e live electronics - a cui si è aggiunta la danzatrice e coreografa  Roberta Tirassa. 

E' riduttivo catalogare tale proposta alla voce concerto dal momento che Barbiero è un rigoroso uomo di cultura assemblatore di idee, progetti, eventi, stage e festival che hanno lasciato un segno indelebile a Ivrea - la città di Adriano Olivetti - e nella scena creativa italiana. Chi lo conosce e lo segue fin dagli anni ottanta può individuare nel titolo del disco un significato filosofico e umanistico di indubbia importanza. Le note di presentazione di Davide Lelmini ci spiegano che Aristotole - coniando la parola Stoicheia - indicò negli elementi acqua, aria, terra e fuoco la sintesi primigenia della vita ( un processo comune in tutte le cosmogenie) 

Ai quattro elementi viene aggiunto il Vento e dall'iterazione con il silenzio gli artisti coinvolti pongono le basi per rielaborare lo stesso processo cosmogonico in simbiosi con la natura del sito prescelto, in data 2/9/2024: il Giardino di Villa Casana, all'interno dell'Archivio Storico Olivetti. Va inoltre segnalato che la scelta del sito rientra nel progetto artistico ambientale di Roberta Tirassa 4000 dances for the Earth, il cui obbiettivo primario è una raccolta fondi per piantare alberi e fare rewilding tramite il team di Mossy Earthhttps://www.mossy.earth/



All'ascolto del disco si ha l'impressione che i due esecutori suonino da una vita; nella realtà non c'è nulla di preparato: I musicisti stanno improvvisando e creando un lavoro di musica e danza concettuale ispirati dal vento e dagli elementi naturali, senza mai essersi incontrati precedentemente per scrivere una partitura su cui sviluppare delle conductions; il tutto in simultanea con l'apporto coreografico di una danzatrice affermata qual è Roberta Tirassa.

E' Barbiero che ufficia l'inizio del rito con percussioni, cristalli e legni tessendo lievi trame di pura melodia; a cui fanno seguito i soli di Stockhausen: note essenziali per una connessione alchemica dove l'acustico si alterna ai loop elettronici. L'interplay è tra i più felici, in grado di sublimare  tutta la gamma strumentale - la batteria, il campionario di sfere di cristallo, il flicorno, la tromba - fino a trasmutare la spazialità misterica del silenzio in una musica avvolgente. Stoicheia ha preso forma, e seguendo la tracklist del disco viene identificata con il titolo di una suite: La Danza del silenzioaquarius) consta di sei movimenti: Ventointro) Terra ( felicità) Acqua ( illusione) Fuocodisillusione) Etereabbandono) VentofinaleL'insieme delle sezioni giungono al nostro orecchio come deve essere una composizione armoniosa e ben strutturata 

La registrazione audio non ci restituisce il linguaggio gestuale e trascendentale della danza di Roberta Tirassa; tuttavia  possiamo chiudere gli occhi  e lasciare che la musica e la danza si incontrino nel nostro spazio interiore, così da immaginare di essere parte del pubblico, galvanizzati dalla sacralità espressiva e creatrice dei tre artisti e dalle suggestioni naturalistiche e ambientali pregne di bellezza evocativa del Giardino di Villa CasanaAnche nell'ascolto di un disco si percepiscono i prodigi di un Etere che diviene Ascesi: in  quel breve ma numinoso silenzio che precede l'applauso estasiato del pubblico - proprio alla fine della riproduzione del CD - c'è la ragione d'essere dell'Arte ( Il Disco è Cultura!)





Le foto dell'evento sono di proprietà di Carlo Mogavero e le ho caricate direttamente dalla pagina Facebook di Massimo Barbiero Odwalla Percussionhttps://www.facebook.com/odwalla.percussion?locale=it_IT

La foto della copertina del CD è di Carlo Mogavero e il Graphic design è a cura di Fabio Rodda. Il disco è un'autoproduzione di Massimo Barbiero ed è ordinabile contattando il musicista in privato. Allego il link del sito internet ufficiale del maestro: https://www.massimobarbiero.com/IT/ e il link del profilo Bandcamp per l'ascolto e l'acquisto di tutti i suoi album in formato digitale: https://massimobarbiero.bandcamp.com/


sabato 6 maggio 2023

KARU - Place Memory #1 - Trascendenze e nuove forme sonore e visuali nella Chiesa sconsacrata di Sant'Agostino a Montalto delle Marche





