My Ideal Blog : Globalartisticfusion.blogspot.com di Patrizio De Santis Patrizio De Santis è titol

La mia foto
Montalto delle Marche, AP, Italy
Questo blog è nato come se fosse un'isola felice dove sperimentare una scrittura personale e condividere le mie passioni con qualsiasi internauta interessato alla bellezza. La sua dinamo propulsiva è la passione e l'amore per l'Arte. Ho realizzato uno spazio libero e autogestito, impostando tale contenitore come se fosse un potenziale Magazine cartaceo di approfondimenti culturali e artistici. Global Artistic Fusion è una sintesi della mia ricerca popolare e culturale: un mondo che vi offro nel My Ideal Blog 2.0

domenica 10 maggio 2020

Forse ancora Poesia : Cette Blessure / Storia di una solitudine - Lettere in prosa, poesie e riflessioni di Patrizio De Santis

Cette Blessure ( Quella ferita)

Cette Blessure
perché sono il tuo devoto poeta
in ogni notte di straziante tenerezza
e per me, credimi, amarti
è inevitabile,
oh avvolgente calda ferita,
padrona dei miei sospirati istanti
di desiderio

Cette Blessure
perché la tua assenza ha il sapore
buono delle lacrime,
distillati delle emozioni
più genuine e inebrianti
come dolcissimo
pegno da pagare
per amarti.

Cette Blessure
perché ti scrivo la poesia che tanto
ti piace leggere
dall'altra parte del cielo,
dove sei la metà
che sogno
di amare

di Patrizio De Santis

“Una ferita / crepa di carne dove muore il mare / deserto dove passa la vita / insanguina delle culle il candore / chiusa nel marmo infinita / da una ferita vengo anch’io. (…) Una ferita / gelosa del mio desiderio / una cucitura sul piacere / non la vorrei negata mai / una porta aperta sulla morte / quella ferita è la mia sorte”. ( Léo Ferré)


Forse ancora poesia. Esattamente così, rievocando un tempo migliore perché voglio creare uno spazio per scrivere di emozioni, ma sopratutto compiere un viaggio di ritorno verso la bellezza, utilizzando la mia scrittura per eludere il cinismo e il nichilismo di questi strani tempi moderni. Un pensare anacronistico - ed epistolare - come se fossi nel pieno di una classica educazione sentimentale e letteraria - parafrasando un celebre romanzo di Gustave Flaubert. 


Nel componimento Cette Blessure ( Quella ferita) ho cercato di raccontare la mia idea dell'eros scrivendo dei versi poetici - ispirato sia dal cantore e poeta anarchico Léo Ferré, - che  dal dipinto "L'origine du monde" di Gustave Courbet. In verità si tratta di un omaggio poetico ad un periodo decisamente felice della mia vita, poiché ho voluto ricordare gli anni giovanili, quando ero solito frequentare un appuntamento culturale di una certa rilevanza : La Rassegna Léo Ferré di San Benedetto del Tronto, nella provincia di Ascoli Piceno, Marche.  Questo festival nel corso del tempo ha proposto i recital e le performance di Victoria Abril, Jane Birkin, Gianmaria Testa, Paolo Fresu, Tetes de Bois e Les Anarchistes. Durante la rassegna era possibile acquistare i libri e i dischi di Ferré - grande e generoso artista del 1900 - mentre per i più fortunati c'era la possibilità di poter conversare con qualche ospite di prestigio. Non lavorando nel settore ricordo di aver appena intravisto Jane Birkin e di essermi complimentato con Andrea Satta, la  voce carismatica e teatrale dei Tetes de Bois. 
Ritornando alla mia poesia, i più esperti sapranno che Léo amava paragonare l'organo sessuale femminile ad una ferita - oppure ad una crepa - dalle cui aperture di carni sboccia il fiore dell'amore - che si offre turgido e umido ai poeti, ai sognatori e infine agli amanti più audaci. Io sono un uomo completamente diverso dallo chansonniers e  mi trovo più a mio agio con la poesia romantica e introspettiva.  Non avrebbe avuto alcun senso concepire dei versi nati sulla falsariga del canto di Ferré, perciò ho evitato accuratamente l'emulazione del mito, per poter parlare del romanticismo etereo e trasognante che sovente prende vita nel mio immaginario notturno. La mia Cette Blessure è dunque una poesia d'amore. Non è mai una buona abitudine spiegare il significato di un canto poetico ma trovo interessante suggerire delle riflessioni.  

[ - "La Solitudine è un anfratto oscuro tra la memoria e il mare. Un'Anarchia dell'Intelletto in forma di poesia. A Léo" - P.De Santis ]

La solitudine? Credo che sia una condizione necessaria per comprendere Léo. La solitudine è la libertà nella sua purezza più radicale ed essenziale, come spesso era solito dichiarare lo stesso Ferré. Ora voglio spostare le lancette dell'orologio biologico per andare a ritroso nel tempo e recuperare un piccolo ma significativo frammento di vita privata: un dono ricevuto da un signore anarchico; la sua personale copia del disco in vinile " La Solitudine, serie Orizzonte, 1972."
Per un giovane di 18 anni il mondo di Léo Ferré può essere vissuto soltanto come  un'iniziazione - o a limite una rivelazione -  più simile ad un violento, ma piacevole tumulto  dell'anima. Il pensiero che si cela dietro a certe liriche ha in se qualcosa di destabilizzante; bisogna superare la diffidenza, eludere il timore di sprofondare in un linguaggio utopico, giocoforza desueto e anacronistico ( per lo meno se lo si approccia colla superficialità.) 
La poetica dello chansonniers richiede comunque una particolare predisposizione e tanta profondità emotiva. La parola di  Léo va' vissuta intimamente, anche perché una volta interiorizzata può essere un'utile fonte di bellezza, forza e coraggio per sopravvivere alle dure prove del presente. Il mio bisogno di scrivere è nato ascoltando le versioni italiani dei brani già pubblicati nel disco francese della Barclay " La Solitude" : Tu non dici mai niente, Il tuo stile, La solitudine, Niente più, Piccina, Pépée, Gli anarchici, Col tempo sai. Quindi la solitudine non è necessariamente tua nemica.  Nelle canzoni di Léo Ferré "La Solitudine" è la celebrazione di una rivoluzione ben custodita in un anfratto oscuro, situato tra la memoria e il mare. Il canto è un'insurrezione. Una Signora Anarchia dell'Intelletto che si manifesta in forma di  poesia. 


Risvegli a primavera per l'Aeternum Symposium 

Il mondo contemporaneo è drasticamente cambiato. Così come ci appare è insensibile alla passioni, e noi viviamo promesse di desideri disattesi perché fino ad oggi abbiamo assistito al gioco di potere tra i sessi, che è una palese prerogativa dell'ego. Siamo tutti prigionieri - schiavi di un'obesità senza fine - piegati al baluardo del neo liberismo - sostenuto da ogni compagine politica - in quanto simbolo di potere e denaro. Io celebro l'anarchia, perché amo la dilatazione metafisica del tempo, la riflessione, il pensiero nudo, epurato dal pudore. Mi espongo - incurante del giudizio - pronto a pagarne il prezzo colla solitudine. Desidero la sacralità del sangue, purché il corpo non conosca più l'offesa. 
E' compito della parola scritta insinuarsi nelle crepitanti voluttà dell'amore. Sarà la poesia a nobilitare l'Eros. La poesia è una forma di lotta fondamentale, e anche se attualmente non è più necessario pubblicare, occorre comunque essere i testimoni vigili di una ostinata e folle resistenza.  Bisogna senz'altro celebrare l'amore, perché è la chiave eterna del rapimento mistico e sensuale del desiderio. Dobbiamo essere una rivoluzione pacifica, per dare slancio alle nostre primavere con i versi carnali della poesia. Occorre una parola che abbia la forza dirompente e sfavillante di un'alba infuocata. Una fede. Serve una donna.

Serve un corpo di donna, perché ora è necessario una danza, un gesto, un rapimento mistico e sensuale.

Voglio la comunicazione. Sono necessari la carta e la pena. Il Verbo e la Carne, il Sangue e l' Inchiostro. L'ubriacatura e l'ebbrezza.

E poi ... Il Sacro e il Profano : la Dolcezza.

Serve un corpo, da masticare e deglutire. Occorre una cannibalizzazione della tenerezza.

È necessario un atto sovversivo.  Minare il presente con l'abbraccio e l'abbandono.

Occorrono gesti sconsiderati, giochi imprudenti, e abitudini sottili. Più anarchia.

È necessario un depistaggio. Io voglio il caos, e l'armonia.