Introduzione: cenni biografici e background + metodo e processo di lavorazione del collettivo KARU 


Per parlare di questo interessante progetto musicale di Alberto Brutti & Co. partiamo dal significato della parola KARU e dalle sue origini. Nella lingua Swahili delle etnie bantu - idioma diffuso in gran parte del continente africano che si affaccia sull'Oceano Indiano - tale entità creativa indica il principio mitologico del Chaos. Il significato archetipo di questa simbologia può essere identificato in un mito: il musicista semidio e sciamono che agisce - a tratti in forma caotica e inconsapevole - sotto la guida di un influsso trascendentale; la cui musica ha effetti guaritrici. Gli studiosi di fisica quantistica asseriscono che Dio ha originato l'universo suonando una partitura musicale: può darsi che in un'epoca remota i KARU abbiano raccolto queste vibrazioni divine e siano stati riconosciuti dai nostri avi come dei guaritori.

Non ci deve stupire che il giovane musicista, contrabbassista e compositore marchigiano sia partito dal così lontano per dare vita al suo ensemble, poiché tra le influenze musicali dichiarate troviamo John e Alice Coltrane, Charles Mingus; anche compositori di musica contemporanea, quali Iannis Xenakis - noto per il suo lavoro sulle infinite possibilità della musica scritta per percussioni - e altri pionieri della musica elettronica e elettroacustica del novecento: da Edgar Varèse a Steve Reich

In KARU la matrice sonora riconducibile al ritmo è chiara. L'aspetto spirituale della proposta artistica non è artificioso: il contenuto musicale non rifugge nella mistificazione, perché Brutti ha assimilato la grande lezione di John Coltrane  

[ Durante l'anno 1957 sperimentai, per grazia di Dio, un risveglio spirituale che doveva condurmi ad una vita più ricca, piena e produttiva. A quel tempo, per gratitudine, chiesi umilmente che mi venissero concessi i mezzi ed il privilegio di rendere felici gli altri attraverso la musica. Sento che ciò mi è stato accordato per sua grazia. Ogni lode a Dio - J.C.]

La band ha elaborato e sintetizzato un percorso artistico e culturale con indirizzo afrocentrico perfettamente in linea con le origini mistico-ancestrali e antropologiche del significa bantu di KARU: la Black Consciousness delle avanguardie afroamericane degli sessanta, l'afrofuturismo di Sun Ra e l'associazionismo dei collettivi sperimentali e politici degli anni settanta e ottanta, le  contaminazioni elettroniche e il post rock, l'ambient jazz e l'avant-garde dance degli anni novanta e del nuovo millennio Flying Lotus, Kieran Hebden, Mike LaddD'Angelo

Questo flusso sonoro per affinità risuona con gli altri compagni di viaggio: Mario D'Alfonso alle ance, Andrea Di Nicolantonio alla chitarra elettrica, Cristano Amici alla batteria. Il collettivo si è costituito in un'area geofrafica situata tra le Marche e l'Abbruzzo, ma è operativo in quelle città dove è stato possibile maturare un percorso di formazione musicale dalla risonanza internazionale: Bologna e Milano





An 

Immaginary 

Journey


An Immaginary Journey è un brillante disco di musica spiritual Jazz contaminato con suoni elettronici e etnici e attraversato da umori Trip hop e psichedelici. E' nato da differenziate  Jam session, grazie a un metodo di lavoro ormai affinato da anni di studio, prove, incisioni discografiche e concerti. E' caratterizzato da risoluti colpi di contrabbasso, linee di sax eccentriche e a tratti spirituali e sciamaniche, accentuate da samples di musica elettronica, la chitarra elettrica che oscilla tra reminescenze acido lisergiche e noise, e frenetiche sessioni di batteria.  In un secondo tempo è subentrato Matteo Castiglioni che ha suonato i sintetizzatori nelle tracce A3, B2 e B3, campionando anche le tracce di batteria. Nella fase conclusiva Alberto Brutti è intervenuto sulle registrazioni in studio utilizzando due Software per PC che si chiamano  Max Msp e Ableton Live necessari  per il processo di editing  e  di modulazione. Così il connubio tra il Jazz e l'elettronica ha preso la forma definitiva nei solchi del disco in vinile.  


Potete ASCOLTAREAQUISTARE l'album  nella piattaforma Bandcamp https://karumusik.bandcamp.com/


[ An Immaginary Journey, l'ultimo LP uscito per la Beat Machine records di Milano, è stato segnalato dalla testata The Guardian: https://www.theguardian.com/music/2022/dec/09/lea-bertucci-xtended-vox-review-contemporary-ben-vida-phil-minton ]


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KARU 

Live at Commerce Bookshop


Due parole a proposto del concerto avvenuto all'interno della moderna libreria Commerce di Milano.  In questa occasione si esplica il lato ImproJazz di Karu: si odono gli echi degli esoterismi panafricani e etnici di John e Alice Coltrane, Sun Ra e il Davis elettrico ( quello dei mitici live degli anni settanta) Nel video potete vedere i KARU in una dimensione a loro congeniale. Emergono comunque anche gli stili recenti tipici di un combo giovanile che opera nell'era del postmodernismo underground 2.0 ( le incursioni post rock noise




KARU 

Place Memory #1 

Trascendenze e nuove forme sonore e visuali nei luoghi sacri e storici delle Marche.


Andando ad analizzare Place Memory #1 parleremo di un percorso già volto al futuro;  dunque in fase embrionale e fortemente voluto da Brutti (originario di Grottammare, provincia di Ascoli Piceno) Il suo fine è quello di sfruttare i siti storici dei paesi dell'entroterra e dintorni ( marchigiani e abruzzesiper creare una rete di avvenimenti culturali e offrire al nostro territorio la possibilità di rifiorire, anche grazie alla buona volontà di una gioventù desiderosa di riappropriarsi delle proprie radici e di contaminarle con i linguaggi e le esperienze artistico-creative maturate nelle grandi metropoli urbane e nel resto del mondo. 

Si tratta di una nuova fase concettuale e audiovisiva in Work in Progress, perciò non possiamo ancora comprendere la sua prossima evoluzione:  gli scenari futuri di questo esperimento sound&vision dipendono molto da come Place Memory sarà accolto dal pubblico ( e naturalmente dall'aiuto materiale delle comunità locali) 


Il primo sito scelto è la Chiesa sconsacrata di Sant'Agostino che sorge isolata a poca distanza da Montalto delle Marche, lungo la strada che conduce al cimitero comunale

Sant'Agostino  è una location assai suggestiva, in quanto pervasa da una riminescenza mistico - spirituale riconducibile a un vecchio ordine monastico agostiniano.  La Chiesa  si cela tra il verde dei cipressi secolari e i silenzi di una quiete complice e atemporale.

Non tutto però è filato liscio come si potrebbe pensare. Sono stati necessari almeno tre giorni di immersivo sopralluogo da parte dei musicisti e degli operatori, prima del giorno effettivo delle riprese e delle registrazione di Place Memory #1 

Alberto Brutti è stato così gentile da invitarmi ad assistere all'ultima fase di questo lavoro e in quella occasione ho avuto modo di sottoporlo ai miei quesiti. Vi riporto uno stralcio della mia intervista: 

" Abbiamo fatto circa tre sopralluoghi. Il primo con il tecnico del suono, abbiamo studiato la profondità del riverbero e calcolando i transienti abbiamo appurato che la chiesa ha una nota di riferimento il Mi bemolle.

Il secondo è stato fatto con i musicisti. Abbiamo preso confidenza  con il luogo, cercando di entrare nel suo suono. Abbiamo accordato gli strumenti in risposta a quello che l’ambiente ci offriva, abbiamo camminato e fatto esercizi di respirazione lungo tutto il perimetro per entrare in perfetta sintonia con il reverbero della  chiesa. 

Il terzo è stato eseguire il brano. Nel sopralluogo precedente abbiamo registrato con un piccolo registratore le varie session (ovviamente tutto eseguito a livello improvvisativo), abbiamo riascoltato quello che avevamo suonato e trovando spunti molto interessanti, abbiamo cercato di replicare alcuni di quelli. Anche e sopratutto con una grande parte di improvvisazione è nata Place Memory"





CHIESA DI SANT'AGOSTINO

Song "Place Memory #1"


In data 03/02/2023 Alberto Brutti, Matteo Castiglioni (visual) e Riccardo Ciabò (regia) sono partiti da Bologna per recarsi nel sito e fare un ultimo sopralluogo: utile sopratutto a Castiglioni per mappare l’abside della Chiesa. L’idea iniziale era quella di avere un cerchio di polistirolo su cui proiettare una seconda immagine al centro del palco, e creare una sorta di tridimensionalità. Purtroppo la qualità del secondo proiettore non era abbastanza performante per questa soluzione alternativa e quindi l'idea è stata scartata. 