Voglio un corpo. Ho fame, sono a digiuno di rivoluzione. Serve più libertà.

Questo è l'amore. La mia concezione del sentimento. Fa paura, soprattutto oggi.

Si. Lo so.

Spacchiamo la tecnologia in mille pezzi di follia, facciamolo ora, per rompere il cemento delle nostre case con i fiori della primavera.

Sputiamo in faccia al potere una smisurata preghiera. Un canto.

L' ode alla vita.

Suicidiamo la paura. Ora, e per sempre.

Serve il contatto : la poesia.

Ma sopratutto 

Occorre una parola che abbia la forza dirompente e sfavillante di un'alba infuocata.

Una fede. 

Serve una donna.

P. De Santis


Et à partir des souvenirs d'une vie, nous écrivons notre meilleure chanson. Nous la laissons comme un cadeau au vent - Di Patrizio De Santis

Sarebbe entusiasmante ritornare a scriversi delle lettere a mano, perché il profumo della carta e dell'inchiostro sono magici e godono di una bellezza abbacinante Una lettera tu non puoi ignorarla facilmente perché non la puoi cancellare con un tasto del PC  e dello Smarthpone. La lettera richiede la giusta e dovuta attenzione : la si può soltanto amare o odiare. Molte delle mie poesie remote le ho bruciate. Questo vuol dire che non le ho vissute con superficialità, dal momento che ancora oggi le ricordo. Nessun rammarico. La possibilità  di crescere grazie alla scrittura è di per se un dono più che sufficiente. Oggi questa tipologia di comunicazione è pressoché assente. La scrittura in prosa - con il suo indirizzo poetico confidenziale - sembra essere una prerogativa ingombrante -  ma c'è da dire che si legge relativamente poco - e la lettera è vissuta dai più come un bisogno anacronistico per intellettuali nostalgici. E' una valutazione superficiale e scorretta. Una svista clamorosa.  Lo scrivere a mano e la lettura cartacea sono medicina e balsamo benigno per ogni popolo, senza contare che possono avvicinare più di una generazione allo stesso sentire. La verità è che noi contemporanei temiamo la profondità delle parole. Nella nostra quotidianità incontriamo tante finzioni, di conseguenza i gesti  concretamente utili e autentici richiedono forza, perché sono i nostri progressi e si manifestano attraverso il coraggio di una costante pratica. Dobbiamo lottare principalmente contro noi stessi per non essere l'automatismo di una finzione. Si scrive e si legge per conquistare la consapevolezza della propria libertà. Le parole possono liberarci dalle  maschere sociali : quest'ultime sono sufficienti giusto per recitare un ruolo che eluda la capacità di pensiero. La parola scritta è necessaria per non temere più il giudizio di una società corrotta dai falsi bisogni - sopratutto nella contemporaneità del terzo millennio - perché ci siamo ammalati di edonismo e materialismo sfrenato.   

Ho iniziato questo 2020 cercando di correggere gli errori del mio passato;  mai avrei potuto immaginare di vivere un'esperienza come la pandemia da Coronavirus Covid - 19 per poter ritornare ad essere un uomo contemporaneo diverso e più pacificato. Nella durissima condizione della quarantena ho ritrovato lo stimolo per vivere serenamente la realtà con tutte le meravigliose opportunità che la vita ci offre in dono. Ora la stessa scrittura sembra prendere vita con maggiore slancio, perché sento  un respiro diverso tra una parola e l'altra. Il mio scrivere ha più  vigore di un tempo. Forse sto per raggiungere l'agognata maturità. Attraverso la creatività noi possiamo raccontare la venuta di un presente migliore, a patto di riuscire a crescere e a maturare anche grazie al dolore di una lunga e sofferta attesa. La stessa natura - finalmente di nuovo padrona del mondo - ci intima di rispettare questo tempo e di fare silenzio. Questo silenzio è chiaramente una preziosa opportunità per poter crescere, accettando una resa necessaria per riflettere e respirare e infine amare il prezioso dono della vita.