Il giorno dopo intorno alle 11. Alberto e il tecnico del suono studiavano i microfoni e la loro posizione; oltre ai microfoni per gli strumenti musicali, sono stati piazzati un’altra coppia di panoramici per catturare interamente l’ambiente sonoro. Dopo di che  è stato deciso la posizione per l’inquadratura principale.

Lo scopo era entrare in perfetta sintonia con il luogo. Dal momento che ero presente posso confermare che tale procedimento è stato complesso e ha richiesto diverse prove prima delle registrazioni definitive. Ho avvertito una profonda dedizione alla musica, all'arte e alIa sacralità espressiva del luogo ( sottolineo: una chiesa che riserva inaspettate sorprese anche in un contesto di ardita sperimentazione!) I ragazzi hanno registrato in tutto sette take. Tra una take e l'altra si dicuteva su quali fossere le scelte migliori per raggiungere il risultato positivo. Alla fine delle take Riccardo Ciabò ha fatto le riprese per i primi piani

Il brano musicale è introdotto da un crescendo estatico e si evolve su differenti piani strumentali, fino a lambire ritmi frenetici e sezioni psichedeliche. Ascoltando questa composizione ho notato un'ambivalenza tra l'acustico e l'elettrico: nel video questi mondi si completano sia nella parti solistiche che nei momenti di improvvisazione collettiva. Sono i miracoli del discorso simpatetico di KARU ( un ensemble rodato anche dal legame familiare dell'amicizia)

Menzione a parte a Matteo Castiglioni per la parte visual di Place Memory #1: spirali e effetti di luce che avvolgono la band nel logo disegnato da Alberto Brutti, poi elaborato da Unolab Studio ( ex Hybrida Studio) di Milano per il disco omonimo del 2020    

Parliamo di un musicista e artista visivo classe 1993 con una biografia densa di esperienze differenziate e di un certo prestigio ( https://matteocastiglioni.com/it ) sia in ambito strettamente musicale - il duo t.e.s.o e i gruppi Studio Murena e Bo!led - che in tutti quei settori audiovisivi dell'arte contemporanea, per esempio istallazioni A/V e opere site specifiche: il palazzo Litta, l'Acquario e MiArt a Milano, la Michigan Technological University, il Palazzo Ducale e la Commenda di Prè a Genova.  

Matteo espone le proprie opere a Palazzo Reale di Milano e  alla Fondazione Bevilacqua LaMasa di Venezia. Collabora  anche con il conservatorio di Birmingham, il museo del 900, la Triennale ecc ecc. Conversando con lui abbiamo ricordato la recente dipartita del grande fotografo e artista audiovisivo Roberto Masotti (1947/2022), i luoghi della Milano dell'arte contemporanea, Keith Jarrett e Glenn Gould.   


Video 

"Place Memory #1"

KARU present an immersive audio and visual performance in the quaint Sant’Agostino church in Montalto delle Marche.





KARU present an immersive audio and visual performance in the quaint Sant’Agostino church in Montalto delle Marche. This first act takes place in an historical location which fascinates not only for its cultural value but also for its architectural elements. Inspired by their affection for this site, the artists have decided to explore its potential as a means of communication. 

Through the use of reverbs and delicate arrangements of sax, double bass, guitar, and drums, #KARU initiates a dialogue that gradually builds in rhythmic intensity. Accompanied by a video projection that allows spectators to time travel, the performance creates a unique sonic and visual spectacle that responds to the building's distinctive spiritual character. KARU mould their sound in response to the acoustics of the location, resulting in a performance that fits perfectly with the features of the space.




Double Bass by Alberto Brutti | Sax by Mario D’Alfonso | Drums by Cristiano Amici | Guitar by Andrea Di Nicolantonio 

Visuals by Matteo Castiglioni.

Audio Engineer Mix and Master by Fabio Cardone.

Director Riccardo Ciabò.

Produced by Beat Machine Records.

© ℗ Beat Machine Records 2023




Postilla 

( o nota ai margini per il lettore)


Il servizio che avete letto è anche il sunto di gentili e cortesi conversazioni avvenute nel corso del tempo. Si è trattato di una vera e propria collaborazione tra un cittadino di Montalto delle Marche ( quale sono) e uno di Grottammare -  Alberto Brutti - per rendere omaggio alle nostre terre. Grazie per l'attenzione e il vostro tempo di lettura. 





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