LE MIE NUVOLE ( ripartire da un frammento d'autunno del 2016) di Patrizio De Santis

Le mie nuvole sono bellezza e incantamento, un’espressione di purezza che si fa' tramite tra cielo e terra, io le osservo, decantandole in ogni mio autunno e fra tutte scelgo voi, le crepuscolari, fedeli compagne delle mie amate passeggiate solitarie. Vi vedo rigogliose come ventri gravidi di madri inquiete, a tratti austere, forse per via della cenere del cielo, eppur abbacinanti di umori e sensazioni riconducibili all’amore. Ai miei occhi voi siete parole, le mie parole, intrise di un romanticismo melanconico, idealizzato sin dalla gioventù. Per me siete come vecchi libri ingialliti con l'usura del tempo, ma a tratti confuse fra le vergini pagine di bianco candore, ancor tutte da scrivere. Siete suggestioni, care mie nuvole autunnali. Nei pomeriggi di questo tardo settembre, fra un giorno di pioggia e un altro di nuvolosa coltre, grigio cenere, ospitate di tanto in tanto, uno spiraglio di sole che sa ancora d’estate, la cui gradevole leggiadria, benedice le vendemmie nelle campagne circostanti. Ed è allora che mi piace sorprendervi barocche al calar della sera, mentre attraversate i campanili gotici dei paesi dell’entroterra marchigiano, per poi raggiungere le vallate pianeggianti, fino a morir riflesse nella bellezza del mar Adriatico. Voi, sospese, siete le regine danzanti di questo mare, solo la penombra vi cela, portate appresso il tracciato tempestoso dei giorni trascorsi, fra pioggia e torbido grigiore, testimoni dei miei momenti di tedio, chiuso tra le mura della mia casa a sognar poesia, ora espressa in questi miei versi.
A voi affido il sogno di un romanzo ancora da definire, la cui trama aleggia trasognante con il vostro passaggio. Voi nuvole d’autunno, in questi miei strani giorni di riflessione, mi fate dono di una nuova consapevolezza che si manifesta tutta nella piacevole attesa del dar tempo al tempo. Al vostro passaggio imparo a godere della pienezza dei silenzi e degli spazi vuoti, tutti da colmare con il frutto delle parole, in maniera tale da tramutare ogni mia contraddizione in un maturo atto di responsabilità. 
Ed ora lo scorrere lento di questo tempo a me concesso, diviene un’intenzione di crescita per poter meglio preservare e decantare un idea di bellezza, confidante nel futuro e nel viaggio ma memore delle mie radici, il bene più prezioso. Sento il tempo arrestarsi su' queste mie ultime parole, mi congedo a voi con lo sguardo sereno di chi sente il cuore battere più lentamente, quieto di un nuovo equilibrio. Vi affido questa mia pace, rendetemela forte per il mio domani, nella nuova alba che verrà, spero con la stessa serenità di queste mie sentite parole d' amore.  

In fede, vostro P.De Santis

La parola scritta non è  la nostalgia della purezza ma una delle tante possibilità creative per dare un senso al presente, e volendo una resistenza culturale. Perché no? Oggi è veramente cosi utopico  e anacronistico questo amore? Per me la passione non è morta. Ho scelto di proseguire il cammino come se fossi il custode di un grande lascito umano.  Questo blog è un contenitore culturale, ma io lo vivo come un operaio. My Ideal Blog è un cantiere aperto dove poter sperimentare nuove strade, recuperando nel contempo gli umori e i fermenti del passato. Ora è nato anche un piccolo spazio per la poesia, la scrittura in prosa e la riflessione : " Forse ancora poesia"   

Raccolgo qui l'eredità del 1900. Vi invito a riprendere il contatto con la carta e la penna.  Scrivete le vostre lettere al mondo: genitori, parenti, amici e amori. In virtù di tale fremito non posso che dirvi " e dai ricordi di una vita, noi scriviamo la nostra canzone migliore. La lasciamo in dono al vento." 

Et à partir des souvenirs d'une vie, nous écrivons notre meilleure chanson. Nous la laissons comme un cadeau au vent

Parole, soltanto le nostre parole disattese sulla carta, lasceremo come sigillo di un incontro.

L'inchiostro emotivo ed emozionale di un tempo ormai lontano : vivido ricordo.

Perché dai ricordi di una vita, noi scriviamo la nostra canzone migliore.  

La lasciamo in dono al vento.

( P.De Santis)

Nessun commento:

Posta un commento

KARU - Place Memory #1 - Trascendenze e nuove forme sonore e visuali nella Chiesa sconsacrata di Sant'Agostino a Montalto delle Marche

Introduzione: cenni biografici e background + metodo e processo di lavorazione del collettivo KARU  Per parlare di questo interessante pro...